In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

L’artigianalità si fa piattaforma: i casi Mestieri e MinervaHub

Interpreti di questo cambiamento, a Nordest, sono due casi d’impresa emblematici ai quali hanno dato vita due imprenditori molto diversi. Il primo è Matteo Marzotto, il secondo è Oscar Marchetto

Roberta Paolini
2 minuti di lettura

PADOVA. Le catene di fornitura si riorganizzano, si consolidano e si apprestano a servire meglio le nuove geografie delineate dal post pandemia. Una stagione di opportunità dunque si apre soprattutto per quelle manifatture che rappresentano standard elevati e si rivolgono ad aziende cliente molto spesso multinazionali.

È l’evoluzione di quella artigianalità su misura che ha cambiato interi settori facendo emergere piccoli grandi campioni. Interpreti di questo cambiamento, a Nordest, sono due casi d’impresa emblematici ai quali hanno dato vita due imprenditori molto diversi.

Il primo è Matteo Marzotto, per decenni con le aziende di famiglia, prima, e con i propri investimenti personali in brand di successo, poi, è stato cliente di una artigianalità altissima.

«Ho iniziato a ragionare al sistema della fornitura, prima dell’abbigliamento e poi dell’accessorio e così durante il Covid è nata Ambria Holding» racconta Marzotto.

Ambria è una società che acquisisce aziende industriali di altissimo livello qualitativo. Poi però l’evoluzione è stata molto repentina. Così è nata MinervaHub, frutto della fusione tra Xpp Seven (Fondo Xenon) e Ambria Holding (Marzotto).

In tutto 101 milioni di euro di ricavi il turnover di partenza, un portafoglio di circa mille clienti e 434 occupati diretti. In quei mille clienti ci sono tutti i grandissimi brand globali.

Marzotto con la sua Ambria Holding aveva messo insieme due società toscane, la Zeta Catene di Arezzo e Galvanica Formelli di Pisa. Poi nell’estate del 2021 incontra il Fondo Xenon, ovvero Franco Prestigiacomo e Gianfranco Piras, che stavano lavorando ad un progetto gemello.

«Stavamo facendo un identico cammino, sviluppare una competenza verticale per l’accessorio. Ci eravamo visti per collaborare commercialmente: ci siamo detti creiamo una piattaforma industriale unica e così è nata MinervaHub».

Prestigiacomo e Piras portano quattro aziende Koverlux (Bergamo), specializzata nel finissaggio, Quake (Vicenza), ricamo industriale, Sp Plast Creating (Fermo), stampaggio di materie plastiche per la filiera della calzatura e della sneakers di lusso, Zuma Pelli Pregiate (Pisa), produttore di pelli preziose: alligatore, pitone e anaconda; Marzotto porta Zeta Catene, specializzata in catene per borse di lusso e per parti della scarpa, e Galvanica Formelli, attiva nella galvanica dei metalli.

«È un gruppo che potrebbe arrivare ai 120 milioni di fatturato nel 2022 con una marginalità rotonda – dice Marzotto – ma soprattutto è un progetto scalabile, possiamo aggregare ancora, abbiamo almeno tre acquisizioni da chiudere e a passi giusti, senza allungare troppo, è una società che può puntare a raddoppiare».

Schema non molto diverso, settore dissimile, ma come nel caso di Marzotto con una componente di made in Italy molto spinta. L’altra esperienza è firmata Oscar Marchetto, presidente di Somec, l’azienda attiva nei progetti di ingegneria per il settore civile e navale. Il nome è evocativo, si chiama Mestieri. Marchetto ha messo insieme aziende artigiani con altissima specializzazione nella lavorazione di materiali pregiati.

«Noi italiani siamo riconosciuti ed invidiati per tre cose: la moda, il cibo e il nostro saper fare. Io voglio fare questo: dare la possibilità a tutte queste piccole aziende, da 5, 10 o 15 milioni di euro di fatturato che sanno lavorare in modo unico i materiali: l’ebano, il marmo, le pelli, il bronzo, aziende che non hanno tante possibilità, lavorano ai massimi livelli, ma non hanno la forza di essere proiettati in mercati globali. Le mettiamo insieme e lavoriamo sui progetti tailor made di altissimo livello, nel civile per il segmento del retail, degli hotel, degli yacht. Parlo di interni di lusso super personalizzati un mercato che tra Europa e Stati Uniti fa 20 miliardi di euro all’anno».

Mestieri raggiungerà i 100 milioni di euro di fatturato, sia per linee interne sia per linee esterne. La società è già pronta per il lancio negli Stati Uniti, e poi si inizieranno ad aprire gli showroom nelle capitali dei principali mercati.

r.paolini@gnn.it

I commenti dei lettori