India travolta dal Covid, Luxottica dona le attrezzature mediche per l’emergenza

Le filiali locali della multinazionale bellunese promuovono una serie di iniziative concrete per sopperire alla carenza di forniture di ossigeno e posti letto nelle strutture sanitarie dedicate

BELLUNO. Luxottica in prima linea per aiutare l’India travolta dal Covid: le filiali locali del gruppo sono immediatamente scese in campo promuovendo una serie di iniziative concrete per sopperire alla carenza di forniture di ossigeno e posti letto nelle strutture sanitarie dedicate.

«A inizio anno, il paese è stato infatti travolto da una seconda, terribile ondata di contagi e decessi dovuti alla pandemia da Covid – spiega Essilux – L’aumento dei casi, riscontrato già verso la metà di marzo, ha raggiunto il picco ad aprile, facendo registrare oltre 400.000 contagi al giorno. Il rapido incalzare della pandemia ha messo a dura prova il sistema sanitario indiano, costringendolo a fare i conti con carenze di forniture di ossigeno, posti letto negli ospedali, farmaci antivirali e tamponi per la diagnosi dell’infezione, ovvero gli strumenti essenziali per fronteggiare una crisi pandemica di tale portata».

Essilor India Private Limited, in particolar modo, ha acquistato diversi concentratori di ossigeno con il supporto dei team in Cina. I concentratori sono stati poi distribuiti in quindici località in tutto il paese e destinati a coloro che ne avevano più bisogno, inclusi i dipendenti di Essilor, Luxottica e società partner, e le loro famiglie. Inoltre, è stata allestita una struttura temporanea di quarantena presso lo stabilimento Essilor manufacturing India private limited di Bangalore volta a ospitare i dipendenti e i loro familiari che necessitavano del supporto dell’ossigenoterapia e non avevano potuto usufruire di cure mediche immediate negli ospedali o in altre strutture sanitarie.

L’azienda ha, inoltre, continuato a mettere a disposizione dei dipendenti, sulle proprie piattaforme, materiale informativo riguardante il Covid, promuovendo campagne di sensibilizzazione su temi quali lo stress da pandemia, gli effetti dell’isolamento sociale, le vaccinazioni e le conseguenze della crisi sanitaria sul piano della salute mentale.

«Sforzi simili sono stati compiuti anche dai team di Luxottica India per contrastare la pandemia da Covid – spiega ancora il gruppo – Ad esempio, sono stati resi disponibili concentratori di ossigeno per i dipendenti e i loro familiari ed è stata costituita una task force Covid grazie alla quale la funzione HR ha potuto monitorare attentamente il benessere fisico, psicologico e sociale dei colleghi affetti dal virus».

Nei casi più gravi, sono stati messi a disposizione posti letto nelle strutture sanitarie, sono state fornite bombole di ossigeno e sono stati allestiti reparti di isolamento per garantire una migliore gestione della crisi pandemica. Inoltre, sono stati pubblicati su base regolare dettagliati bollettini sanitari allo scopo di tenere aggiornati i dipendenti sull’andamento della situazione epidemiologica e fornire loro informazioni chiare sulla campagna vaccinale, sulle buone pratiche igienico-sanitarie sul luogo di lavoro e sui comportamenti corretti da osservare in isolamento. È stato inoltre istituito un numero verde per offrire un supporto adeguato non solo ai dipendenti ma anche ai loro familiari e affetti, garantendo assistenza psicologica nelle fasi più acute della crisi. Laddove necessario, sono stati altresì distribuiti farmaci di uso comune al fine di sopperire alla carenza di trattamenti disponibili.

«Sin dai primi momenti dell’insorgere della pandemia, l’obiettivo primario di EssilorLuxottica è stato quello di garantire la salute e la sicurezza dei suoi dipendenti dislocati in tutto il mondo, supportando al contempo il settore di riferimento e le comunità in cui opera», si legge in una nota del gruppo. Lo scorso anno, l’azienda ha donato oltre due milioni di dispositivi di protezione individuale a ospedali, enti pubblici, dipendenti e partner in tutto il mondo. In Francia, decine di migliaia di mascherine e occhiali protettivi sono stati donati agli operatori impegnati in prima linea, compreso il personale sanitario e le forze dell’ordine, mentre in Italia il gruppo ha garantito la produzione di circa 150 milioni di mascherine chirurgiche per conto del governo italiano.

f.poloni@gnn.it