Botter-Mondodelvino vuole la leadership: «Shopping in Italia e aperture all’estero»

Parla l’ad Massimo Romani: «Crescita del 15 per cento e fatturato a 400 milioni nel 2021, vogliamo fare acquisizioni». Botter ha registrato nel 2020 un fatturato di 230 milioni di euro, con un livello di esportazioni superiore al 90 per cento, con un forte presidio in Veneto, Abruzzo e Puglia. Mondodelvino invece è a 120 milioni di euro, quota export sempre al 90 per cento e aree vinicole presidiate Piemonte, Sicilia e Emilia Romagna

TREVISO. Botter-Mondodelvino è pronto a conquistare la leadership del mercato, consolidando la base produttiva, il portafoglio di offerta e scommettendo su territori in cui non è presente.

«Il nostro modello di sviluppo è basato su due direttrici: da una parte arricchire l’offerta dei prodotti in portafoglio con l’acquisizione di nuove aziende sul territorio nazionale dall’altra essere vicini ai clienti aprendo sedi nei paesi a maggior consumo di vino. Quindi possiamo sintetizzare la nostra strategia con “shopping in Italia e aperture all’estero» spiega Massimo Romani ad Botter Mondodelvino. Sul piano industriale invece il top mananger non si sbottona: «Stiamo lavorando ed è presto per fare anticipazioni». L’altro dato è quello sulle previsioni di crescita, +15 per cento nel 2021.

«L’idea di costituire un polo di aggregazione delle migliori aziende vinicole italiane per aggredire i mercati esteri in maniera ampia e strutturata si è concretizzata nella primavera estate 2021 – racconta Romani - quando due aziende importanti come Botter prima, in marzo e Mondo del vino poi a Giugno, hanno sposato il progetto di Clessidra ponendo le basi per la costruzione di una piattaforma del vino capace di competere da leader sui mercati esteri».

Botter ha registrato nel 2020 un fatturato di 230 milioni di euro, con un livello di esportazioni superiore al 90 per cento, con un forte presidio in Veneto, Abruzzo e Puglia. Mondodelvino invece è a 120 milioni di euro, quota export sempre al 90 per cento e aree vinicole presidiate Piemonte, Sicilia e Emilia Romagna.

Il settore vitivinicolo è in forte fermento, soprattutto dopo la pandemia, si sta assistendo ad un consolidamento del settore. È in questo scenario che la piattaforma immaginata dal fondo Clessidra, guidata nel private equity di Andrea Ottaviano, punta a diventare il primo player italiano del settore del vino, dietro a Giv.

Il modello su cui la piattaforma lavora, dice Romani, è la valorizzazione della storia, delle competenze e delle esperienze delle aziende “lasciando che le singole proprietà continuino ad avere ruolo all’interno delle cantine aggiungendo a queste alcune figure di coordinamento sulle funzioni strategiche”.

Di fatto al di sopra delle sue società c’è una holding, ma Botter e Mondodelvino mantengono le loro peculiarità e la loro indipendenza, creando tuttavia azioni sinergiche. Per facilitare il processo di integrazione delle aziende, precisa ancora Romani, “è appena salito a bordo un nuovo direttore commerciale di grande esperienza come Marco Gobbi che avrà il compito di coordinare - operando a livello di holding - le funzioni Sales, Marketing e Trade Marketing sia di Botter che delle diverse articolazioni aziendali del Gruppo Mondodelvino da MGM alle tenute Cuvage, Ricossa, Poderi dal Nespoli e Barone Montalto”.

Pur essendo passati meno di 6 mesi dalla costituzione della nuova realtà, spiega ancora il top manager,e in un periodo complesso come quello di una post pandemia che ha impattato sull’economia mondiale su tutti i settori, basti pensare alla crisi dei trasporti, la mancanza di materie prime e il conseguente incremento dei prezzi, “stiamo raccogliendo risposte molto convincenti, sia dal mercato che dalle aziende registrando una crescita del 15%, che, se mantenuta, ci porterà a chiudere il 2021 a 400 milioni di fatturato” conclude Romani.