Adriafer si aggiudica i fondi dal MiTe per i locomotori a idrogeno

Il porto di Trieste

Il progetto che è stato approvato dal ministero, prevede la realizzazione di un polo energetico a idrogeno nel Porto di Trieste

TRIESTE. Il Ministero della Transizione Ecologica ha accolto le proposte progettuali avanzate dall’ Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (AdSPMAO) nell’ambito del bando Green Ports. Quest’ultimo si inserisce nella cornice del PNRR e consiste nella formulazione di schede progettuali strettamente correlate e finalizzate alla riconversione energetica dei porti italiani attraverso l’utilizzo di idrogeno verde.

Nello specifico Adriafer si è occupata della stesura di due schede inerenti alla realizzazione di un polo energetico ad idrogeno nel Porto di Trieste, in linea con i requisiti di cui all’avviso “Manifestazione d’interesse per la formulazione di proposte progettuali nell’ambito della componente Intermodalità e logistica integrata”.

Le schede, redatte dall’ufficio ricerca e sviluppo, e la collaborazione dell’AdSPMAO, prevedono lo stanziamento di 4 milioni di euro per la realizzazione di un impianto di produzione e rifornimento di H2 e un’indagine mirata all’acquisto di mezzi di manovra alimentanti ad idrogeno.

Mezzi di Adriafer

«I binari su cui Adriafer effettua le sue attività di manovra all’interno del porto – spiega l’azienda –  non sono infatti elettrificati, motivo per cui si utilizzano ancora locomotori a diesel. Sebbene negli ultimi anni le tecnologie fuel cell ad idrogeno si siano sviluppate notevolmente e molti produttori stiano iniziando ad investire nello sviluppo di mezzi elettrici alimentati ad H2, esse risentono ancora di un livello di maturità tecnologica relativamente basso».

«Inoltre – proseguono da Adriafer - non esiste ancora una produzione di massa di idrogeno “verde” (tramite elettrolisi), il quale rappresenta ancora una quota marginale (circa il 4%) rispetto al totale di idrogeno, prodotto essenzialmente da fonti fossili (coal gasification, steam methane reforming, ossidazione parziale di idrocarburi), motivo per cui la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno che sfrutti fonti di energia totalmente rinnovabili è fondamentale per poter introdurre questo tipo di tecnologie nel mercato e favorire la loro adozione».

«In campo ferroviario si ha notizia di recenti sperimentazioni di successo all’estero e in Italia ma solo su locomotive passeggeri: per quanto riguarda il comparto merci, e più specificatamente il mondo della manovra ferroviaria, esistono soltanto prototipi in fase di sviluppo. Nonostante queste limitazioni – conclude l’azienda – l’iniziativa dovrebbe vedere il suo completamento entro tre anni, per poi puntare a una progressiva riconversione del parco mezzi»..

e.delgiudice@gnn.it