Calzedonia ai livelli pre-Covid, fatturato a 2,4 miliardi di euro: “Continueremo ad aprire negozi”

«La mia strategia? Aprire negozi che funzionano. Con la pandemia è tutto un disastro. Ogni Paese ha le sue difficoltà, le fabbriche che devono adattarsi. Ogni tanto chiudono i negozi: una volta in Russia, una volta in Germania. Serve grande flessibilità, riorganizzare i flussi di prodotti, le collezioni, le campagne pubblicitarie. Però questo è anche il nostro lavoro». Ha detto Sandro Veronesi, patron del gruppo di moda veronese

VERONA. «Siamo tornati più o meno ai dati del 2019. E questo è un buon risultato. Siamo presenti in 54 Paesi tra negozi e fabbriche». Sandro Veronesi patron di Gruppo Calzedonia torna a parlare dopo mesi di silenzio. Lo fa a margine dell'esposizione degli abiti da sposa Re-Love di Atelier Emé, vestiti speciali creati recuperando i campionari d'archivio, lo riporta in Corriere della Sera. Il Gruppo Calzedonia, fondato a Verona nel 1986 (e di cui oggi fanno parte anche i brand Intimissimi, Intimissimi uomo, Tezenis, Atelier Emé, Falconeri e Signor vino) conta 40 mila dipendenti nel mondo con un fatturato del 2021 di 2.4 miliardi di euro (il web triplicato, vale un 7%).

«La mia strategia? Aprire negozi che funzionano. Con la pandemia è tutto un disastro. Ogni Paese ha le sue difficoltà, le fabbriche che devono adattarsi. Ogni tanto chiudono i negozi: una volta in Russia, una volta in Germania. Serve grande flessibilità, riorganizzare i flussi di prodotti, le collezioni, le campagne pubblicitarie. Però questo è anche il nostro lavoro». Ha aggiunto Veronesi.

Fin dalla sua fondazione il marchio Calzedonia si è distinto oltre che per la qualità delle proprie proposte sempre al passo con le tendenze, anche per il profondo controllo della filiera produttiva. Il 78% degli articoli presenti nei negozi Calzedonia, infatti, è prodotto in fabbriche di proprietà in Italia e all’estero.

Questa scelta consente la gestione coordinata della produzione con le altre fasi della filiera, la dedizione totale alle esigenze del brand e l’eliminazione degli intermediari. In questo modo è possibile mantenere un’elevata qualità ad un prezzo accessibile.

“Questo modello di business permette di offrire posti di lavoro ad un ampio numero di dipendenti, a beneficio delle comunità locali, e di garantire un ottimo ambiente lavorativo all’interno delle fabbriche così come il rispetto dei diritti umani” afferma l’azienda di Sandro Veronesi in una nota.

Nello specifico, gli articoli calzetteria e collant vengono prodotti negli stabilimenti 2M (Italia), Trever (Italia), Ytres (Croazia) e Tubla (Croazia). I capi arrivano poi al polo logistico di Ducal (Croazia) per essere infine spediti nei negozi di tutto il mondo. Tra le iniziative più significative del 2021 vanno citati il nuovo quartier generale di Atelier Emé – la maison di abiti da sposa e da cerimonia -, che a Castiglione delle Stiviere, nello stabilimento di 5000 mq di Grole, racchiude in sé la formula che permette di dar vita a creazioni da mille e una notte.

L’azienda ha anche premuto l’acceleratore sul piano di sviluppo retail con un piano di aperture di 10 nuovi negozi, che andranno ad affiancarsi ai 46 già in attività. E poi c’è lo sviluppo di Falconeri, ad Avio, a sud del Trentino Alto Adige, ma a soli 50 chilometri da Verona, immerso nel verde rigoglioso dei vigneti, sorge lo stabilimento dell’azienda del gruppo dedicata ai capi in cashmere.