Danieli incamera ordini per efficientare la produzione di acciaio

La tecnologia Digimelter Q-One incontra il favore dei mercati statunitense e giapponese

UDINE. La tecnologia Digimelter Q-One di Danieli per l’efficienza energetica delle acciaierie incontra il favore dei mercati statunitense e giapponese.

«Dopo le ottime referenze legate ai due grandi impianti installati per la canadese Algoma, abbiamo visto un incremento di ordini soprattutto dagli Usa e dal Giappone», afferma il presidente di Danieli Automation, Antonello Mordeglia.

«Per capire la bontà della tecnologia basta pensare che l’ultimo impianto installato negli Usa in 20 giorni ha tagliato il consumo energetico del 12/13%. I vantaggi non si limitano solo ai consumi, ma anche alla possibilità di fornire una maggior stabilità alla rete grazie a ulteriori accorgimenti tecnologici che ne stabilizzano l’assorbimento energetico, come ad esempio i supercapacitor e gli stessi elettrolizzatori per la creazione di idrogeno». Sono 16 finora gli impianti di riduzione del consumo venduti da Danieli nel mondo.

Antonello Mordeglia a sinistra con il ceo di Danieli Giacomo Mareschi Danieli


Per Mordeglia il concetto di efficienza è centrale. I driver di sviluppo tecnologico su cui si stanno orientando i vari Paesi nel mondo sono infatti guidati dalla necessità di ridurre i livelli emissivi, sia in maniera diretta che indiretta consumando meno risorse ed energia. Efficienza declinata nei suoi diversi aspetti, compresa «la riduzione degli stock grazie a tempistiche di produzione più rapide dal momento dell’ordine, ad una logistica ottimizzata, insieme all’intelligenza artificiale che permette di non disperdere know how anche in caso di turnover, facendo sì che sia la macchina a guidare l’operatore e non viceversa».
Rilevanti gli investimenti in innovazione tecnologica a livello internazionale. «Devo dire che, al netto dell’ultima parentesi legata al conflitto in corso, il mercato dell’acciaio nel mondo risulta molto attivo. Accantonata la fase pandemica, la siderurgia mondiale lo scorso anno ha ripreso a produrre, ma soprattutto a fare utili e questi sono stati poi reinvestiti da molti in nuove tecnologie per ammodernamenti tecnici e ambientali, oltre che per aumentare produzione ed efficienza», nota Mordeglia.


Sul fronte emissioni, il presidente di Danieli Automation ha rimarcato come al momento l’emissione zero resti un traguardo ancora da raggiungere, «tuttavia ci siamo già avvicinati molto». Per esempio, «i nostri minimill Mida di ultima generazione, in cui tutta la linea produttiva lavora senza interruzione e senza il ricorso al forno da preriscaldo, riescono ad avere una generazione di 50 kg di CO2 per tonnellata, contro i 400 kg di un forno elettrico vecchio stile e le 2 tonnellate di un ciclo integrale, in termini di Scope 1 (emissioni dirette)».
Per le tecnologie di riscaldo Mordeglia scommetterebbe sull’energia elettrica sia in termini di tecnologia a resistenza che induzione piuttosto che sul gas naturale, che verrà probabilmente sostituito dall’idrogeno. Energia elettrica la cui certificazione di provenienza è ormai accertabile.
L’idrogeno invece può essere utilizzato in siderurgia principalmente per la produzione di preridotto. «In altre formule non ritengo efficiente prendere l’elettricità, trasformarla in idrogeno e poi ritrasformarla in energia. In questo processo qualcosa si disperde sempre. È meglio puntare sull’impiego diretto dell’energia da fonti verdi».

2018

Fonti energetiche che per Mordeglia in Europa si dovranno concentrare nei Paesi più avvantaggiati in cui vento e sole sono più abbondati ed anche nel continente nordafricano dove c’è già un progetto di interconnessione di un cavo elettrico «che probabilmente andranno a sostituire i tubi per lo spostamento del gas». Inoltre, per l’energia si può applicare anche il concetto di sharing con i flussi di elettricità che non possono andare non solo dal centro ai capillari ma anche viceversa.
Per quanto riguarda il mercato europeo, il maggior problema secondo Mordeglia resta comunque il costo energetico, che risulta completamente fuori scala nel confronto con i 40 dollari al KWh e persino ai 100 dollari al KWh nelle ore di picco in Asia.

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