Crescita a doppia cifra per Gervasoni e nel 2023 sbarco in Borsa con di IDB

I ricavi l’anno scorso si sono fermati a un passo dai 35 milioni di euro, in crescita del 26% sul 2020 e del 19% sull’ultimo anno pre pandemico. L’azienda fa parte del gruppo Italian Design Brands, che ha contribuito a fondare e che si sta preparando alla quotazione in Borsa

PAVIA DI UDINE. Ricavi in crescita a doppia cifra per Gervasoni, l’azienda friulana produttrice di arredamento (imbottiti, letti, tavoli e sedie) di design, che opera tra Pavia di Udine e Premariacco, dove dà lavoro a un centinaio di persone.

L’assemblea dei soci ha dato il via libera ai conti 2021 che segnano un nuovo, rilevante passo avanti sui 2020 ma anche sul 2019. I ricavi l’anno scorso si sono fermati a un passo dai 35 milioni di euro, 34,8 milioni per la precisione, in crescita del 26% sul 2020 e del 19% sull’ultimo anno pre pandemico. In forte progressione anche l’Ebitda che si è attestato a 7,4 milioni contro i 3,9 milioni dell’anno precedente (+90%), come pure l’utile, chiuso a 4,4 milioni di euro contro i 4,1 milioni del 2020.

Un balzo in avanti, quello dell’azienda friulana, che ha beneficiato del generale rimbalzo del settore arredamento in periodo Covid, ma che superato quello non accenna a rallentare, considerato l’ordinato nel mese di aprile, in crescita del +18%.

Giovanni e Michele Gervasoni

A monte di un trend così positivo c’è la gestione dei fratelli Giovanni e Michele Gervasoni, rispettivamente Presidente e Ad, che pur continuando a guidare in prima persona l’azienda di famiglia hanno voluto e saputo aprire a logiche manageriali dando vita, nel 2015, insieme a Paolo Colonna e a Private Equity Partners di Fabio Sattin e Giovanni Campolo, al gruppo Italian Design Brands (IDB), del quale oggi sono soci al 30%.

Un gruppo che negli anni è cresciuto fino a contare su 8 aziende – oltre a Gervasoni anche Saba Italia, Axolight, Meridiani, Davide Groppi, Flexalighting, Cenacchi International e Modar –, 144,2 milioni di ricavi nel 2021 (+30,8% rispetto ai 110,2 del 2020) e che ora si prepara ad affrontare una nuova sfida: la quotazione a Piazza Affari. Un progetto, quello dello sbarco in Borsa, che è da sempre tra gli obiettivi strategici del Gruppo, ma che il Covid ha costretto IDB a chiudere momentaneamente nel cassetto. Ora il tempo per rispolverarlo sembra essere arrivato.

Annunciato dai fratelli Gervasoni al Messaggero Veneto qualche settimana fa, è stato confermato dal managing director di IDB, Giorgio Gobbi, che ha fissato l’orizzonte temporale: «Tra i progetti che stiamo portando avanti c’è quello della quotazione in Borsa, da sempre tra gli obiettivi del gruppo, e che, a seguito dell’avvento della pandemia, è stata idealmente ipotizzata entro la prima parte del 2023». Obiettivo della quotazione è quello di far crescere ulteriormente il Gruppo – spiegano i Gervasoni – anche tramite ulteriori acquisizioni».

La sede di Gervasoni a Pavia di Udine

Progetti non mancano nemmeno a Pavia di Udine, dove tra le novità si contano l’apertura del nuovo showroom Gervasoni Milano, che sarà inaugurato in concomitanza del prossimo salone del mobile e l’inizio di un lavoro con un gruppo di giovani architetti e non ultimo un importante investimento sul fronte dell’e-commerce, non con un proprio sito, ma con una piattaforma “chiavi in mano” affidata ad alcuni clienti. 

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