Focus sul Nordest per il gruppo Cosulich che cresce e diversifica

Dopo le recenti acquisizioni di Officine Tecnosider e Marlines, «in zona stiamo cercando nuove operazioni» dice il presidente e ceo Augusto Cosulich

TRIESTE. Siderurgia e logistica sono al centro della strategia di espansione e diversificazione internazionale di Fratelli Cosulich. E forte è il focus sul Nordest, in particolare tra Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro.

Dopo le recenti acquisizioni di Officine Tecnosider e Marlines, «in zona stiamo cercando nuove operazioni» dice il presidente e ceo Augusto Cosulich. Del resto, il Gruppo ha sede legale a Trieste «e qui è dove batte il cuore, visto il ruolo che la nostra famiglia ha avuto in oltre 160 anni di storia, per esempio nella nascita del Cantiere navale di Monfalcone oggi Fincantieri, e alla presidenza di Generali».


Una storia che inizia nel 1857, anno di fondazione della società. Il cavaliere del lavoro Augusto Cosulich rappresenta la quinta generazione di una famiglia di imprenditori arrivata in azienda alla sesta.

Il recente passato e il presente raccontano di una crescita internazionale impetuosa, grazie a una forte politica di acquisizioni societarie e di ampia diversificazione di settori e mercati. Lo sviluppo tramite acquisizioni è infatti la strategia a cui crede fermamente Cosulich: «Al momento a livello globale internazionale abbiamo in corso quattro due diligence per ulteriori operazioni, principalmente nei settori logistica e siderurgia».

Oggi il Gruppo opera con quasi 100 società controllate al 100% o con partecipazioni di maggioranza, 27 uffici nel mondo con circa 1200 impiegati, 1,5 miliardi di euro di fatturato nel 2020. «Arriveremo probabilmente verso i due miliardi nel 2021. Siamo imprenditori, acquisiamo società non per guadagnare nel breve termine rivendendole dopo pochi anni – precisa Cosulich -, ma per farle crescere nel Gruppo, creare sviluppo sul territorio, assumere personale».

Augusto Cosulich


Le aree operative sono molteplici. Molte ruotano attorno alla logistica internazionale merci via mare, con la gestione di oltre un milione di container attraverso la joint-venture storica con la cinese Cosco e con altri importanti operatori di Turchia, Regno Unito, Etiopia, Tunisia. Non può quindi mancare la domanda sul caro noli marittimi: «Prevediamo che durerà anche nel 2022, perché con la ripresa economica c’è una fortissima domanda di movimentazione merci import-export che si scontra con una mancanza di spazio sulle navi» commenta Cosulich.

I rami di attività del Gruppo sono agenzia marittima, casa di spedizioni, logistica e magazzini, armatore con flotta di 15 navi, bunkering, yachting, trasporti su gomma e rotaia e servizi intermodali, broking assicurativo, gestione piattaforme petrolifere in Sudamerica, ICT con una società di software, trading di prodotti per isolamenti.

E, sempre più crescente, siderurgia: «Last but not least. È un settore su cui puntiamo molto» osserva Cosulich, che in questi giorni partecipa alla fiera di settore Made in Steel di Milano. «Accanto al nostro partner storico Duferco, abbiamo negli anni rafforzato la partnership con il gruppo ucraino Metinvest che in Italia ha i suoi insediamenti industriali proprio in Triveneto con Trametal a San Giorgio di Nogaro e Ferriera Valsider nel veronese. Gestiamo per Metinvest la logistica del trasporto di tutte le bramme che da Mariupol in Ucraina arrivano in Adriatico: noleggio navi, spedizioni, agenzia dogane. Un flusso di quasi 2 milioni di tonnellate l’anno. E questa partnership ci ha portato ad acquisire il 37% della società di trading svizzera Trasteel, che a sua volta detiene il 51% del laminatoio Officine Tecnosider di San Giorgio di Nogaro. Cioè uno dei quattro laminatoi nella zona industriale della cittadina friulana, oltre a Metinvest Trametal e ai due di Marcegaglia».


Di fatto, tra San Giorgio di Nogaro e Monfalcone F.lli Cosulich è fortemente cresciuta, avendo anche acquisito l’80% del principale operatore logistico locale, Marlines. «Prodotti siderurgici, macchinari, legno e cellulosa sono le merci principali per l’economia della zona». Ma soprattutto per i trasporti siderurgici sul porto di San Giorgio di Nogaro c’è il problema del fondale troppo basso, che dovrebbe essere portato dagli attuali cinque metri e mezzo a sette metri.

Una questione che sta molto a cuore a Cosulich: «Stiamo premendo sulle istituzioni perché si effettuino i dragaggi ma purtroppo da oltre un anno c’è un continuo rimpallo di responsabilità tra vari Enti». 

L’aumento del pescaggio del porto di San Giorgio di Nogaro consentirebbe a Fratelli Cosulich di utilizzare navi adatte, portandovi direttamente tutte le bramme senza necessità di scalo a Monfalcone. Con ricadute ambientali ed economiche. «Eliminare il trasporto su strada sarebbe un grande beneficio per gli abitanti di Monfalcone e per l’ambiente, perché l’approdo diretto via mare ai laminatoi ha certamente un impatto minore» rimarca Cosulich. «Se avessimo sette metri di pescaggio potremmo far diventare San Giorgio di Nogaro un porto importante, creare sviluppo e lavoro per i giovani – conclude -, ma al momento stiamo usando una 500, avendo invece a disposizione una Ferrari». 

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