Il Gruppo Ilcam chiude un anno record: ricavi a 270 milioni, +30 per cento

Il quartier generale del Gruppo Ilcam a Cormons

A febbraio inaugurazione dell’ampliamento nel quartier generale di Cormons. Il presidente Pierluigi Zamò: «La nostra produzione sarà sempre più orientata verso la sostenibilità»

CORMONS. Ampliamenti, investimenti, assunzioni, clienti fidelizzati, crescita, obiettivi. Il gruppo Ilcam vince tutto e, dopo un anno che ha visto il settore casa trainare l’economia mondiale, non può che guardare al 2022 con ulteriore fiducia.

Pierluigi Zamò snocciola numeri incoraggianti: con un fatturato di 270 milioni, il 2021 si è chiuso con +30% (comprensivo dell’acquisizione di “Junior 2” nel perimetro del gruppo friulano).

L’export rappresenta il 94% del fatturato e conferma come primo mercato il Regno Unito, seguono gli Stati Uniti e l’Europa centrale, in primis la Germania. Complessivamente sono 1.300 i dipendenti suddivisi tra Ilcam, Lanta, Licar, Ilmest (Slovenia), Ilrom (Romania) dove si producono gli elementi in legno per realizzare le antine di Cormons. Qui lo stabilimento si è appena arricchito di un nuovo fabbricato che verrà inaugurato a febbraio, novemila metri che ospiteranno una linea di macchinari operativa entro marzo. L’acquisto era stato pianificato sin dal 2020, e procrastinato a causa della pandemia.

Il nuovo ampliamento dello stabilimento

«Incrementeremo così la capacità produttiva di particolari antine, le squadrate bordate, una delle otto tecnologie del gruppo», annuncia il presidente Pierluigi Zamò. Da grandi pannelli “squadrati” a misura, in pratica, vengono bordate sui quattro lati le antine in materiali plastici. Molto di moda, poi, la nuova finitura “super opaca” e antigraffio che non lascia impronte, un prodotto che pur essendo di qualità alta copre una fascia di prezzo buona, e utilizza sia il processo di laminazione che quello della pressatura (a membrana, cioè sia sulla parte superiore che sui bordi), con l’applicazione della foglia con la pressatura.

Aumenta la gamma dei prodotti, così come la flessibilità della produzione: i macchinari del nuovo capannone funzioneranno infatti anche per piccoli lotti. Si completa in questo modo la gamma dei pannelli già in produzione nelle due aziende consociate Lanta (laminazione) e Ilicar (avvolgimento), con l’impegno di circa una trentina di persone a pieno regime (si sta selezionando nuovo personale).

Pierluigi Zamò

Pannelli fotovoltaici, generatori di energia eolici disegnati da Renzo Piano, verniciature di nuovissima tecnologia in grado di assorbire CO2: il gruppo Ilcam ha tutte le carte in regola per definirsi un’industria del mobile 4.0. «Ci stiamo lanciando sempre più su prodotti eco-sostenibili e riciclabili - afferma Zamò -. Puntiamo per i prossimi cinque anni a creare prodotti che entrino concretamente e seriamente nell’economia circolare. La sostenibilità ambientale, economica e sociale è un driver importante, un faro e una mission per le nostre aziende».

Il gruppo sta stimolando i clienti a utilizzare materiali provenienti dal riuso di legno e plastiche, e ad usare processi produttivi rispettosi dell’ambiente. Vi è solo un neo a porre un freno ai tanti segnali di fiducia che si intravedono per l’anno in corso: la carenza delle materie prime e il relativo aumento dei costi. Fino ad ora il gruppo ha potuto sopperire contando sugli ottimi rapporti coi fornitori storici, ma l’alta inflazione ricadrà inevitabilmente sul prezzo dei prodotti finiti dei produttori di cucine.

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