Pet industry, un nuovo polo a Ponterosso: investimento da 25 milioni

Investimento della società milanese controllata da Agrifarma spa, società dai molteplici interessi tra cui, probabilmente, il più noto al grande pubblico è Arcaplanet

PORDENONE. Il cantiere nella zona industriale Ponterosso a San Vito al Tagliamento, è già a buon punto con obiettivo di fine lavori entro l’anno per avviare la produzione, quindi, nel 2023. È un nuovo insediamento industriale avviato da First one srl di Milano che vedrà la nascita di uno stabilimento dedicato alla produzione di alimenti secchi per animali d’affezione, ovvero cani e gatti.

Se consideriamo che la srl milanese è controllata da Agrifarma spa, società dai molteplici interessi tra cui, probabilmente, il più noto al grande pubblico è Arcaplanet, e risalendo al socio di riferimento della controllante Noah 2 spa, questi è Shiba Bidco, potremmo anche azzardare quali potrebbero essere i brand dei prodotti in uscita dallo stabilimento sanvitese.

L’investimento vale 25 milioni di euro e si candida a generare inizialmente oltre una trentina di posti di lavoro diretti in un’azienda ad alto tasso di innovazione, con grande attenzione alla sostenibilità e quindi all’impatto ambientale, all’efficienza energetica, in linea con il piano Industria 4.0.

Il progetto ha positivamente superato il vaglio del Mise, il ministero dello Sviluppo economico, che ha infatti emanato il decreto di autorizzazione alla sottoscrizione dell’Accordo di sviluppo tra lo stesso Mise, Invitalia spa, la Regione Fvg e la società First one. Grazie all’accordo, l’investimento verrà sostenuto sia dal ministero, con 9,8 milioni, sia dalla Regione Fvg, con 500 mila euro.

Lo stabilimento è in corso di costruzione a San Vito al Tagliamento, a progettare e realizzare le opere è la Proteco engineering di San Donà di Piave (che ringraziamo per la foto del cantiere) e insiste su un’area di 34 mila metri quadrati di cui 8 mila 300 riservati a edifici.

Produrrà a regime 61 mila tonnellate di alimenti secchi l’anno con un’occupazione crescente, dai 36 addetti iniziali fino ai 70 previsti al raggiungimento del livello di saturazione dell’impianto.

Nella progettazione del complesso si è tenuto conto del fabbisogno energetico e termico, ed è stata prevista l’installazione di un impianto di cogenerazione in grado di garantire una potenza di 523 kW elettrici e 619 kW termici, e di un impianto fotovoltaico per una potenza installata di 170 kW, che limiteranno l’acquisto esterno di elettricità e di gas.

Lo stabilimento sarà dotato anche di un impianto di depurazione mentre, sul fronte delle emissioni, quelle connesse alla produzione verranno intercettate sia dalle singole macchine, sia - una volta convogliate nelle condotte - da ulteriori sistemi a barriera in grado di intercettare le polveri che di abbattere eventuali odori. Infine, ma non per importanza, l’impianto progettato ha le caratteristiche previste da Industria 4.0 e sarà dotato di sistemi di telecontrollo da remoto sia per gli aspetti di gestione che manutentivi.

È un investimento importante per l’area sanvitese e per la regione, e ha soddisfatto i requisiti previsti per la stipula di un accordo di sviluppo, come sancisce la firma del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in calce al decreto che autorizza la stipula. Un parere condiviso da Invitalia che ha considerato la proposta «coerente con i requisiti previsti», sia sul fronte occupazionale che rispetto al piano nazionale Industria 4.0, e per «la capacità di attrazione di investimenti esteri» in quanto il socio unico di First one è Agrifarma spa, che ha a sua volta come socio unico Noah 2 spa il cui azionista di riferimento è Shiba Bidco spa, società di diritto italiano appartenente a fondi internazionali di private equity.