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Nardini, dalla grappa ai cocktail: parte la sfida al mercato alternativo allo spritz

Obiettivo dei prossimi anni, quello di finire sui banconi dei bar per portare la grappa a diventare base per i cocktails. Rivisitando ricette consolidate come il Moscow Mule che diventa il Bassano Mule, o il Negroni che diventa Negrini

Nicola Brillo
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VICENZA. La più antica distilleria d’Italia, la Nardini, nel terzo secolo della sua storia punterà a crescere anche in altri settori: dall’aperitivo ai cocktails a base grappa, alla liquoristica. “Il mercato delle grappe è ormai maturo e consolidato – spiega Massimo Tonini, direttore generale di Distilleria Nardini 1779 - occorre sviluppare anche altri progetti, tra questi c’è la miscelazione”. Un lungo lavoro, intrapreso qualche tempo fa dalla “piccola” distilleria bassanese, per far apprezzare la grappa ad un pubblico internazionale, come base per i propri cocktail.

Fondata dal trentino Bortolo Nardini nel 1779 all'ingresso del Ponte Vecchio a Bassano del Grappa, oggi a guidarla è la settima generazione. Il fatturato si aggira sui 10 milioni di euro e dà lavoro ad una cinquantina di persone. Da un secolo la produzione non è però solo grappa, ma anche liquori. Negli apertivi invece la svolta risale a qualche anno fa, con il successo dell’aperitivo simbolo di Bassano anche fuori dai confini della città.

Mezzo e Mezzo, a base di Rabarbaro, si sta aprendo al mercato del Nordest. A giugno ha lanciato sul mercato il nuovo ready-to-drink nel formato da 20cl. “Intendiamo esplorare un mercato nuovo, quello dei sodati – prosegue il dg di Nardini -. Stiamo sviluppando il nostro brand Mezzo e Mezzo, partendo local per poi allargaci. Crescono poi le nostre offerte per l’aperitivo, con queste andiamo ad aggredire il mercato alternativo allo spritz”.

Obiettivo dei prossimi anni, quello di finire sui banconi dei bar di Milano e Roma e non solo. Prosegue lo sviluppo della grappa (studiata appositamente) come base per i cocktails, grazie alla formazione e divulgazione delle attività in Italia e all’estero. “Il potenziale c’è, va istruito il consumatore e i bartender - aggiunge Tonini – proponiamo la rivisitazione di cocktail storici, rigorosamente con base grappa, dal Moscow Mule che diventa il Bassano Mule, dal Negroni al Negrini. Oppure chiediamo ai bartender di crearne di nuovi. Un potenziale che stiamo sviluppando”.

Intanto si è chiuso un 2020 molto difficile per il settore Horeca, gli studi di settore in Italia segnano -35%. “Il secondo semestre del 2020 è andato molto bene per noi – prosegue il dg - poi il 2021 ha avuto i primi mesi a singhiozzo. Da marzo siamo ripartiti alla grande, ora i numeri sono molto positivi ovviamente sul 2020, i nostri obiettivi rimangono ambiziosi. Abbiamo un comparto liquoristica e aperitivi tutto da sviluppare. Durante il 2020 la nostra grappa gamma selezione, con affinamenti a 22 anni, ha raddoppiato il business rispetto il 2019, e il trend positivo continua”.

La tradizione secolare della grappa bassanese Nardini (ovviamente) non si tocca e continua a vincere premi internazionali. Dopo i riconoscimenti alla prestigiosa “International Wine & Spirit Competition 2021”, con la Gold Medal Outstanding alla Grappa Extrafina della Selezione Bortolo Nardini nella categoria Spirits, recentemente si è aggiudica il più alto riconoscimento attribuito nella competizione conquistando il titolo di “Winner of the First Grappa Trophy”. Negli ultimi mesi la distilleria Nardini ha realizzato un restyling delle bottiglie e confezioni di aperitivi, liquori e amari, innovando due prodotti: la Grappa Bianca e la Grappa Riserva 3 anni.

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