Dolciaria Loison, il fatturato 2021 “lievita” a 12 milioni di euro

In crescita del 35% rispetto all’anno precedente. Gli ingredienti: «72 ore di pazienza e lavoro certosino», spiega Dario Loison alla guida dell’azienda vicentina che esporta in 60 Paesi

VICENZA. «72 ore di pazienza e lavoro certosino. Tanto è necessario per sfornare un panettone di qualità; tre giorni, utilizzando il lievito madre (il nostro ha quasi cento anni, risale ai tempi di mio nonno Tranquillo, e va quotidianamente accudito…) e le procedure complesse richieste dal lavoro di pasticcere, che è complicato perché assembla tanti ingredienti. È così che puoi incontrare il sentiment del cliente, fondamentale per il nostro settore. Anche se per giungere al risultato di quest’anno, 12 milioni di fatturato, oltre il 35% in più rispetto all’anno scorso che fu veramente difficile…, ci vuole anche molto altro».

Dario Loison, quasi 60 anni, ben più giovane del suo lievito quindi, terza generazione di pasticceri vicentini da Costabissara, è esploso con il panettone che vende in tutt’Italia ed esporta per buona parte dell’anno in 60 paesi, a cominciare dalla Francia. L’estero gli procura il 50% circa degli introiti, lo dice con orgoglio sottolineando lo “spirito calvinista dei veneti”, cioè il suo.

«Abbiamo chiuso il 2021 con un rafforzamento dei clienti storici e tradizionali, ma anche con lo sviluppo di nuovi mercati. ‘Panettone tutto l’anno’ però è complicato. È vero che ora stiamo producendo le colombe per Pasqua, ma proprio per questo nel 2021 abbiamo differenziato e rafforzato la nostra proposta commerciale con altri prodotti, riproponendo anche tradizioni venete come la Sbrisola, e poi la torta Tosa, la Bonissima e il Filone. Quattro referenze continuative, ognuna delle quali ha un’ampia gamma di gusti per una presenza del marchio Loison più allargata nel mercato e costante durante l’anno».

Dario Loison

Il packaging è una delle vostre carte distintive, l’abito fa il monaco…?

«La Loison occupa una quarantina di persone delle quali una decina sono affidate a ‘Sonia Design’, area diretta da mia moglie Sonia Pilla, che all’interno del nostro Gruppo si occupa di progettazione e packaging. Lavora anche per terzi, ma gran parte del tempo è rivolto allo studio e realizzazione del vestito del nostro prodotto e quindi del brand, ed è completamente integrata nella strategia digitale dell’azienda. Tenga presente, questo lo dico anche durante i seminari che tengo per varie realtà – proprio ieri per la Siemens, online con Francoforte, chiosa Dario Loison -, che in realtà medio piccole come le nostre, l’integrazione e la velocità sono fondamentali specie se, come facciamo da sempre, si cura il rapporto One-to-One con il cliente come strategia. Ad esempio, noi abbiamo abbracciato internet da subito, anche commercialmente, il sito Loison.com è datato 1996. È fondamentale se vuoi essere globale. E poi bisogna saper parlare le lingue».

Quindi avere personale adeguato…

«Qui tocchiamo un tasto dolente. Facciamo difficoltà a trovare gente adatta, sia per la produzione che per gli uffici. Da una parte l’Università non prepara adeguatamente, i giovani poi non sono disponibili alle nostre esigenze produttive che richiedono sacrificio. Come dicevo serve velocità. Il 2022 sarà l’anno che conferma la nostra attitudine all’innovazione e al mondo del digitale, ambito nel quale abbiamo sempre creduto e investito. Pensi, sottolinea Loison, che tra una decina di giorni ci verranno consegnate delle nuove attrezzature che abbiamo sviluppato in azienda, ci permetteranno di elevare la nostra capacità produttiva e di controllo qualitativo. Il tutto in un’ottica di ciclo, grazie ad uno sviluppo digitale dei processi che ci consentiranno un migliore controllo dati ad esempio per individuare celermente i problemi e risolverli con tempestività».

Dario Loison, quindi immagino sia fondamentale la vostra comunicazione digitale?

«Esattamente. Il 10% del nostro fatturato odierno viene da lì, un dato in forte crescita. Tenga conto che gestiamo otto spazi digitali, che agiscono attraverso tre domini (loison.com – Insolitopanettone.com – biscottiloison.com), completati e assistiti da cinque sotto-domini (shop.loison.com – museum.loison.com – papers.loison.com – press.loison.com – job.loison.com). L’ultimo è Job.Loison, nato per creare un rapporto sempre più performante e innovativo non solo con i collaboratori interni ma anche con quelli esterni, che saranno coinvolti in attività di formazione on line, un valore aggiunto che permetterà di creare Brand Ambassador. Tutto ciò per il rafforzamento dei clienti storici e tradizionali, e lo sviluppo di nuovi mercati».

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