Il quartetto d’oro consegna a Draghi l’omaggio di Pinarello, una bici fuoristrada a pedalata assistita

Il quartetto d'oro insieme al presidente del consiglio, Mario Draghi, con la Pinarello 

Ricevuti a palazzo Chigi il 23 settembre, gli azzurri dell’inseguimento su pista, oro olimpico a Tokyo 2020, hanno consegnato di persona una Nytro Gravel al presidente del Consiglio 

VILLORBA. «Siamo sponsor della Federazione ciclistica italiana da 30 anni, a Tokyo abbiamo vinto l’oro nell’inseguimento a squadre, potevamo andare a palazzo Chigi a mani vuote?». Certo che no. E difatti, Fausto Pinarello ha messo in mano al quartetto d’oro azzurro – Filippo Ganna, Jonathan Milan, Francesco Lamon e Simone Consonni – una bicicletta modello Nytro Gravel che i quattro, ricevuti il 23 settembre assieme alla “truppa” olimpica prima al Quirinale poi a palazzo Chigi, hanno donato al presidente del Consiglio in persona.

Un omaggio a dir poco gradito da Mario Draghi, che si è fatto ritrarre sorridente con gli atleti, Pinarello alla mano, e da Ganna si è fatto raccontare i segreti della bicicletta.

Filippo Ganna mostra al premier Mario Draghi la Nytro Gravel Pinarello 

Noi li abbiamo chiesti direttamente a Pinarello. «Si tratta di una Nytro gravel a pedalata assistita, una bici adatta al premier che è anche uno sportivo, ma che di certo non ha tempo per allenarsi» fa sapere l’Ad dell’azienda di Vollorba (Tv).  

Da qui la scelta di dare a Draghi un assist con la batteria. Senza però nulla togliere al divertimento. «E’ una bicicletta per percorsi fuori strada – continua Pinarello -, non estremi, facili da farsi, ancor più con la presenza della batteria» che nel segmento delle bici fuoristrada va ormai per la maggiore. «Siamo al 70, quasi 80 percento del mercato mondiale, a differenza delle bici da strada, dove la pedalata assistita stenta a prender piede».

Questione di orgoglio (dei ciclisti muscolari) e di un visione d’antan, romantica quasi, della bici da corsa. 

Ne sa qualcosa Pinarello che in questo mercato si muove con autorevolezza fin dagli anni ‘50 del secolo scorso quando aprì bottega il padre Giovanni.

Fausto Pinarello

«E’ diventato famoso più per esser arrivato ultimo al Giro d’Italia che per le biciclette» dice il figlio, a metà strada tra serietà e facezia. Vero è che nel giro di qualche decennio, complice anche l’ingresso in azienda di Fausto, il marchio Pinarello s’impone a livello internazionale. 

«Sono entrato nel 1979 e da negozio che vendeva bici siamo diventati un’azienda. Eravamo in tre, poi siamo diventati 5, oggi siamo in 70, vendiamo in 50 Paesi del mondo e abbiamo chiuso il bilancio a giugno 2021 con 66 milioni di fatturato, in crescita – rileva l’Ad - del 30% sull’anno precedente».

Lo dice a mezza voce Pinarello, restio a celebrare risultati che molti, causa Covid, si sognano. A lui, come del resto a quasi tutto il mondo delle biciclette, la pandemia invece ha portato bene. Le vendite di bici sono cresciute in modo esponenziale. Al punto che un anno fa in giro non se ne trovava più una e ancora oggi, dall’ordine alla consegna passano mesi. 

La Pinarello Nytro Gravel 

«Stiamo andando bene, il trend è positivo, a oggi la previsione è di chiudere l’esercizio in corso, a giugno 2022, con il 15% di aumento sullo scorso anche se come tutti scontiamo anche noi le difficoltà legate alla fortnitura dei componenti». 

maura.dellecase@gnn.it