Lavatrici dal Messico agli Usa, sanzione da 85 milioni di dollari per Electrolux

La multinazionale ha perso il ricorso contro i super-dazi che hanno colpito le importazioni di elettrodomestici prodotte dal Gruppo in Messico per il mercato americano. La sanzione peserà sui conti 2021 del Gruppo

PORDENONE. Sui conti 2021 di Electrolux -  ufficializzati il 28 gennaio - si abbatte la “mannaia” del Dipartimento del commercio (Doc) Usa con una sanzione da 85 milioni di dollari che la multinazionale svedese scalerà dagli utili.

A dare la notizia la stessa Electrolux che ha informato il mercato dell’esito del ricorso che il Gruppo aveva proposto alla giustizia statunitense che l’ha vista soccombente.

Il contenzioso riguardava i dazi sulle lavatrici prodotte da Electrolux in Messico e importate negli Usa negli anni 2016 e 2017. Una tariffa esorbitante: il 72,41% (contro il 2/4%).

La vicenda era emersa poco dopo l’insediamento, alla guida degli Usa, di Donald Trump che, anche grazie al suo slogan “America First”, aveva da poco vinto le elezioni. Leggere quella sanzione come la volontà di dare un “colpo” alle importazioni dal Messico, era dunque una possibilità. Così come lo è considerare una sanzione così pesante per un errore formale...

Pare che la multa notificata alla multinazionale sia stata determinata dal ritardo con cui un consulente esterno del Gruppo aveva risposto alle richieste di informazioni del Dipartimento, o lo abbia fatto fuori tempo massimo. E nei confronti di chi ha materialmente commesso l’errore, ora la multinazionale si rivolgerà per recuperare il maggior esborso che la vicenda ha determinato per Electrolux North America e, di conseguenza, per il gruppo.

Fatto sta che il collegio arbitrale incaricato per pronunciarsi sulla questione alla luce del Nafta (accordo nordamericano di libero scambio fra Usa, Canada e Messico) ha respinto il ricorso di Electrolux e confermato la decisione originaria del Doc, che prevedeva una sanzione da 70 milioni di dollari, saliti ora a 85, che il Gruppo pagherà nel corso di quest’anno.

«La spesa di 85 milioni di dollari americani (727 milioni di corone svedesi) - spiega la multinazionale nell’informativa al mercato - avrà un impatto sull’utile operativo dell’area di business Nord America nel quarto trimestre 2021 e sarà segnalata come elemento non ricorrente. Il reddito del periodo sarà ridotto di 63 milioni di dollari (543 milioni di corone svedesi)».

Ora quanto questi maggiori costi impattino sui risultati finali del Gruppo, lo si saprà quando saranno diffusi i risultati di bilancio relativi all’anno che si è appena concluso.

e.delgiudice@gnn.it