La scommessa di Tenimenti Civa: «Diventare i primi produttori di Ribolla Gialla in Friuli»

L’imprenditore emiliano, Valerio Civa, ha appena inaugurato la sua nuova cantina a Povoletto, un investimento da 35 milioni di euro. «E’ la prima cantina interamente 4.0 d’Italia»

POVOLETTO. L’ambizione è quella di affermare la Ribolla gialla come alternativa nobile al Prosecco. Valerio Civa, imprenditore originario di Parma che in Friuli ha già investito qualche anno fa aprendo Tenimenti Civa, la sua azienda agricola a Bellazoia, in comune di Povoletto, ha deciso di rilanciare, puntando stavolta sulla bollicina friulana, convinto che se in termini di volumi col Prosecco non c’è partita, la Ribolla gialla spumantizzata può invece dire la sua quanto a rapporto qualità prezzo.

«Costa meno – sottolinea - e dal punto di vista qualitativo è interessante». Lo è per bar e ristoranti  e lo sta diventando anche per i consumi domestici come indica la crescente richiesta che viene dalla Gdo.

Uno spazio, quello sugli scaffali dei supermercati, che Civa punta a occupare grazie al suo nuovo investimento, sempre a Povoletto, dove ha realizzato una maxi-cantina da 15.000 metri quadrati coperti. 

«E’ la prima cantina interamente 4.0 d’Italia - afferma con certezza -. Altri interventi tecnologici ci sono stati, ma parziali, questa cantina invece – continua accompagnandoci alla scoperta dell’azienda -, è digitale in ogni suo aspetto: dalla vinificazione all’imbottigliamento fino alla gestione del magazzino. Il che ci consente di avere il controllo di ogni fase della lavorazione in cantina a garanzia dei più alti standard».

Vi lavorano 25 persone, giovani per lo più, addetti al controllo delle macchine, che fanno praticamente ogni operazione. Oggi operano su un solo turno, ma in futuro i turni potrebbero diventare due, anche tre. 

«Abbiamo una capacità produttiva di 25 milioni di bottiglie l’anno, di 120mila ettolitri di stoccaggio e, quel che più è importante, una capacità di spumantizzazione di 35mila ettolitri di autoclavi». Numeri che danno sostanza all’ambizione di Civa: «Vogliamo diventare i primi produttori friulani di Ribolla Gialla». 

Dice “friulani” Civa perché fuori dai confini della regione più orientale del Paese, a dispetto del fatto che il vitigno sia autoctono, sono diverse le aziende, tra Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, che si sono messe a imbottigliare Ribolla Gialla (comprando cisterne di sfuso) in risposta alla crescente domanda della Gdo. 

Civa si propone di fermare questo travaso oltre i confini Fvg e arrivare a imbottigliare in Friuli quanto più prodotto possibile. «Consideriamo che oggi il 60% del vino viene venduto sfuso ad altre regioni, il nostro obiettivo è invece quello di imbottigliarlo qui. Abbiamo già una rete importante di conferitori che via via contiamo di allargare». 

Ma perché proprio la Ribolla? Sorride Civa. E racconta qual è secondo lui il plus di questo vino. Lui che non è nemmeno friulano ma che ha deciso di investire tra pianura e colli orientali qualcosa come 40 milioni di euro in pochi anni. «Perché la Ribolla? Perché è un vitigno che ha una sua storia, ha un nome meraviglioso ed è un prodotto che può arrivare ad altissimi livelli sia nella sua versione ferma che in quella spumantizzata. Ora deve “solo” entrare in tante case per essere conosciuto. Non solo come prodotto di nicchia, ma di largo consumo».

La sua nuova cantina promette di giocare in questa diffusione della Ribolla gialla un ruolo da protagonista. Fanno fede i budget dei prossimi anni. Da 6 milioni di ricavi circa messi a segno da Tenimenti Civa nel 2021, «l’azienda passerà quest’anno a oltre 20 milioni per arrivare, da qui a 5 anni, a completare il secondo turno di lavoro, produrre 20 milioni di bottiglie e attestare il fatturato intorno ai 60 milioni di euro». 

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