Fantic verso l’esordio in Moto2: «Sarà innovazione continua»

Oggi il gruppo delle due ruote a motore termico (cui ha aggiunto quelle elettriche) è vicino ai 200 milioni di fatturato. E il personale a circa 500 unità. Parla Mariano Roman, ad di Fantic dal 2015

TREVISO. L’anno prossimo Fantic debutterà nel campionato di Moto2, il nostro obiettivo è far diventare l’azienda sempre più “race oriented”. Mariano Roman (dna Aprila) è stato nominato amministratore delegato della società motociclistica trevigiana, appartenente al gruppo VeNetWork (società per azioni che unisce 62

imprenditori veneti), nel 2015.

Allora il fatturato era fermo a 500mila euro e impiegava 6 persone. Grazie al suo lavoro e a quello del suo team, ora il gruppo delle due ruote a motore termico (cui ha aggiunto quelle elettriche) è vicino ai 200 milioni di fatturato. E il personale a circa 500 unità.

Mariano Roman, amministratore delegato di Fantic Motor

Per guidare la nuova sfida racing di Fantic nella classe intermedia del Motomondiale è stato chiamato Claudio Giovanardi (ex Aprilia), cui si aggiungono Stefano Bedon (ex Snipers), Milena Koerner (ex MV Agusta) e l’ex d.t. di Noale Jan Witteveen.

Roman, Fantic ha una lunga e vittoriosa tradizione nelle gare di off-road, perché la scelta dell’asfalto?

«Il progetto ci permette di fare innovazione continua, creare prodotti performanti e di avere all’interno dell’azienda una cultura orientata alla sfida, alla voglia di far meglio. Svilupperemo un livello di comunicazione molto diretto ed efficace, e saremo sempre più competitivi».

Quando avete iniziato a lavorarci?

«Il  progetto è iniziato due mesi fa in maniera concreta, in queste settimane lo stiamo concretizzando. Giovanardi sta lavorando sodo per creare una squadra competitiva per la Moto2, non vogliamo andare lì a fare presenza. Stiamo lavorando sul team: il primo anno sarà di apprendimento per noi, il 2024 sarà invece l’anno più importante».

Come state organizzando il team corse?

«Le persone che fanno parte del team sono persone di provata esperienza nel mondo delle corse, non andiamo da neofiti, non sfigureremo. Vedere un team tutto italiano in Moto2 è una sfida che ci affascina molto».

I piloti sono stati scelti?

«Stiamo valutando non solo tra gli italiani, ma anche a livello internazionale, magari saranno uno ed uno».

Dove ci sarà il centro di sviluppo della Moto2?

«Il centro sarà a Santa Maria di Sala: qui stiamo ultimando la nuova sede del gruppo, che sarà operativa da luglio. Metteremo tutte le attività tecniche del nostro gruppo all’interno della divisione di ricerca e sviluppo, sarà un centro molto avanzato. Ci lavoreranno oltre 100 persone, tra ingegneri e tecnici. Qui verranno studiate tutte le soluzioni tecniche per moto, bici, scooter elettrici e settore corse. Nei prossimi mesi continueremo con un piano di assunzioni importante sia nell’ambito corse sia per i prodotti di serie».

Perché il debutto solo in Moto2 e non anche in Moto3?

«La Moto2 è la categoria che ci permette meglio di tutte di entrare in maniera efficace, fin da subito, con i nostri motori. Ha un regolamento stabile, che ci permette di fare della progettazione futura con una certa tranquillità. Con la Moto3 avremmo avuto bisogno di più tempo, costruire il motore da zero, e a questo si aggiunge un regolamento ancora in evoluzione».

Quale nome avete scelto per la scuderia e moto?

«Il nome della scuderia sarà Fantic Factory Team, mentre per la scelta del nome della moto ci stiamo pensando. A me piace molto la storia, vogliamo un nome rievocativo e simpatico».

Quali motivazione vi ha spinti per questa sfida?

«Semplicemente perché ci piace il mondo delle corse, dobbiamo dar sfogo alla nostra passione. E perché siamo ambiziosi».

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