Prosecco: effetto Brexit sui trasporti, e adesso i sudditi di Sua Maestà rischiano un Natale senza bollicine

Il Regno Unito segna un nuovo primato delle bolle venete verso quelle francesi, ma ci sono incognite per il Natale con forniture e logistica a rilento, Polegato: «Temiamo scaffali vuoti».  Il Prosecco Rosé la Gioiosa di Villa Sandi è stato inserito da The Guardian nella classifica dei migliori vini da stappare per le feste. Ma la tenaglia di Brexit, quindi lungaggini burocratiche alla dogana, e ritardi su supply chain e trasporti rischiano di portare meno bollicine sulle tavole e sugli scaffali degli inglesi

PADOVA. Il Prosecco si appresta a festeggiare un nuovo primato in Gran Bretagna, per la prima volta le sue vendite hanno eclissato per valore quelle dello champagne. Ma, ops, a Natale, rischia di lasciare a bocca asciutta proprio gli inglesi. Ironia a parte, molti sono i riconoscimenti che il nettare veneto ha inanellato in quello che fino a poco tempo era il suo primo mercato in assoluto. Il Prosecco Rosé la Gioiosa di Villa Sandi, per dirne una, è stato inserito da The Guardian nella classifica dei migliori vini da stappare per le feste. Ma la tenaglia di Brexit, quindi lungaggini burocratiche alla dogana, e ritardi su supply chain e trasporti rischiano di portare meno bollicine sulle tavole e sugli scaffali degli inglesi.

La situazione è confermata da alcuni dei principali operatori. Matteo Lunelli, presidente e amministratore delegato delle Cantine Ferrari e proprietario anche del prosecco Bisol, non nasconde che problemi effettivamente ce ne sono.

«Questo è un momento complesso - dice Lunelli - e in Uk oltre alle difficoltà di Brexit noi assistiamo a grosse problematiche legate alla supply chain e alla logistica, al punto che molti ristoratori per esempio faticano ad avere l’approvvigionamento di cui necessitano». Brexit ha anche innescato una carenza endemica di manodopera (spesso straniera) che nell’era post Covid rende tutto molto più complicato. «Anche se un tema meno di breve periodo - rilancia Lunelli - è quello di migliorare il nostro posizionamento in termini di prezzo, in particolare per l’area Docg. Poi per quanto riguarda i mercati abbiamo visto una crescita esponenziale degli Stati Uniti, dove quest’anno Bisol ha raggiunto quota un milione di bottiglie».

In termini numerici oltre Manica nei primi nove mesi il Prosecco ha registrato ricavi per oltre 166 milioni, vale a dire oltre il 65% del totale venduto nei paesi dell’Unione Europea. È quindi evidente che un mercato di quelle dimensioni vada tenuto sotto controllo. Giancarlo Moretti Polegato presidente Villa Sandi (il loro Cartizze La rivetta è la migliore bollicina dell’anno secondo il Gambero Rosso) conferma le problematiche ma anche un anno strabiliante. «Lo vediamo da mesi - spiega Moretti Polegato - materie prime, carenza di etichette e cartoni e infine tutti i ritardi alle dogane e i problemi dei trasporti. Chi compra non trova i mezzi e sconta ritardi di dieci/quindici giorni sulle consegne, e in un momento così “caldo” dell’anno per giunta».

Nel caso di La Gioiosa Rosé, racconta Polegato, «essendo un prodotto molto richiesto gli scaffali rischiano di restare vuoti se i tempi di rifornimento si allungano». Anche se, dice Polegato, la Gran Bretagna non è più il primo paese del prosecco: «Gli Stati Uniti li hanno superati e parliamo di un mercato molto più grande». Nonostante le problematiche, infatti, Villa Sandi si appresta a chiudere un 2021 con +30 per cento: «Saremo ben oltre i 100 milioni».

Federico Girotto, ad di Masi Agricola (marchio Canevel), avverte: «È una situazione con la quale dobbiamo confrontarci, come altre aziende di tutti i bacini merceologici, ormai da diversi mesi. Serve una strategia di omnicanalizzazione e una pianificazione dei nostri approvvigionamenti. Nonostante le problematiche Uk, Canevel sta facendo un ottimo 2021 in tutti i mercati, anche grazie ad una grande differenziazione geografica».