Nearshoring, le imprese del Nordest guardano alla Croazia

Sono già numerose le presenze di imprese nordestine nel Paese. Da Eurospin ad Aquafil, Calzedonia, Carel, Danieli, De Longhi e Luxottica

Eurospin è la punta dell’internazionalizzazione di prossimità delle imprese del Nordest nei paesi Eu dell’ex Jugoslavia. Il maggiore Gruppo discount italiano, sede a Verona, prosegue il programma di espansione non solo in Italia ma anche appunto in Slovenia, con una sessantina di negozi, e in Croazia dove dal 2020 a oggi ha ormai raggiunto il numero di venti punti vendita tra le varie zone interne e costiere del Paese.

Le imprese del Nordest in Croazia e Istria

Il caso Eurospin è citato da Sandra Di Carlo, direttrice dell’Ufficio Ice di Zagabria competente per i mercati di Croazia e Bosnia-Erzegovina, come un esempio emblematico dell’attivismo oltre confine delle imprese trivenete. In Croazia in particolare la presenza di aziende nordestine di varie dimensioni e di diversi settori è rilevante: vi hanno sedi industriali e logistiche realtà come Aquafil, Calzedonia, Carel, Danieli, De Longhi, Luxottica. Ma anche tante PMI.

Notevole è la concentrazione di insediamenti business italiani in Istria, soprattutto nei poli industriali di Albona e Cittanova. Sottolinea il segretario della Camera artigianale della Regione Istriana, Eros Sorić: «La nostra regione è la seconda in Croazia per Pil pro-capite dopo Zagabria, le imprese hanno una redditività per dipendente e sull’export superiore alla media nazionale, la disoccupazione è bassissima anzi manca manodopera nei settori turistico ed edile. L’Italia è il primo partner commerciale dell’Istria con circa 600 milioni di euro di euro di interscambio nel 2020, e il quarto Paese come investimenti diretti dopo Regno Unito, Germania e Slovenia, con uno stock dal 1993 al 2019 di 279 milione di euro».

Internazionalizzazione di prossimità
La Camera artigianale della Regione Istriana è partner del Progetto Sistema Nord Est per l’internazionalizzazione, promosso con un forte focus sull’intera area della Croazia e dei Balcani Occidentali da Regione Veneto, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento con Finest come soggetto esecutore e la partecipazione anche di Unioncamere Veneto, Camera di Commercio e Industria della Serbia in Italia, Camera di Commercio di Treviso e Belluno e Venicepromex.

Progetto nel cui ambito lunedì 11 aprile Finest ha organizzato in collaborazione con NIBI, la Business School di Promos Italia, il webinar rivolto alle imprese del Triveneto Near-Shoring e nuova globalizzazione: i trend mondiali lungo le catene del valore. Focus Croazia, a cui parteciperanno l’ambasciatore italiano a Zagabria Pierfrancesco Sacco, la Camera artigianale della Regione Istriana, PBZ – Intesa Sanpaolo Group sul tema degli strumenti finanziari a sostegno dell’internazionalizzazione delle aziende del Nordest italiano in Croazia, con la testimonianza diretta dell’azienda veneto-friulana Garbellotto del settore bottali e tini in legno per vini e distillati.

«La Croazia all’interno dell’Ue, assieme ai Paesi candidati e aspiranti membri Ue dei Balcani Occidentali, è tra i target principali sia per l’internazionalizzazione di prossimità delle imprese per importanti fasi di processo sia come mercato potenziale in molti settori tipici del tessuto economico del Nordest», sostiene Alessandro Minon, presidente di Finest.

Alessandro Minon, presidente di Finest 

«La vicinanza fisica e culturale e nonché la vocazione industriale per settori coerenti con le caratteristiche del nostro tessuto produttivo, spingono da sempre le imprese del Nordest italiano a valutare investimenti produttivi in quelli che possiamo considerare quasi come mercati interni europei, tanto da rientrare nei trend di near-shoring che stanno coinvolgendo le scelte strategiche delle imprese all’indomani della grande emergenza pandemica e in virtù della riorganizzazione delle supply chain a livello globale».

IDE e interscambio Italia-Croazia

Come dichiarato dall’ambasciatore Sacco in un’intervista di un anno fa a Nordest Economia , gli investimenti diretti delle aziende trivenete in Croazia contano per ben la metà dello stock complessivo italiano, che dal 1993 al 2021 è arrivato ad ammontare a 3,6 miliardi di euro (circa il 10% del totale degli investimenti esteri nel Paese).

«L’Italia è il quinto Paese investitore in Croazia dopo Paesi Bassi, Austria, Lussemburgo e Germania», osserva la responsabile Ice di Zagabria, Sandra Di Carlo. «E siamo il secondo partner commerciale dopo la Germania, con un interscambio di nuovo in forte crescita nel 2021 (circa 6 miliardi di euro, +27,1%), con un’ottima performance del nostro export che è quasi tornato ai valori pre-pandemia del 2019 (3,6 miliardi nel 2021, +26,5% sul 2020), trainato da macchinari industriali, metalli, petrolio e derivati, abbigliamento, alimentare».

Il contesto economico
L’economia croata, pur impattata anch’essa dalle incertezze dell’attuale congiuntura globale e crisi geopolitica, è dinamica. Il Pil nominale è tornato a crescere molto nel 2021 (+10,4% sul 2021), superando i 62 miliardi di euro e recuperando in pieno il calo dell’8% del 2020. Anche se nel contesto strutturale dell’economia e della società croata non mancano gli aspetti di preoccupazione perduranti da lungo tempo, come per esempio il calo e l’invecchiamento demografico. La popolazione è scesa intorno ai 4 milioni di abitanti, secondo i dati del censimento 2021, in diminuzione del 10% negli ultimi 10 anni per effetto combinato del continuo saldo negativo nascite-decessi e di un tasso di emigrazione (soprattutto di giovani verso Austria, Germania ed Europa settentrionale, che offrono migliori opportunità lavorative) ben superiore a quello di immigrazione.

Il PNRR della Croazia
Di Carlo sottolinea le aspettative sugli investimenti previsti con i fondi del PNRR, che in Croazia ammontano a 6,4 miliardi di euro: «Rispetto al Pil nazionale il budget PNRR croato è il più alto in area Ue, pari a un valore di circa l’11% del Pil nazionale del 2019». Osserva Minon: «Ora con i fondi Next Generation EU in Croazia per le imprese del Nordest si aprono grandi opportunità anche nell’ambito dei progetti di infrastrutture di trasporto ed energetiche in logica green transition e in ambito tecnologie per la digitalizzazione dei processi industriali».

Opportunità nelle infrastrutture di trasporto
Quello dei trasporti stradali, ferroviari e portuali è un ambito che merita grande attenzione perché la Croazia ha bisogno di migliorare le sue infrastrutture e con i fondi europei in arrivo si apriranno vari tender che l’Ice tiene in costante monitoraggio.

Sandra Di Carlo

«Non a caso quello dei trasporti, assieme ad agritech e Ict & digitale, sarà uno dei tre temi su cu si focalizzerà il primo Business Forum ufficiale Italia-Croazia in programma a Roma per il prossimo 24 maggio -annuncia Di Carlo - in abbinamento al Comitato dei ministri competenti su temi economici che si svolgerà lo stesso giorno alla Farnesina, in cui porteremo in Italia 10/15 aziende croate per ciascuno dei tre settori per farle incontrare con controparti business italiane».

Agritech e Ict & digitale
«Per il comparto agritech e agroindustriale prima dell'estate organizzeremo un workshop di aziende italiane, perché la Croazia ha bisogno dell’expertise e delle tecnologie italiane per fare crescere la sua agricoltura, anche sotto forma di collaborazioni industriali e joint-venture», spiega la responsabile dell’Ice di Zagabria.

Mentre in ambito Ict & digitale, il 31 marzo per la prima volta si è tenuto a Zagabria un evento Italia-Croazia dedicato alle startup innovative, con 10 realtà italiane e 8 croate che si sono “sfidate” davanti a un folto pubblico di imprenditori, investitori e banche, presentando i propri progetti in vari ambiti (software Ict, elettromedicale, musicale, agritech).

«Le sei vincitrici, tre italiane e tre croate, hanno tra l’altro guadagnato la partecipazione gratuita all’edizione di giugno del festival internazionale WMF2022 (We Make Future) sull’innovazione digitale e sociale di Rimini», racconta Di Carlo.

«L’evento di Zagabria è stato utile anche in chiave di opportunità di business immediate, come per esempio il caso di un’azienda italiana con una soluzione già rodata in altri mercati di elettrocardiografo portatile per auto esame trasmissibile via smartphone alle strutture ospedaliere in modalità telemedicina, che è entrata subito in contatto con un grosso distributore croato molto interessato».

Tecnologie per l’arredo-legno
Infine, molto rilevante per le aziende italiane e trivenete in Croazia è storicamente il mercato delle tecnologie per l’industria del legno e dell’arredo, dove Ice sta organizzando entro la fine dell’anno con l’associazione costruttori macchine Acimall un seminario formativo tecnologico su tecniche e utilizzo delle macchine italiane.

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