Electrolux ai sindacati: non confermeremo i precari

La difficile congiuntura, condizionata dai problemi di approvvigionamento, dai rincari delle materie prime e dalle perdite di ordinativi, ha portato a una flessione sul mercato europeo del 7,8%. Non ci sarebbero le condizioni per procedere a nuove stabilizzazioni. 

TREVISO. Coordinamento fiume per le rappresentanze sindacali di Electrolux che il 23 giugno, a Treviso, hanno incontrato i vertici dell’azienda leader nel bianco per fare il punto della situazione.

Una congiuntura delicata, fortemente condizionata dai problemi di approvvigionamento, dai rincari delle materie prime e dalle perdite di ordinativi, che da mesi sta costringendo l’azienda a continui aggiustamenti. Tra fermi produttivi – sono 41 i giorni di stop dall’inizio dell’anno – e giornate di lavoro “accorciate”.

«Il mercato europeo segna una flessione dell’8,7%. I produttori tradizionali di elettrodomestici, compresa Electrolux, soffrono la concorrenza dei competitor asiatici che hanno “in casa” tutta la filiera – riferisce a valle dell’incontro Roberto Zaami (Uilm Uil) – ed è per questo che abbiamo chiesto all’azienda di ragionare sulla possibilità di investire e riportare in Italia alcune produzioni accorciando la catena del valore».

Sulla stessa linea Gianni Piccinin (Fim Cisl): «Chiediamo a Electrolux un intervento più ampio, che ripensi le politiche energetiche, la catena della logistica e riporti in casa la lavorazione dei microchip».

Unica nota positiva quella degli investimenti che, avviati nel 2021, Electrolux ha confermato per l’anno in corso. Valgono 72,2 milioni di euro complessivi di cui circa 34 milioni riguardano Porcia.

Le buone notizie purtroppo finiscono qui. La situazione di flessione del mercato allunga, com’è noto, una pesante ombra sui contratti a termine che rischia di interrompere il flusso di personale in ingresso, un flusso che da gennaio 2021 a giugno 2022 ha portato in dote 607 assunzioni a tempo indeterminato nel gruppo, di cui 185 stabilizzazioni di contratti temporanei di personale operaio.

«Peccato che solo 5 abbiano riguardato Porcia» sottolinea Zaami ricordando che oggi nello stabilimento pordenonese sono 128 i contratti a termine prossimi alla scadenza, i primi 30 già a fine mese. Ben 304 a Susegana.  

«A questo proposito l’azienda è stata chiara. Sostiene che non ci sono le condizioni per stabilizzare questi lavoratori» fa sapere Simonetta Chiarotto (Fiom Cgil).

«Abbiamo chiesto ugualmente e con forza la loro conferma – rilancia Zaami – e laddove non fosse possibile, a causa delle incertezze legate al mercato, abbiamo proposto di arrivare ad accordi che diano ai lavoratori in forza la precedenza sulle proroghe e sulle future assunzioni, per evitare la sciagura del turnover che pregiudica sia i lavoratori sia l’impresa. L’azienda, in questo senso, ha dimostrato una flebile apertura. Ora – conclude - chiederemo un incontro a strettisimo giro». 

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