Il segreto hi-tech del campione olimpico Jacobs, una gabbia sensorizzata made in Nordest per gli allenamenti ad alta velocità

L’azienda di Bolzano Microgate ha realizzato un sistema di sensori capaci di studiare i diversi parametri delle performance degli atleti. La tecnologia si chiama “Optojump Next” ed è stata montata sullo “scudo” trasportato da un’auto per l’overspeed training del campione 

BOLZANO. “Il segreto per diventare campione olimpico? Lavorare sui dettagli”. A dirlo è Marcell Jacobs, fresco vincitore dei 100 metri piani alle Olimpiadi di Tokyo. Una gara incredibile, quella di domenica scorsa, che lo ha proiettato di diritto nella storia dello sport italiano stupendo il mondo intero.

E in tutti questi anni Jacobs sui dettagli ci ha lavorato, e per arrivare al massimo delle performance ha utilizzato anche la più recente tecnologia, che negli anni ha fatto passi avanti nel settore sportivo. Sono tanti gli atleti che si affidano alle più svariate innovazioni per riuscire a migliorare le proprie prestazioni in campo.

Subito dopo la vittoria di Jacobs sono stati diffusi rapidamente alcuni video dei suoi allenamenti che lo vedono correre all’interno di una vera e propria gabbia, realizzata ad hoc per lavori di overspeed, e trasportata sulla pista da corsa da una macchina. Ecco, su quella gabbia – o ‘scudo’, che dir si voglia - c’è anche il know-how dell’Alto Adige.

L’atleta azzurro infatti ha utilizzato una tecnologia chiamata “Optojump Next” sviluppata dall’azienda bolzanina Microgate, che permette di analizzare le performance atletiche monitorandone l’andamento nel tempo, e che è stata montata proprio sulla gabbia aerodinamica utilizzata in allenamento dall’atleta di Desenzano del Garda.

Dal tempo intercorso tra l’alzata del piede e il contatto con il terreno, alla lunghezza dei passi fatti, fino ai dati sulle punte di accelerazione e le asimmetrie tra le gambe. Sono molti i parametri che questa tecnologia permette di tenere sott’occhio e che hanno contribuito ai miglioramenti quotidiani di Jacobs. “Siamo contenti che in questo incredibile momento per lo sport italiano ci sia posto anche per il nostro orgoglio di azienda italiana che da anni opera nell'high tech applicata allo sport. Essere oggi partecipi di questo momento ci appaga di tutti gli anni investiti in ricerca e sviluppo al fianco di preparatori atletici e atleti di livello mondiale”, dichiara Vinicio Biasi, co-fondatore dell’azienda con il fratello Roberto.

Il sistema altoatesino

Optojump Next è una tecnologia di rilevamento ottico, composta una barra trasmittente ed una ricevente, ciascuna contenente 96 led. Le due barre comunicano di continuo tra di lavoro scambiandosi dati, rilevando interruzioni e calcolando la durata della prestazione.

Ciò permette la misurazione dei tempi di volo e di contatto durante l’esecuzione di una serie di balzi, con una precisione di 1/1000 di secondo. Partendo da questi fondamentali dati di base, il software dedicato consente di ottenere con la massima precisione ed in tempo reale una serie di parametri legati alla prestazione dell’atleta.

L’assenza di parti meccaniche in movimento assicura precisione e grande affidabilità. Il tutto è collegato ad un’interfaccia software che si divide in tre sezioni principali: anagrafica, test e risultati. Il sistema può essere inoltre integrato con alcune telecamere liberamente posizionabili sul tracciato, che permettono di registrare le immagini dei test svolti, sincronizzandole perfettamente con i dati rilevati.

Così facendo è possibile eseguire delle verifiche incrociate tra parametri ottenuti e prestazioni svolte. Tutto il materiale viene salvato in un database dedicato agli atleti: questo permette di consultarli in qualsiasi momento e, come per i dati numerici, di effettuare confronti fra prove compiute da diversi atleti o dallo stesso atleta in momenti diversi.

Un’innovazione made in Italy che permette di portare l’analisi delle performance degli atleti ad un livello ancora più alto e mirato. E l’incredibile vittoria olimpica di Jacobs ne è una dimostrazione. Il sistema permette anche di identificare eventuali carenze muscolari e misurare la sopportazione di diversi carichi di lavoro, parametri necessari per poter sviluppare allenamenti personalizzati e diversificati in base ai risultati dei test. I sensori, montati sulla gabbia fornita all’atleta dal Coni al centro di allenamento di Formia, vicino a Roma, hanno permesso di verificare periodicamente i frutti della preparazione, stando attenti alle condizioni dell’atleta e riducendo, se serve, la mole di lavoro, creando un vero e proprio database di atleti per compararli tra loro o per comparare i risultati di uno stesso atleta in diversi periodi di tempo.

L’azienda Microgate

“Tecnologia che diventa valore”. Questo lo slogan della bolzanina Microgate, azienda che mette la tecnologia al servizio di più settori, tra i quali lo sport, il benessere e l’astronomia.

Microgate segue l’intero processo di sviluppo tecnologico, dalla progettazione alla prototipizzazione sino alla produzione di diversi supporti per il miglioramento delle prestazioni e del lavoro quotidiano: dai sistemi di controllo per telescopi, alla collaudata tecnologia wireless per il professional timing, dai sistemi di valutazione della performance atletica agli strumenti per la riabilitazione e la prevenzione infortuni.

L’azienda, fondata nel 1989, può contare più di 40 collaboratori di cui 13 ingegneri, e vende in 30 paesi di 4 continenti. Vanta una lista di clienti eccellenti, tra cui molti prestigiosi club di calcio, cliniche riabilitative europee e l’European Southern Observatory. Nel 2010 è stata fondata Microgate Usa con sede a Mahopac, NY.