Acc, l’assessore Donazzan: “Lo stabilimento di Mel è ad un bivio, rischiamo tutti di perdere credibilità”

“Abbiamo abbandonato il presidio dell'acciaio, dell'auto motive che vale tantissimo anche nella componentistica, lasciato solo il sistema moda completamente in mano a stranieri. L'ultimo stabilimento di Mel è un bivio. O lo Stato interviene anche nei confronti dell'Europa  oppure assisteremo alla fine di una storia per mano della finanza”

VENEZIA. "Sulla partita Acc rischiamo di perdere la credibilità: la perde il Governo, la perdono i politici del territorio e rischia di perderla anche la Regione, che ha fatto di tutto e di più per accompagnare Acc. Questa azienda sta diventando il mito incapace delle parole in libertà che sono state dette in questo ultimo periodo".

Lo ha affermato l'assessore Elena Donazzan, intervenendo oggi al convegno promosso da Cgil e Fiom di Belluno dal titolo "Il Pnrr e le politiche industriali e del lavoro nel mondo post pandemico e post globalizzato".

"Credo, invece, che ACC - ha aggiunto - non possa vedere scritta la parola 'fine' perché non abbiamo creduto nel progetto industriale di salvaguardare l'ultimo stabilimento italiani di componentistica per il settore dell'elettrodomestico. I produttori clienti ci hanno creduto e non può essere che lo stato ora si tiri indietro. ACC oggi è una azienda in amministrazione straordinaria del Mise, quindi una azienda di interesse pubblico e ritengo di un segmento strategico".

"Quanti errori sono stati fatti nel tempo, anche in questo tempo recente di assenza totale di politiche industriali - ha osservato Donazzan -. Abbiamo abbandonato il presidio dell'acciaio, dell'auto motive che vale tantissimo anche nella componentistica, lasciato solo il sistema moda completamente in mano a stranieri. L'ultimo stabilimento di Mel è un bivio! O lo Stato interviene anche nei confronti dell'Europa che tratta in modo diverso i diversi Stati membri oppure assisteremo alla fine di una storia per mano della finanza.

Oggi l'Europa sta dimostrando con Next Generation EU di volere intervenire sulle politiche pubbliche, per la prima volta dismettendo i panni del gendarme della burocrazia e cercando di interpretare una nuova politica keynesiana dove le risorse pubbliche sono messe a disposizione degli Stati, così la produzione dell'elettrodomestico, nella quale rientra ACC, come quella dell'acciaio, dell'automotive, della moda dovrebbero essere presidiate come interesse nazionale".