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Electrolux Professional ancora in corsa: balzo delle vendite a +40 per cento nel secondo trimestre

La multinazionale leader mondiale nella produzione di apparecchiature per il mondo della ristorazione e coffe and beverage, chiude il periodo con ricavi a 263 milioni di euro

Elena Del Giudice
2 minuti di lettura

Davide Oldani (a destra) all'Electrolux Professional

 

PORDENONE. Un incremento delle vendite di +39,5% nel secondo trimestre dell’anno, nonostante la zavorra rappresentata dalla carenza di componenti (nello specifico circuiti elettronici attesi dalla Cina), che ha impedito di soddisfare tutti gli ordini in portafoglio, mentre la marginalità – comunque più che positiva al 7,2% –  ha risentito della impossibilità di scaricare per intero i maggiori costi sul prodotto finito. 

A registrare così il quinto trimestre consecutivo di crescita è Electrolux Professional, la multinazionale svedese  leader mondiale nella produzione di soluzioni destinate al mondo della ristorazione, coffe and beverage e lavaggio che ha il proprio quartier generale, con stabilimento e centro di ricerca e sviluppo, a Pordenone.

Le vendite nette del periodo si sono attestate a 2,7 miliardi di corone svedesi (contro 1,95 miliardi dello stesso periodo del 2021), che corrispondono a 263 milioni di euro, + 39,5%, mentre a livello organico sono salite del 15,1%, a cui la recente new entry nel gruppo, Unified Brands acquisita lo scorso anno, ha contribuito con il 17,9%.

L'EBITA è stato pari a 233 milioni di corone svedesi (22,4 milioni), anche questo in aumento rispetto allo scorso anno. che corrispondente a un margine dell'8,5%, ed escludendo le voci che incidono sulla comparabilità (ovvero la passività di 35 milioni di corone, 3,4 milioni di euro, generata dalla cessione delle attività in Russia, scende a 268 milioni di corone svedesi. Il risultato operativo si attesta a 196 milioni di corone svedesi (18,8 milioni di euro) che corrisponde a un margine del 7,2% 

«Il secondo trimestre è stato il quinto consecutivo di forte crescita delle vendite, che sottolinea la solida ripresa del settore dell'ospitalità – è il commento del ceo Alberto Zanata –. Il miglioramento dell'EBITA è stato trainato principalmente dall'aumento dei volumi di vendita e dal contributo di Unified Brands. Tuttavia, non siamo stati in grado di compensare completamente l'aumento dei costi delle materie prime e dei componenti nel settore lavaggio, che ha avuto un impatto netto negativo di circa 30 milioni di corone svedesi. Nel Food & Beverage siamo stati in grado di coprire il divario tra prezzo e materia prima».

Alberto Zanata

 

Le vendite delle apparecchiature per il  Food & Beverage «sono state forti, con una crescita organica del 22,9%, – ancora Zanata –  registrando un margine EBITA del 10,8%». E molto buono il trend di tutti i mercati, ad esclusione della Cina in cui invece il nuovo stop determinato dalle politiche anti-Covid, ha fermato il mercato.

Segno più per il settore lavaggio, con una percentuale più modesta del +2,2% «nonostante una continua forte domanda dei clienti e un elevato stock di ordini. La carenza di componenti – spiega il ceo –, in particolare i circuiti stampati provenienti dalla Cina, hanno causato minori consegne generando un impatto negativo sui risultati». Nonostante ciò la marginalità segna 12,9%, anche se in contrazione rispetto al 15,6 dello stesso periodo dello scorso anno. Verso la fine del trimestre la carenza di componenti è andata migliorando determinando così lo slittamento delle vendite al periodo successivo.

«Nonostante l'incerta situazione geopolitica e la significativa crescita dell’inflazione nel mondo, il settore dell’ospitalità sta attualmente vivendo un elevato livello di attività e di domanda. L'elevato stock di ordini, la migliore disponibilità dei componenti e un impatto positivo sui prezzi, ci danno una buona base per il prossimo trimestre», conclude Zanata.

e.delgiudice@gnn.it.

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