Piatti pronti per la tavola e snack da borsetta, Pedon scala il mercato dei legumi

L’azienda vicentina è divenuta uno dei grandi player del settore. Occupa 320 persone, conta 250 linee di prodotto e 2.000 referenze. Nel 2020 ha superato i 100 milioni di fatturato

VICENZA. Il 10 febbraio di ogni anno, su iniziativa della FAO che addirittura nel 2016 dedicò loro tutto l’anno, si celebra la Giornata mondiale dei legumi come «riconoscimento dei valori nutrizionali di questi alimenti e del contributo che essi offrono ai sistemi agroalimentari sostenibili e a un mondo privo di fame».

Molti forse non sanno che quando acquistiamo nelle varie realtà che ci sono abituali, specie i supermercati, questi importanti alimenti – ultimamente molto ricercati perché collegati ad una dieta equilibrata e salutare -, sugli scaffali almeno la metà sono il frutto dell’attività di una azienda vicentina, la Pedon SpA di Colceresa, che in quarant’anni è diventata leader in Italia, ed uno dei grandi player internazionali di settore.

Legumi e dieta

Dal secolo scorso la produzione di legumi secchi in Italia (fagioli, lenticchie, ceci, piselli e fave) ha fatto registrare una drastica diminuzione. Negli anni ’60 era pari a 640.000 tonnellate, per raggiungere nel periodo 2010-15 il minimo storico, con solo 135.000 tonnellate.

Negli ultimi anni si è registrato un lento recupero ed oggi la produzione complessiva è di poco superiore alle 200.000 tonnellate. Altri dati confermano questo trend. Sempre negli anni ‘60 il consumo pro capite annuo di legumi era di oltre 14 chilogrammi, a fronte di 42 di carne. Da allora questi valori sono decisamente diminuiti, tanto che nella prima decade di questo secolo i consumi di legumi non raggiungevano i due kg a persona, mentre quelli della carne erano crollati di un terzo.

Ma se questa curva è rimasta negativa per la carne, quella dei legumi ha visto una significativa ripresa, tanto che il pro capite ora si attesta sui 10 kg/anno. I recenti dati diffusi da Coldiretti indicano poi una loro ulteriore crescita nel 2020 attorno al 15% (dal +12% per i ceci al +28% per i fagioli), ovvero li mettiamo nel piatto mediamente una volta alla settimana.

Le produzioni

I legumi più diffusi in Italia sono fagioli, lenticchie, ceci e fave oltre a cicerchie, lupini e soia ma possiamo contare anche su molte produzioni tipiche di qualità, anche riconosciute dall’Unione Europea come i fagioli di Rotonda, di Atina, di Sarconi, di Sorana, di Cuneo, oltre alle lenticchie Castelluccio e a quelle di Altamura e i famosi veneti di Lamon (BL).

Non dimentichiamo poi che da metà maggio inizia, anche da noi, il periodo della raccolta dei piselli e molte sono le produzioni importanti locali dove anche viene organizzata una “Festa dei Bisi”, come quella di Baone (PD), Borso del Grappa (TV), Colognola (VR), Lumignano (VI), Peseggia-Scorzè (VE), Feltre (BL), ecc.

Forse anche per questo, in neanche 40 anni, la Pedon – nata nel 1984 – ha saputo diventare un’azienda leader. E parlare col suo Presidente di questa storia, Remo Pedon, è interessante perchè con pacatezza indica i pilastri che l’hanno sostenuta: conoscenza della materia prima, innovazione di prodotto e sostenibilità, anche ambientale e sociale. Un approccio che, Remo lo sottolinea con forza ma senza enfasi, affonda le radici nei valori della famiglia (l'azienda fu costituita dai fratelli Pedon).

Come detto, oggi Pedon Spa è leader mondiale nelle soluzioni di prodotto a base di legumi, cereali e semi. Con una vision ambiziosa, sottolinea il presidente: «La nostra mission si può sintetizzare in tre punti: avere un impatto ambientale e sociale positivo per lasciare alle future generazioni un mondo migliore; sensibilizzare le persone sull’importanza di introdurre nella propria dieta legumi, cereali e semi e, infine, farsi promotori dell’agricoltura sostenibile e delle sue evoluzioni».

I numeri

Pedon oggi impiega 320 persone ed esporta in oltre 20 Paesi nel mondo. L’azienda offre soluzioni a base di legumi, cereali, semi sia a marchio Pedon che attraverso la marca privata (del supermercato) ed ha come canale di riferimento la grande distribuzione e i discount italiani ed internazionali.

Sono 250 le linee di prodotto attive, per un totale di 2000 referenze. Il fatturato 2020 di gruppo è di 100 milioni di euro, 61,5% del quale si colloca in Italia e 38,5% all’estero; quest’ultimo ha registrato una crescita del 30% negli ultimi 5 anni.

L’export di Pedon copre tutta l’Europa occidentale, il Nord America (Canada, USA), grazie ad un ufficio commerciale/logistica a Miami, ma anche Israele, Sudafrica, Emirati arabi.

Innovazione

«Partendo da una solida conoscenza delle materie prime – racconta Pedon -, siamo riusciti a far evolvere i nostri prodotti e rispondere alle esigenze del consumatore che, oggi, chiede un pasto veloce e sano senza rinunciare al gusto. Tra le linee avviate più significative, quelle a rapida cottura e ready-to-eat, che ci hanno permesso di proporre “I Salvaminuti”, “I Pronti”, “C’è di Buono in Italia”. E poi abbiamo introdotto I Legumi fatti a Snack, un progetto che ha cambiato radicalmente il modo di consumare i legumi, nato dall’idea di proporre uno snack salutare, in perfetto equilibrio tra gusto e apporto nutrizionale».

La rete

In Italia e nel mondo l’azienda si appoggia su una rete di realtà agricole. «Importiamo da agricoltori con i quali abbiamo dei rapporti molto stretti; diamo loro dei precisi disciplinari produttivi – spiega il presidente – ma anche assistenza tecnica e sostegno. Noi siamo convinti vada riconosciuto il giusto per il loro lavoro. Solo così ci può essere reciproca soddisfazione. Le aziende agricole con le quali lavoriamo sono in Cina, Argentina, Etiopia e Italia. Diverso però è l’approccio locale: in Africa collaboriamo con 20000 famiglie, mentre in Argentina, dove le aziende sono enormi, i nostri referenti sono meno di una decina».

«Ritiriamo il prodotto e facciamo in loco le prime lavorazioni; viene poi inviato con appositi contenitori qui nella nostra sede vicentina dove si procede con la trasformazione ed il confezionamento. I nostri magazzini sono all’avanguardia, completamente automatizzati, con una gestione ottimizzata ed efficiente dei vari processi, anch’essi innovativi e per questo vincenti». 

Nonostante i positivi risultati e la grande dose di innovazione, l’azienda vicentina paga dazio come tutte a pandemia e guerra. «Anche noi – dichiara Pedon – abbiamo grandi difficoltà per le alte bollette elettriche, il rincaro delle materie prime, gli imballaggi, i costi di trasporto, ecc. Ed anche noi stiamo trattando con le catene dei supermercati e gli operatori della GDO che non ci vogliono riconoscere questi rincari. Ma, vede, fare l’imprenditore oggi vuol anche dire trovare soluzioni che possano comportare risparmi senza incidere sulla qualità ed il servizio al cliente».

Un esempio? «Noi già utilizziamo per gli imballaggi cartoni innovativi che contengono scarti delle lavorazioni dei legumi, ed ora stiamo lavorando sulla riduzione degli spessori delle plastiche. Pensiamo anche a nuovi mercati – conclude – ed individuare risposte alle esigenze che emergono da queste crisi diciamo inaspettate, e speriamo in via di risoluzione».

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