Smart working da Goa o Barcellona, la padovana Noonic cerca 15 talenti del digital marketing

Un’opportunità che Noonic, tech company padovana, offre a giovani in cerca di nuove sfide e che vogliano mettersi alla prova nel campo del digital marketing. La società, che negli ultimi anni sta crescendo a ritmi sostenuti ed è già tra le realtà europee più brillanti del settore, sta lanciando in questi giorni la ricerca di almeno quindici nuovi profili junior e senior

PADOVA. Lavorare da remoto per una giovane e dinamica società italiana, stabilendosi in una grande città europea come Barcellona, a Goa, in India, ma anche in diverse altre destinazioni nel mondo: una scelta di vita che, grazie alle possibilità offerte dal digitale, permette di acquisire nuove skills, migliorare la conoscenza delle lingue, allargare i propri orizzonti vivendo immersi in una cultura diversa dalla propria.

Un’opportunità che Noonic, tech company padovana, offre a giovani in cerca di nuove sfide e che vogliano mettersi alla prova nel campo del digital marketing. La società, che negli ultimi anni sta crescendo a ritmi sostenuti ed è già tra le realtà europee più brillanti del settore, sta lanciando in questi giorni la ricerca di almeno quindici nuovi profili junior e senior: in particolare digital marketing specialist, marketing team leader e full stack developer.

Obiettivo, inserire giovani talenti nel proprio team: inizialmente nella sede italiana, poi, sulla base dell’esperienza e della seniority di ciascuno, con la possibilità di candidarsi per periodi di lavoro all’estero con la garanzia di un cospicuo contributo da parte dell’azienda per sostenere le spese di alloggio e di co-working. Prima meta Barcellona, già a partire da settembre, poi l’India nei mesi successivi, ma a queste si aggiungeranno col tempo sempre nuove destinazioni.

«Il remote working è nel nostro Dna: abbiamo iniziato ad applicarlo con la massima flessibilità già in epoca pre-Covid anche per chi sceglie di lavorare dall’Italia» commenta il co-founder, Nicola Possagnolo. «Ma il digitale ci apre frontiere senza limiti e siamo convinti che la contaminazione culturale, l’aprirsi a nuove esperienze all’estero e a nuove conoscenze, non possa che favorire la crescita personale e professionale del nostro team».

Non solo esperienze formative all’estero: la tech company punta da anni su diversi progetti di welfare aziendale. Come nel caso del budget dedicato, a livello individuale, per attività di formazione continua, con la possibilità di partecipare anche ad eventi formativi che ciascun collaboratore può scegliere sulla base delle proprie attitudini. O, ancora, il credito garantito spendibile in voucher o buoni spesa per beni e servizi, come la palestra, corsi di musica, sessioni di coaching.

Noonic

Performance marketing e lead generation da un lato, sviluppo di startup e piattaforme innovative secondo metodologie lean e agile dall’altro: è questa oggi la value proposition di Noonic, società fondata nel 2011 per iniziativa dei tre founder Nicola Possagnolo, Nunzio Martinello e Sebastiano Favaro, e ora attiva tra Padova, Milano e Bangalore. La sua missione è quella di portare crescita alle aziende, cercando di intercettare i potenziali clienti in ogni fase del loro ciclo di acquisto attraverso qualunque mezzo possibile digitale: dalle campagne marketing a performance, allo sviluppo di funnel ad hoc, alla creazione di community online. Il tutto per poi convertire i contatti in opportunità di vendita.

Nei mesi scorsi, per il secondo anno consecutivo, Noonic è entrata nel ranking del Financial Times «FT1000 Europe’s Fastest Growing Companies», la prestigiosa classifica del quotidiano economico-finanziario britannico che sceglie le mille aziende europee con la maggiore crescita economica.

Tra il 2016 e il 2019, Noonic ha registrato infatti un tasso di crescita annuale composto (Cagr) pari al 63,9% essendo passata da un fatturato di 516mila euro ai due milioni 273mila euro dell’anno scorso. Numeri che inseriscono l’azienda nella prima parte della classifica e precisamente al 476esimo posto complessivo, e addirittura al 20esimo in Europa nella categoria Advertising.