La Cgia sul Green Pass, tremano gli artigiani veneti: si teme il fermo produzione

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, le imprese più a rischio potrebbero essere quelle del settore metalmeccanico, dell’edilizia, del tessile e della calzatura, dove già ora molti posti di lavoro non scoperti perché mancano i candidati.

VENEZIA. “Molti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori veneti sono preoccupati e sperano nell’effetto annuncio; ovvero che entro il prossimo 15 ottobre la gran parte dei 400mila dipendenti del settore privato del nostro territorio che non si sono ancora vaccinati lo facciano. Se ciò non dovesse avvenire, tante aziende potrebbero trovarsi nella condizione di dover bloccare l’attività lavorativa, perché impossibilitate ad avvalersi dell’apporto, in particolar modo, di tecnici e operai altamente specializzati che costituiscono l’asse portante di queste realtà”. Lo sottolinea la Cgia di Mestre in una nota. L’associazione evidenzia soprattutto il rischio di non dover sostituire le figure professionali, così come prevede il decreto per le imprese con meno di 15 dipendenti. “Trovare alcune figure professionali, infatti, è da tempo un’ impresa quasi impossibile, soprattutto in Veneto” dice Cgia.

Nella regione il numero degli addetti medi per azienda è pari a 4 (un titolare e 3 dipendenti). “L’impossibilità di rimpiazzarne anche uno, implicherebbe al titolare dell’attività di non disporre per un determinato periodo di tempo di un terzo della forza lavoro. Insomma, per le aziende con pochi o pochissimi dipendenti, lo stop per uno di loro significa il fermo della produzione”.

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, le imprese più a rischio potrebbero essere quelle del settore metalmeccanico, dell’edilizia, del tessile e della calzatura, dove già ora molti posti di lavoro non scoperti perché mancano i candidati.