Scatta lo sciopero in Abs: lavoratori sul piede di guerra per busta paga e premio

Il 30 novembre, i 1.200 lavoratori a libro paga dell’acciaieria del gruppo Danieli incroceranno le braccia per chiedere all’azienda un nuovo tavolo di trattativa 

POZZUOLO DEL FRIULI. Incroceranno le braccia per 8 ore, martedì 30 novembre, i lavoratori di Abs. Dopo aver deciso, nel corso di ben 20 assemblee, di confermare lo stato di agitazione e aver annunciato a stretto giro una nuova mobilitazione, i segretari di Fim, Fiom e Uilm di Udine hanno fissato per l’ultimo giorno di novembre l’astensione dei dipendenti Abs dal lavoro. All’esterno dello stabilimento produttivo di Cargnacco, dove lavorano complessivamente oltre 1.200 persone, è stato avviato un volantinaggio per dar “pubblicità” dell’iniziativa e spiegarne le ragioni. 

A spingere i lavoratori sul piede di guerra, in particolare i 750 turnisti in forze all’acciaieria del gruppo Danieli, è anzitutto la questione della busta paga, che dallo scorso mese di febbraio viene liquidata in due tranche distinte: prima la parte fissa, a distanza di un mese quella variabile. Parte, quest’ultima, che nel caso dell’acciaieria e dei turnisti è però particolarmente importante, composta da molte voci distinte, e per questo – a detta dei lavoratori - di difficile lettura nella nuova modalità di corresponsione dello stipendio.

Da qui la richiesta, avanzata già a inizio anno, di tornare al vecchio metodo o di trovarne uno alternativo, in grado di restituire leggibilità al cedolino. «Nonostante le promesse, a oggi nulla è cambiato. Se non i rapporti con l’azienda, che sono divenuti mere comunicazioni: quando veniamo convocati ci vengono semplicemente sottoposte le decisioni, senza spazio alcuno per il confronto» attaccano i segretari provinciali David Bassi (Fiom Cgil), Francesco Barbaro (Fim Cisl) e Giorgio Spelat (Uilm Uil) che all’elenco delle “doglianze” aggiungono anche altre questioni: il premio di risultato, la formazione, i carichi di lavoro. Questioni che, a distanza di 10 mesi,  il 30 novembre porteranno i lavoratori a incrociare nuovamente le braccia.

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