Tonon: «Ripartenza a due velocità la casa corre, il contract ancora no»

La cautela del presidente del Cluster legno-arredo-sistema casa del Friuli Venezia Giulia «Tre priorità: recupero delle quote di mercato pre Covid, digitalizzazione e sostenibilità»

Ripartenza a due velocità per il comparto mobiliero in Friuli Venezia Giulia: se la domanda del settore residenziale sale toccando – e a volte superando - i livelli precedenti l'emergenza Covid-19, quella del contract – dall'alberghiero-ristorativo agli uffici passando per i grandi ambienti collettivi – attende ancora quello “scatto” che si confida possa verificarsi a partire dalla fine dell'anno, soprattutto grazie a un pieno ritorno alla vita sociale attraverso i vaccini. Molte luci e qualche ombra che sono sul tavolo di Matteo Tonon, al vertice dell'omonima azienda manzanese di sedute e già presidente di Confindustria Udine, da fine maggio alla guida del Cluster legno – arredo - sistema casa del Friuli Venezia Giulia, società autonoma che riunisce la filiera ampia del settore, partendo dalla gestione della materia prima legno nel bosco fino al prodotto finale.

Presidente, ripartenza sì o no?

«Decisamente sì per l’arredo residenziale, al netto della difficoltà, condivisa con molti settori industriali, nel reperire ormai tutte le materie prime: le persone hanno trascorso nell'ultimo anno e mezzo molto tempo nelle proprie abitazioni e hanno riscoperto quanto siano importanti i mobili di qualità».

Quale invece la situazione del contract?

«Il fermo di settore era inevitabile, viste le limitazioni per tutto quello riguarda la nostra vita fuori da casa. Auspichiamo che la ripartenza delle progettazioni, per nuovi spazi o ristrutturazioni, possa generare un'onda lunga che arriverà a nuovi ordini da fine anno. Si prospettano al momento ancora mesi faticosi».

Dati alla mano come si muove il comparto regionale?

«Un buon indicatore per comprendere lo stato dell'arte è quello delle esportazioni. Il primo trimestre 2021 vede una percentuale del +19,6% del 2021 sul 2020 e del +8,1% del 2021 sul 2019. Tutto bene? A livello complessivo sembra di sì, ma il dettaglio preoccupa molto».

E cosa vi troviamo?

«Che un territorio come quello di Pordenone, maggiormente vocato al mobile residenziale, nei due confronti temporali viaggia su un +37,5% e un +24,9%, superando ampiamente la situazione pre Covid-19. Di contro Udine, con una maggiore presenza di aziende dedite al complemento d'arredo e al contract, vede ancora un importante dato negativo: le esportazioni di inizio 2021 sul pari periodo 2020 sono al -7,4% e sul 2019 del -15,3%».

In tutto questo il Cluster cosa può fare?

«Molto, supportando tutte le aziende, da quelle grandi alle medio-piccole che sono l'80% del comparto. Il nostro ruolo è quello di acceleratore, per supportare i progetti di sviluppo e recupero per tutto il comparto».

Come si delineerà l'azione della sua presidenza del Cluster?

«Su tre linee guida. Recupero delle quote di mercato perse causa epidemia, anche in ambito Unione europea. Grande impulso alla digitalizzazione dei processi produttivi e non solo, basti pensare agli aspetti commerciali e comunicativi sempre più online dopo l’epidemia. Terzo la sostenibilità, con filiere certificate ormai sempre più richieste dai mercati».

Sostenibilità che inizia, giocoforza, nel bosco.

«Proprio la presenza delle attività boschive, dalla piantumazione al taglio fino alle prime lavorazioni, dà idea dell'ampiezza del nostro Cluster regionale. Un settore, quello boschivo, che in Friuli Venezia Giulia è molto vivo e che sta sviluppando nuove metodologie produttive interessanti, anche sui materiali».

E i consumatori post Covid-19 che cosa vogliono?

«Guarderanno sempre più ai materiali e alla funzionalità, all’estetica e alla facilità di pulizia e sanificazione, con grande attenzione alla sostenibilità e all’origine dei prodotti».