Da Del Vecchio a Illy, da Benetton a De Longhi, cresce il capitale delle casseforti delle grandi famiglie

Leonardo Del Vecchio

Ecco la mappa delle holding dei gruppi imprenditoriali del nordest. I risultati delle aziende premiati dai mercati finanziari

PADOVA. I mercati finanziari hanno benedetto i risultati delle holding familiari venete e friulgiuliane. E se l’anno della pandemia è andata così, questo lascia presagire che con la buona liquidità a disposizione si potrebbero attendere vari movimenti.

La cassaforte di Del Vecchio

Delfin, cassaforte della famiglia di Leonardo Del Vecchio secondo Mf ha un attivo di 10,8 miliardi di euro ed ha deciso di accantonare l’intero utile di 300,1 milioni nel 2020. È probabilmente la holding più liquida in questo momento. Basti pensare ai movimenti sul titolo Generali per farsene una idea. Ad ogni modo il primo socio di EssilorLuxottica (32,15%) e Covivio (27,24%), principale azionista di Mediobanca (con il 19% circa) e di Generali (5,2%) somma 27 miliardi fra investimenti e partecipazioni.

La holding Benetton

Tintinnano anche le casse di Edizione, holding di casa Benetton. Il 2020 si è chiuso con un rosso di 320 milioni di euro, rispetto all’utile di 55 milioni di euro del 2019.Ma la holding può contare su un net asset value pari a 10,827 miliardi di euro e una posizione finanziaria netta positiva a fine 2020 per 203 milioni di euro. Danari che hanno consentito a Edizione di sostenere l’aumento di capitale di Autogrill e quello di United Colors.

La controllata Atlantia è anche in procinto di ricevere il maxi assegno dalla cessione di Autostrade per l’Italia alla cordata Cdp e fondi, per circa 8 miliardi di cui più o meno 5 miliardi, dopo l’abbattimento del debito, resteranno disponibili per lo sviluppo futuro del gruppo).

L’annata De’ Longhi

Splendida annata anche per la cassaforte del gruppo De’ Longhi, 36,7 milioni di euro, in calo rispetto ai 40 milioni del 2019 ma con in cassa disponibilità liquide a oltre 552 milioni di euro rispetto ai 529 milioni di euro dell’anno precedente. Da segnalare la decisione di trasferire alcuni attivi e passivi della holding De’ Longhi Industrial Sa in una nuova società denominata D Investments, l’operazione di scissione è avvenuta nell’estate del 2020.

Andrea Illy

L’impero del caffè Illy

Movimenti su capitale e patrimonio anche in casa Illy. La holding di famiglia che ha sotto di sé Illycaffè, Polo del Gusto, Domori e Mastrojanni ha deciso di innalzare il valore delle partecipazioni postate a patrimonio netto.

Nello specifico illycaffé passa da 151,5 milioni di valorizzazione a 582,44 milioni e Poli del Gusto da 42,05 milioni a oltre 90 milioni di euro. Le rivalutazioni fanno innalzare il valore delle immobilizzazioni finanziarie a quota 672,8 milioni di euro.

La holding dell’impero triestino ha chiuso il 2020 con un utile netto a 7,9 milioni di euro. Quasi raddoppiando il dato del 2019 che aveva segnato 4,5 milioni di profitto netto.

Gianpietro Benedetti

Il colosso dell’acciaio

Sind International, società della famiglia Benedetti e Mareschi Danieli, a capo del gigante della siderurgia di Buttrio (Udine) archivia invece l’anno con un utile di 3,4 milioni di euro. Tenendo conto che il bilancio si è chiuso al 30 giugno 2020.

Da sottolineare il fatto che le azioni Danieli detenute dalla holding, pari al 67,175% del capitale, sono postate a bilancio non a fair value, con un valore di circa 120 milioni di euro, rispetto al valore reale dell’azienda in Borsa, la quota di Sind International in realtà ha un valore che supera i 778 milioni di euro.

r.paolini@gnn.it