Orari di lavoro flessibili e spazi scelti dal lavoratore, così la vicentina Fitt “stabilizza” lo smart working

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In una settimana di 5 giorni lavorativi, per i collaboratori di Fitt che svolgono mansioni compatibili con lo smart working, sarà possibile lavorarne 3 da casa, o da altro luogo idoneo e a norma, inclusi i nascenti spazi pubblici di co-working

VICENZA. Mentre la gran parte degli italiani che ancora sta lavorando da casa guarda con apprensione alla fine dell’anno, quando lo stato di emergenza cesserà e con quello anche la possibilità di lavorare “lontano” dall’ufficio, una consistente fetta dei dipendenti di Fitt – gruppo leader nella produzione e nello sviluppo di soluzioni ad alto contenuto innovativo per il passaggio di fluidi a uso domestico, professionale e industriale – da lunedì festeggia invece la “promozione” dello smart working a tempo indeterminato. Una modalità di lavoro, quella agile, che per l’azienda con quartier generale nel vicentino non è una novità, una fase di sperimentazione era infatti già stata avviata nel 2018, ben prima che il Covid rendesse lo strumento una necessità. 

«Il 31 dicembre è prevista la fine dello stato di emergenza e andrà a scadenza il regime semplificato per il lavoro agile. Noi in Fitt abbiamo voluto anticipare questa scadenza e, grazie alla formazione e all’esperienza maturata in tre anni, siamo stati in grado di stendere la nostra policy di smart working - afferma Sara Trentin, HR Director di Fitt – con l’obiettivo primario di favorire l’equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata dei collaboratori». 

Fitt aveva già introdotto un approccio innovativo all’organizzazione del lavoro, caratterizzata da flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari di lavoro e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

La formazione continua di manager e dipendenti ha consentito di radicare, nei due anni successivi all’avvio della sperimentazione, la cultura del “lavoro agile” in tutte le risorse producendo un cambio netto sia nel modo di operare che di valutare i risultati: dalle “ore lavorate” si è passati al “raggiungimento di obiettivi”, basato sulla fiducia e sul senso di responsabilità di ciascuno dei collaboratori.

La formazione continua, la sperimentazione di nuovi processi e nuove tecnologie, la pandemia persistente e un’indagine interna condotta nei mesi estivi del 2020 hanno quindi portato alla stesura definitiva della policy di smart working entrata in vigore il 18 ottobre, a tempo indeterminato.

In una settimana di 5 giorni lavorativi, per i collaboratori di Fitt che svolgono mansioni compatibili con lo smart working, sarà dunque possibile lavorarne 3 da casa, o da altro luogo idoneo e a norma, inclusi i nascenti spazi pubblici di co-working.

Al momento lo smart working interesserà 180 collaboratori, quindi il 25% della popolazione aziendale in forze nei 7 stabilimenti italiani.

«In Fitt – dichiara ancora Trentin - il benessere dei collaboratori rimane al centro di ogni strategia aziendale, ma è importante anche ritornare e a vivere l’azienda in senso tradizionale, incontrando i colleghi nei corridoi, scambiando idee e soluzioni alla macchinetta del caffè, partecipando dal vivo a corsi di formazione: ecco perché abbiamo reso obbligatori in presenza due giorni alla settimana. La nostra intenzione è quella di estendere entro breve tempo la policy di smart working anche a tutte le aziende estere che fanno parte del gruppo Fitt, in Francia abbiamo già iniziato la fase di sperimentazione». 

L’attenzione costante che l’azienda da sempre dedicato alle proprie persone è stata riconosciuta anche dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza (Itqf) che, attraverso il metodo del Social Listening Index, ha compiuto uno studio sui migliori datori di lavoro in Italia, selezionando le 300 aziende “Top Job – Italy’s Best Emplyers 2021/2022”: Fitt è la terza migliore azienda in cui lavorare nel settore dell’industria idraulica e pneumatica.

Il gruppo, nato in Italia nel 1969, è pioniere nella produzione e nello sviluppo di soluzioni ad alto contenuto innovativo finalizzate al passaggio di fluidi per uso domestico, professionale e industriale. Da oltre 50 anni sviluppa tubi e sistemi completi in materiale termoplastico per il trasporto di sostanze liquide, gassose e solide, con prodotti all’avanguardia per la tecnologia, il design e la sostenibilità. Con sede centrale a Sandrigo (Vicenza), Fitt genera un fatturato di 236 milioni di euro ed esporta in 87 paesi, conta 950 collaboratori, 9 siti produttivi (6 in Italia, 3 in Europa), 13 siti logistici nel mondo e 5 consociate.

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