Famiglia, errori, successi e una sana ribellione. Alessandro Benetton si racconta in un libro

La dinastia, un padre importante, la finanza, l’anima e il sentimento, lo sport e la natura. E ancora i figli, la sua di famiglia, i grandi successi e gli errori e le cadute, non vissuti come fallimenti ma come grandi momenti di apprendimento. Il 10 maggio esce per Mondadori La traiettoria, il libro di Alessandro Benetton

TREVISO. La dinastia, un padre importante, la finanza, l’anima e il sentimento, lo sport e la natura. E ancora i figli, la sua di famiglia, i grandi successi e gli errori e le cadute, non vissuti come fallimenti ma come grandi momenti di apprendimento. Il 10 maggio esce per Mondadori La traiettoria, il libro di Alessandro Benetton. Un testo denso, il rampollo della grande famiglia che si confessa anche con episodi intimi, il rapporto con il padre Luciano (che lui definisce visionario e chiama il “Signor Luciano”), la sua bocciatura al liceo, l’incontro con la filosofia, i grandi successi personali con 21Invest, la tragedia del Ponte Morandi.

Un bilancio dei suoi primi 58 anni, un cognome importante, a volte ingombrante, e la volontà di parlare dopo l’esperienza fatta sul suo profilo Instagram ad una community, la voglia di confrontarsi e magari di ispirare soprattutto i giovani. Non va dimenticato che Alessandro Benetton, oltre che imprenditore e manager, è anche e soprattutto un padre di tre ragazzi. 

"Vengo da una famiglia in cui seguire le regole è un imperativo. Per capire chi ero ho dovuto infrangerle. Mi sono guadagnato il mio spazio dissentendo. Ho cominciato a farlo quando ancora la barba non mi cresceva, e forse è stato in quell'istante che, da ragazzo, mi sono tramutato in giovane adulto. E che ho avuto percezione di essere, prima di tutto, Alessandro. Non un Benetton, come mi è stato ripetuto innumerevoli volte sin dall'infanzia. Un uomo. Che – come tutti – ha sbagliato ed è caduto, ma ha scoperto sulla propria pelle che sbagli e cadute possono essere opportunità di miglioramento. So di essere partito con un certo vantaggio. Ma so anche che la mia vita – come quella di tutti – non è stata una passeggiata. È stata una maestra. Ho – come tutti – appreso lungo la strada. Grazie a esperienze, intuizioni, visioni. Sono queste che ho voluto raccontare, con la speranza che, forse, possano indicare una direzione, ispirare altri a cercare la propria traiettoria."

Alessandro Benetton ripercorre la sua storia e ne raccoglie gli infiniti spunti, le tante lezioni, per scoprire che compongono un unico tracciato, nitido come una pista sulla neve o un'onda del mare. La traiettoria, appunto. E che ogni cambio di direzione, ogni ostacolo, ogni dosso ha avuto senso: perché gli ha fornito strumenti, conoscenze, oppure perché l'ha aiutato ad assecondare il cambiamento.

Alessandro racconta l'adolescenza turbolenta, poi gli studi ad Harvard, un'età adulta alla ricerca di quella famosa propria strada, l'avventura di 21invest e la nomina a Cavaliere del lavoro nel 2010.
Su una intervista a 7 torna poi al tragico 14 agosto 2018, il giorno del crollo del ponte a Genova dove vennero spezzate le vite di 43 persone. “È una vicenda che peserà per sempre sulla mia famiglia e non smetterò mai di rinnovare la mia vicinanza alle famiglie delle vittime. Come ho già detto nel video di gennaio, avremmo dovuto subito chiedere scusa”.

“In questo libro – dice Benetton in un video pubblicato su Instagram - ho voluto scrivere di tante cose, le salite e le discese, le svolte brusche e i momenti felici. Insomma, tutti quei punti che, insieme, vanno a formare la traiettoria della mia vita. L’ho fatto per me, per mettere dei punti fermi nella mia storia e un po' per i tanti giovani che si sentono ribelli, imperfetti o insicuri, ma che in realtà valgono, valgono tanto, e devono solo darsi il tempo di trovare la loro traiettoria”.