Th Resorts pronto a ritornare alla crescita «Di nuovo ospiti europei, c’è l’allarme costi»

Il presidente Graziano Debellini: la gente dopo due anni di sostanziale reclusione ha voglia di vacanze, trend in crescita per i viaggi organizzati

È tornato ai livelli del pre Covid, il gruppo Th Resort. Il colosso padovano del settore alberghiero nato nel 1977 da un piccolo rifugio all’ombra del monte Adamello è ora il primo gruppo nazionale del settore (con una quota del 18,8% del mercato) e guarda al 2022 come ad un anno di ritorno alla crescita, pure con tutte le incertezze di una situazione geopolitica che, per ora, sembra non incidere direttamente sul business del gruppo.

Sono 29 (16 mare, 9 montagna, 2 ad Assisi, 1 a Roma e 1 a Pisa) le strutture e oltre 6 mila le camere in gestione, in località prestigiose come Corvara, Courmayeur, Madonna di Campiglio e la Tuille ma anche Ostuni, le Isole Tremiti, la Maddalena.

Un gruppo che ha visto tra il 2015 e il 2021 una crescita rapida e vigorosa del proprio perimetro passando da 8 a 29 strutture e da 1500 a oltre 6000 camere, quadruplicando le proprie dimensioni in pochi anni e dando lavoro a 10 mila persone. E Th Resort ha saputo reggere bene anche al pesante colpo che il Covid ha rappresentato per il turismo in generale e che si è tradotto in una flessione media delle presenze anche superiore al 50%. «Per quanto riguarda la stagione invernale 2021 i numeri che siamo pronti a presentare con il bilancio sono più che confortanti» spiega Graziano Debellini, fondatore e presidente di Th Resort.

«Sebbene le aspettative fossero prudenti, siamo riusciti a tornare ai livelli pre-Covid, e tutto ciò nonostante una stagione che dal punto di vista della quantità di neve non è stata particolarmente generosa».

Anche a prescindere da dati statistici generali che raccontano di un ritorno solo parziale degli stranieri negli alberghi italiani, Th Resort ha registrato anche in questo senso un pieno recupero rispetto al 2019.

«Storicamente la clientela estera pesa per il 50% nella nostra attività e quest’anno, dopo le difficoltà del 2020, siamo tornato alle stesse percentuali» continua il presidente di Th Resort. «Gli ospiti provenienti da Germania, Inghilterra e Paesi Scandinavi sono tornati anche se abbiamo registrato in effetti delle flessioni nella componente dell’Est Europa».

E se dal punto di vista dei tassi di occupazione delle camere e dei fatturati le cose sono andate anche meglio delle aspettative, il pesante aumento dei costi, principalmente energetici, ha gravato sui tassi di redditività della stagione invernale 2021-22. «L’aumento delle bollette di luce e gas è stata una batosta piuttosto pesante» spiega Debellini.

«Nessuno si aspettava un’accelerazione delle commodities di questa portata e i prezzi delle camere erano stati fissati prima che si registrasse il boom dalla seconda metà del 2021. In pratica non abbiamo potuto adeguare i prezzi ai costi in crescita come invece faremo, anche se solo parzialmente, per la stagione estiva che sta venendo avanti».

Una stagione che sembra non risentire, per ora, delle incertezze della guerra in Ucraina. «Da una parte la gente dopo oltre due anni di sostanziale reclusione ha voglia di vacanze» spiega il presidente di Th Resort «dall’altra a partire da questa estate stanno tornando, più forti che mai, i viaggi organizzati, le convention aziendali e così via. In pratica le prenotazioni sono già ora più del doppio di quelle dell’anno scorso e le nostre strutture nelle località montane hanno prenotazioni intorno al 70%.

Non possiamo quindi dire che sentiamo l’effetto dell’incertezza derivante da una guerra in Ucraina che comunque ci auguriamo possa finire al più presto, per il bene delle popolazioni colpite e di tutti noi». Ed anche se le prospettive di ripresa sono positive il fondatore di Th Resort non smette di guardare al futuro. «Il mondo sta cambiando e noi dobbiamo muoverci su direttrici chiare e concrete per stare al passo» conclude l’imprenditore.

«Sulla formazione abbiamo lavorato molto con Ca’ Foscari per lo sviluppo di percorsi di studio ad alta professionalità che restituiscano dignità ad un lavoro bellissimo ma spesso poco riconosciuto e poco retribuito. Sul digitale abbiamo investito per tempo fornendo prodotti e servizi all’avanguardia ai nostri ospiti italiani e stranieri. Sull’autonomia energetica invece stiamo ragionando ora per dotarci per lo meno in parte di impianti in grado di garantirci un’autonomia sempre più necessaria».