Replay corre con gli All Blacks: “Nel 2021 ricavi a 270 milioni”

Bolt, Aiax, Aston Martin, Paris Saint Germain e ora il team neozelandese più forte di sempre, ecco come l’azienda attraverso il mondo dello sport comunica il suo denim

TREVISO. A un passo dalla fine dell’anno l’amministratore delegato di Fashion Box (Replay), Matteo Sinigaglia, rivede le previsioni al rialzo. Il 2021 chiuderà per il gruppo di Asolo intorno ai 270 milioni di euro. Dopo lo stop imposto dal Covid, qui meno severo che altrove, la società trevigiana, multinazionale presente in più di 90 Paesi nel mondo, con oltre 1.100 dipendenti a libro paga, riprende a crescere, sostenuta da innovazione di prodotto, nuove aperture e tanto marketing.

Un campo quest’ultimo in cui Fashion box ha fatto e continua a fare scuola, grazie a partnership con alcuni grandi marchi e nomi dello sport. Come quello di Usain Bolt, leggenda dell’atletica che ha appena firmato un contratto triennale con la società di Asolo, e come il Paris Saint Germain, di cui Replay è sponsor casual wear. E ancora gli All Blacks, la nazionale neozelandese che oggi all’Olimpico affronta gli azzurri dell’Italrugby.

Un derby per Sinigaglia, che dal quartier generale dell’azienda, magnifica costruzione in mattoni rossi “presa in prestito” alla Boston d’inizi novecento, si prepara a fare il tifo.

Bolt, Aiax, Aston Martin, Paris Saint Germain e ora gli All Blacks, perché proprio il mondo dello sport per comunicare il denim?

«Perché nei nostri jeans abbiamo portato l’innovazione, la performance, lanciando Hyperflex. Un prodotto con comfort pari a quello sportivo e il modo migliore per comunicarne la performance era utilizzare l’arena sportiva. Abbiamo iniziato nel 2014 con il Barcellona e non abbiamo più smesso. Lo sport è inclusione, il denim democrazia. Un ottimo binomio».

Dopo un 2020 giocato in difesa, il 2021 come sta andando?

«Nel 2020 abbiamo contenuto il calo ma venivamo da una situazione di grande crescita. Quest’anno pensiamo di chiudere sopra il 2019, di assestarci a 270 milioni e di proiettarci in una crescita sostenibile nel corso dei prossimi anni».

Sostenibilità, trasparenza, digitalizzazione sono alcune delle parole chiave di questo percorso...

«Siamo stati tra i primi a occuparci attivamente di sostenibilità nel mondo del denim, ci lavoriamo dal 2013, abbiamo iniziato a trattare materiali con fibra organica, ora siamo entrati nel ciclo produttivo, lanciando il prodotto Reused: la fibra viene rigenerata usando gli scarti di produzione».

Sinigaglia (Fashion Box): "Stiamo correndo, con gli All Blacks e Bolt"

A che punto siete nella realizzazione del piano finanziato da Sace con 40 milioni di euro?

«Stiamo lavorando alla transizione da azienda prevalentemente fisica ad azienda omnicanale (oggi Fashion box vanta oltre 200 punti vendita, tra diretta, corner, shop in the shop e outlet), apriremo nuovi store, il secondo a Dubai entro l’anno, e accelereremo con i contenuti marketing».

L’e-commerce è destinato a scalzare i negozi fisici?

«Per noi il canale online conta poco meno del 30%. Potrà arrivare forse al 35%, ma non prenderà il posto dei negozi fisici. A maggior ragione dopo il Covid, che ha lasciato molta voglia di contatto, specie nel mondo dell’abbigliamento». Qual è l’obiettivo di Fashion box? «Arrivare entro tre anni a un’eventuale quotazione in Borsa e a 400 milioni di euro di fatturato». 

maura.dellecase@gnn.it