Carel, semestrale d’oro: ricavi in crescita del 26 per cento, l’utile balza del 64

Francesco Nalini, amministratore delegato di Carel

Il gruppo padovano offre soluzioni per l’efficienza energetica degli impianti di refrigerazione. Europa e Medio Oriente i mercati trainanti

PADOVA. Ricavi consolidati pari a 202,6 milioni, +25,9% rispetto ai primi sei mesi del 2020 (+28.0% a cambi costanti), +21,4% rispetto ai primi sei mesi del 2019;  Ebitda consolidato pari a 44,1 milioni di euro (21,8% dei ricavi d’esercizio), +42,9%, rispetto ai primi sei mesi del 2020;  risultato netto consolidato pari a 26,8 milioni, +64,4% rispetto al risultato netto dei primi sei mesi del 2020. Sono i principali numeri della semstrale di Carel, gruppo padovano di Brugine tra i leader nella progettazione, nella produzione e nella commercializzazione a livello globale di componenti e soluzioni per raggiungere l’alta efficienza energetica nel controllo e la regolazione di apparecchiature e impianti nei mercati del condizionamento dell’aria e della refrigerazione.
I ricavi consolidati ammontano a 202,6 milioni di euro rispetto ai 161 milioni al 30 giugno 2020, in crescita del 25,9%. Al netto dell’effetto negativo dei cambi valutari, che ha pesato per circa 4 milioni principalmente a causa della debolezza della divisa statunitense e di quella brasiliana, ed escludendo il contributo pari a circa 1,6 milioni derivante dall’inclusione nel perimetro di consolidamento di CFM, l’incremento sarebbe stato pari al +27%.

La regione che riveste maggior peso per il Gruppo, l’EMEA (Europa, Medio-Oriente, Africa), da cui deriva il 72% dei ricavi, chiude il primo semestre del 2021 con un incremento pari al 26,2% in costanza di cambio valutario, in continuità con gli ottimi risultati già ottenuti nel primo trimestre dell’anno in corso.

Per quanto riguarda le singole aree di business, la Refrigerazione segna +33,4% (+31,2% a cambi correnti). Il trend di forte crescita già presente nel primo trimestre dell’anno, non solo viene confermato ma notevolmente migliorato, grazie alla ripresa del ciclo degli investimenti nel Food retail (supermercati, ipermercati, convenience store) e al continuo incremento della quota di mercato globale da parte del Gruppo. Positivi i risultati nel “Food service”, settore in cui si consolidano i segnali di ripresa. Anche il segmento dell’HVAC chiude il primo semestre del 2021 in forte crescita (+23,5% a cambi correnti, +25,6% a cambi costanti): all’accelerazione dei trend già rilevati nel corso degli ultimi trimestri in alcune applicazioni (in particolare pompe di calore ad alta efficienza e Data Center) si aggiunge una sostenuta ripresa dei settori produttivi più ciclici, in particolare quelli industriali e una rinnovata attenzione verso soluzioni orientate all’efficienza energetica.

Francesco Nalini, amministratore delegato del Gruppo, ha dichiarato: «Il secondo trimestre dell’anno ha visto un ulteriore dispiegamento degli effetti positivi legati al lancio della campagna vaccinale contro il Covid e una forte ripresa economica in larga parte del globo. In tale scenario Carel ha saputo confermare un ritmo di incremento dei ricavi abbondantemente sopra il 20% (anche rispetto al 2019) e una profittabilità (Ebitda margin) di circa il 22% grazie alla sua capacità di combinare la visione di medio e lungo termine con l’individuazione e lo sfruttamento di trend più rapidi e contingenti. In particolare, l’esecuzione della strategia del Gruppo volta all’aumento della sostenibilità e al coinvolgimento dei clienti finali ha permesso di ottenere risultati eccellenti in applicazioni chiave come i Data Center, l’Indoor Air Quality, le Pompe di Calore e il Food Retail. Ciò dipende anche da alcuni asset strategici che da sempre caratterizzano la società: una forza commerciale altamente specializzata e capillare (che conta oggi circa 500 persone) e processi di innovazione e produzione snelli e resilienti.

Facendo un punto sui risultati, registro con orgoglio che nel corso del primo semestre del 2021 i ricavi sono cresciuti del 25,9%, (21,4% vs. primo semestre 2019) l’Ebitda del 42,9% e l’utile del 64,4%. Il quadro si completa con due importanti acquisizioni avvenute tra maggio e giugno, la prima in Turchia (società: CFM) e la seconda in Italia (società: Enginia), le quali rappresentano il risultato di un rinnovato focus del Gruppo sulla crescita per linee esterne. Tali performance costituiscono una solida base su cui costruire il nostro sviluppo nei prossimi trimestri che si preannunciano ancora più sfidanti: le varianti particolarmente contagiose del Covid e la penuria di materie prime sono infatti due elementi che potrebbero condizionare la ripresa economica nei mesi a venire».

f.poloni@gnn.it