Assunzioni e premio di risultato, accordo raggiunto negli stabilimenti friulani di Modine

Lo stabilimento Modine di Pocenia

L’intesa prevede la reintroduzione del premio (fino a 1.500 euro) negli stabilimenti di Pocenia e Amaro, la stabilizzazione di 23 dipendenti e 83 passaggi di livello

POCENIA. Non è stata una trattativa facile quella che ha visto per mesi confrontarsi da un lato i sindacati di categoria, dall’altro i vertici aziendali, ma alla fine il risultato è arrivato.

A distanza di anni i lavoratori di Modine, poco meno di mille tra i due siti di Pocenia e Amaro (in provincia di Udine) potranno nuovamente ambire al premio di risultato, pezzo forte dell’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra le parti, non l’unico.

L’azienda si è infatti impegnata anche a stabilizzare 23 persone - 5 ad Amaro, 18 a Pocenia - e a riconoscere ben 83 passaggi di livello, 50 a Pocenia e 33 ad Amaro. Il premio di risultato, che sarà erogato a maggio dell’anno prossimo, potrà arrivare a un tetto massimo di 1.500 euro, difficilissimo - va detto - da centrare per intero.

«Il premio - spiega Fabiano Venuti, referente Fim Cisl per l’Alto Friuli - è costruito su indicatori di qualità, di produttività e su un indicatore economico, l’Ebitda, il margine operativo lordo che deve superare l’11% del fatturato. Questa la soglia d’ingresso, fattibile secondo l’azienda, che ha comunicato d’averla superata nel primo trimestre, ma non scontata».

Acquisiti dall’omonima multinazionale americana nel 2016, gli stabilimenti friulani di Modine (ex Luvata), specializzati in tecnologie per lo scambio di calore, hanno messo a segno fatturati crescenti negli ultimi anni, passando da 145 milioni nel 2018 a 154 nel 2019, salvo poi frenare (causa Covid) nel 2020 e fermarsi a 133 milioni di euro. 

Tornando all’accordo, i lavoratori lo hanno votato in assemblea, non esattamente con un plebiscito: il sì è infatti arrivato al 60%, sufficiente però a riportare i sindacalisti al tavolo mercoledì 15 settembre 2021, per la firma definitiva.

«Ci auguriamo che il premio paghi - dice dal canto suo Maurizio Marcon, segretario do Fiom Cgil Udine -, che almeno qualità ed efficienza producano un risultato, più che mai meritato dalle maestranze, che pur lavorando tantissimo, facendo anche un mucchio di straordinari, per anni non si sono viste riconoscere alcunché».

Non è, va detto, l’accordo in cui speravano lavoratori e sincalisti. «Avevamo presentato una piattaforma molto più articolata, ma su alcune questioni non c’è stato modo discutere – aggiunge Marcon -. Un primo passo in ogni caso è fatto». E non è poca cosa. «Sul resto - rilancia Venuti - dalla formazione alla partecipazione, ci rifaremo sentire». 

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