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Industria 4.0 spinge la friulana Imel, forte ripresa del mercato interno

L’azienda di Codroipo, che dal 1964 progetta, costruisce e installa impianti di verniciatura, ha investito in nuovi software per controllare la produzione e la manutenzione predittiva

Federico Piazza
2 minuti di lettura

Un impianto realizzato da Imel nel 2018

 

CODROIPO. L’Italia negli ultimi due anni è stato il mercato di maggiore soddisfazione per Imel spa grazie agli investimenti in impianti Industria 4.0 per la verniciatura dei metalli.

L’azienda di Codroipo, che in media esporta oltre il 70% del suo giro d’affari (oltre 20 milioni di euro prima del Covid), ha visto risalire la quota di mercato italiana grazie alle commesse di produttori industriali di vari settori: radiatori, scambiatori di calore, profili in alluminio, tende da sole e banchi frigoriferi tra gli altri.

«In un mercato tradizionalmente difficile come l’Italia è stata premiata la qualità del nostro software Industria 4.0 per il controllo costante del funzionamento degli impianti, della produzione e la manutenzione predittiva» commenta l’amministratore delegato di Imel, Marco D’Angela.
Quello delle tecnologie Industria 4.0 è un ambito in cui, secondo lo studio “Industrial IoT: a reality check” di Reply market research hub, il mercato smart factory in Italia dovrebbe triplicare dai 580 milioni di euro del 2020 a oltre 1,5 miliardi nel 2025.

Smart factory e smart transport & logistics sono le due aree principali di crescita dell’IoT industriale, con l’Italia terza in Europa dopo Germania e Francia.


Un trend che in Italia Imel sta cogliendo. «E ora siamo fiduciosi nella ripresa anche dei mercati internazionali, dove per noi il Covid ha comportato negli ultimi due anni una forte battuta d’arresto a causa del blocco degli investimenti industriali in molti settori, automotive in testa» afferma D’Angela.

Imel realizza impianti di verniciatura da oltre 50 anni, quando negli anni 60 l’azienda nacque nell’orbita di Zanussi per servire il mondo dell’elettrodomestico. Settore a cui si sono progressivamente aggiunti l’automotive (camion innanzitutto, e poi auto, autobus e recentemente anche moto), l’Ace (macchine per agricoltura, costruzioni e movimento terra) e una progressiva diversificazione in vari ambiti industriali.

«Stiamo per esempio estendendoci anche agli impianti per la verniciatura di vagoni ferroviari e container, con commesse avviate e in trattativa» aggiunge D’Angela.

In ambito automotive gli impianti di Imel sono utilizzati per la verniciatura di vari tipi di componenti: ruote, freni, telai e longheroni. Mentre per gli elettrodomestici sono mercati importanti la Polonia e la Turchia, quest’ultima con una presenza diretta di Imel attraverso una propria società commerciale e di servizio assistenza clienti da 25 anni.


In termini di rilancio globale del business, le prospettive sono ovviamente legate alla ripresa della fiducia degli operatori. «A rallentare la ripresa degli investimenti rilevanti in tecnologie industriali contribuisce anche l’incertezza sul reperimento e i prezzi delle materie prime, che porta ancora molte aziende ad aspettare» osserva D’Angela.

«In ogni caso – prosegue l’Ad – c’è molto fermento sui mercati. Stiamo lavorando in Francia, Thailandia, Medio Oriente, ci sono parecchie trattative in corso in Est Europa, e siamo fiduciosi che finalmente ripartano gli investimenti anche in Russia e in altri paesi ex URSS dove fino a prima del Covid lavoravamo molto».

Sulla Russia in particolare Imel punta molto: «Vi operiamo con un consolidato partner commerciale locale che effettua anche il montaggio dei macchinari presso i clienti e fornisce direttamente il servizio di assistenza post-vendita. È un mercato importante dove abbiamo clienti storici (soprattutto produttori di camion come Kamaz, macchine agricole e movimento terra) e commesse in corso. Siccome in Russia ci sono parecchi grandi siti produttivi ancora con tecnologia molto datata, se riprendono gli investimenti per l’ammodernamento industriale per noi c’è sicuramente spazio di crescita. Con il Covid purtroppo le nuove trattative in corso si erano fermate e alcuni contratti firmati ma non avviati erano rimasti in stand-by, ma ora finalmente stanno ripartendo. Anche se ovviamente la debolezza del rublo non aiuta l’export…». 

nordesteconomia@gedinewsnetwork.it

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