Kronospan, la battaglia sulla fabbrica green di San Vito al Tagliamento

La vicentina Fileo costruzioni ha diffidato il Comune. Al centro dello scontro i terreni dedicati allo sviluppo industriale nella zona del Ponte Rosso

SAN VITO AL TAGLIAMENTO. La Fileo costruzioni, impresa vicentina che ha acquisito i terreni su cui il progetto di Kronospan Italia ha previsto una parte dell’ampliamento nella zona industriale del Ponte Rosso, ha inviato ieri una lettera al Comune di San Vito al Tagliamento dove chiede di rivedere il Pac (piano attuativo comunale) della zona industriale. Annuncia quindi un insediamento industriale “green” con un partner svizzero.

Il sindaco Alberto Bernava, appoggiato da tutta la giunta, commenta: «Queste diffide non sono accettabili né ricevibili».

La società di costruzioni ha acquisito alcuni terreni della zona industriale del Ponte Rosso che nel Paur di Kronospan, che vuol realizzare una linea di produzione di pannelli truciolari da legno riciclato, erano indicati come sede della Silva, società connessa all’ampliamento.

Dell’acquisto, Fileo costruzioni ha dato notizia al Comune, al quale nei giorni scorsi ha inviato una serie di osservazioni al piano attuativo comunale della zona industriale. È il Pac adottato dalla giunta di Antonio Di Bisceglie, sospeso dall’attuale, che però era ritornata sui suoi passi, archiviando la procedura e aprendo la strada all’approvazione prevista le prossime settimane. Pac che interessa Kronospan.

Ieri, Fileo costruzioni ha inviato una lettera di diffida al Comune, agli assessori, ai consiglieri comunali, con cui chiede di correggere il piano attuativo comunale della Zipr adottato dalla giunta Di Bisceglie, in quanto ritiene vi siano errori.

Un piano considerato obsoleto perché del 2020. Un errore riguarderebbe l’aver inserito nei mappali i terreni di proprietà del demanio, che secondo la Fileo costruzioni non sono espropriabili: si può soltanto sdemanializzare e acquistare con asta pubblica e la società ha già manifestato questa volontà.

L’altro sarebbe il fatto di avere inserito dei mappali di proprietà della società nelle aree da espropriare. Su questo, la Regione starebbe facendo verifiche.

La Fileo ricorda che la proprietà privata va rispettata e garantita: ha eseguito un importante investimento per un progetto di sviluppo industriale “green” con un partner rappresentato da una multinazionale svizzera che comporterà la creazione di 135 nuovi posti di lavoro.

Avvisa di tutto ciò il Comune così da correggere ed evitare contenziosi amministrativi, certo nel caso di approvazione. Inoltre, sempre secondo l’impresa, eventuali danni subiti o futuri dalla mancata correzione sarebbero a carico di amministrazione, singoli assessori e consiglieri. Ed è pronta alla tutela dei propri interessi «nelle sedi competenti».

Dura la replica dell’amministrazione. «Per quanto riguarda la parte tecnica, gli uffici stanno verificando e risponderemo – commenta la giunta Bernava –, ma non sono accettabili queste diffide, queste intimazioni a organi legittimamente eletti come giunta e consiglio comunale, che devono, nel rispetto della legge, avere la propria autonomia decisionale. Le istituzioni devono essere rispettate e tutelate».