Intercable, l’azienda hi-tech che traina il comparto automotive altoatesino

L’azienda ha sede a Brunico, nel cuore della Motor Valley locale e realizza componenti per la connessione elettrica dei veicoli. Con un fatturato di 200 milioni, presenta sedi sparse in tutto il mondo e 1600 collaboratori. Durante l’ultima stagione invernale è riuscita a incrementare i posti di lavoro e ha lanciato un programma per far apprendere nuove competenze digitali (e non) ai suoi dipendenti

BRUNICO. Attraversando la centralissima via San Lorenzo a Brunico, è impossibile non notare sulla propria destra la Intercable Arena, lo stadio dell’hockey sul ghiaccio, casa dell’HC Val Pusteria.

L’insegna rosso fluo contrasta con la distesa verde di abeti sullo sfondo e il nome non può che rimanere impresso nella mente.

Intercable è una delle aziende storiche della Motor Valley altoatesina in Val Pusteria. Qui batte forte un cuore ad alto tasso tecnologico riconosciuto in tutto il mondo. Quello dell’automotive, è un settore centrale dell’economia della valle: una persona su dieci lavora nel comparto, tre auto su dieci nel mondo montano componenti realizzati in Alto Adige.

In generale, in tutta la Provincia, l’ecosistema automotive e automation comprende più di 800 aziende produttive, fornitori di servizi che danno lavoro a 16.000 addetti e realizzano più del 50% dei progetti regionali di ricerca e sviluppo.

Una filiera da quasi 2,5 miliardi di euro che presto avrà una sua casa dedicata: il nuovo NOI Techpark di Brunico. E tra le protagoniste della crescita del comparto c’è anche la Intercable.

Fondata nel 1972 da Herbert Mutschlechner come azienda commerciale operante nel mercato delle vendite di materiale elettrico tra Italia e Germania, Intercable si è poi trasformata nel 1986 in un’azienda industriale con l'ingresso dei due figli, Klaus (attuale CEO) e Kurt Mutschlechner, e con la produzione di componenti di plastica.

Oggi è un gruppo che raccoglie sotto la sua ala imprese industriali internazionali e diversificate operanti nello sviluppo e nella produzione di utensileria per il settore elettrico e di tecnologie per la connessione elettrica per il settore automotive (busbar, fuse-box, morsetteria, protezione cavi, capicorderia). Ad oggi Intercable conta undici stabilimenti e circa 2mila collaboratori sparsi in tutto il mondo, di cui 1600 impiegati nel ramo automotive. Tra i suoi clienti si contano colossi come Volkswagen, Audi, Porsche, BMW, Stellantis, MAN, General Motors, Ford e Continental.

L’azienda è diventata negli anni un partner tecnologico riconosciuto e ideale per lo sviluppo e la produzione in serie di soluzioni innovative, rapide, affidabili ed efficienti per veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, aprendo sedi strategiche anche in Slovacchia e Cina.

Il fatturato è di quasi 200 milioni di euro con quote di esportazione che hanno raggiunto anche il 98% totale, numeri che la portano al secondo posto, dietro solo alla GKN, nella classifica delle aziende locali più grandi del comparto.

Trainare il mercato del lavoro

Come tutte le aziende anche Intercable ha dovuto fare i conti con la crisi Covid e i suoi effetti negativi a lungo termine. Tra questi sicuramente la mancanza di materie prime che ha rallentato i naturali processi produttivi, ma anche la ricerca di manodopera qualificata e non. Solo recentemente mercato del lavoro altoatesino è tornato a toccare livelli pre-pandemici, con l’ultima stagione invernale che ha registrato il +9,8% di contratti dipendenti firmati rispetto all’anno precedente.

La Val Pusteria è stata una delle zone dell’Alto Adige dove diverse aziende hanno dominato questa ripresa trainando il mercato verso una nuova luce: in totale qua, tra novembre 2021 e aprile 2022 sono stati creati 260 posti di lavoro nuovi, di cui 150 nello stabilimento di Brunico proprio di Intercable, risultando una delle aziende con il miglior incremento di personale dell’intera Provincia.

Intercable fa parte, assieme ad altre sei aziende big del settore, di Automotive Excellence Alto Adige, un consorzio nato nel 2016 con l’intento di creare un ecosistema industriale forte e sviluppato.

«Quello altoatesino non è solo un territorio ad alta vocazione turistica ma anche industriale, e noi crediamo molto nel concetto del “fare rete” – spiega Mutschlechner, presidente del consorzio -. Per guardare al futuro abbiamo bisogno di cooperazioni strategiche, di lavorare insieme per proseguire nell'evoluzione di un settore che vede già ora la spinta maggiore nel segmento dell'elettrico e dell'ibrido».

In Alto Adige le vendite di auto elettriche sono cresciute ma non è ancora un trend in decollo. Nonostante ciò diverse realtà stanno cercando di adeguare gli standard di produzione a quelli richiesti dall’Unione Europea in ambito ecologico.

Secondo la Commissione europea, infatti, nel 2035 tutte le auto circolanti dovranno essere a emissioni zero. Un lasso di tempo di appena 13 anni che può sembrare ampio, ma che in realtà è molto breve per una riconversione totale di tutti i processi.

Per questo Intercable, assieme alle altre aziende di Automotive Excellence ha deciso di avviare un programma pensato per far apprendere direttamente al proprio personale nuove competenze utili a sostenere i programmi di digitalizzazione e riconversione aziendali. Un modo per guidare l’azienda verso una continua innovazione sempre più necessaria e complessa, investendo nelle più moderne tecnologie.

Proprio come ha fatto Intercable: «Le aziende della regione hanno bisogno di sostegno per essere in grado di affrontare sfide difficili come la carenza di collaboratori qualificati, e per poter approfittare delle opportunità legate alla transizione digitale e verso la sostenibilitá ambientale e sociale. Sviluppare nuove competenze dei nostri collaboratori è la strategia migliore che abbiamo identificato per riuscire a gestire le nuove sfide», continua Mutschlechner.

L’azienda è così riuscita a realizzare in autonomia un importante macchinario per la produzione ma non ancora reperibile sul mercato. Un risultato raggiunto grazie alle competenze sviluppate attraverso il programma. E chissà che quest’ultime non aiuteranno anche alla realizzazione di progetti dedicati alla guida autonoma, ambito in cui la Val Pusteria è ancora troppo ferma.

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