Produzione industriale in crescita del 7,2 per cento a Padova-Treviso ma frenano i costi

L’analisi congiunturale di Assindustria Venetocentro: gli ordini aumentano fra aprile-giugno ma a intensità ridotta (+10,1). L'occupazione segna un aumento tendenziale del 2,4%, e metà delle imprese assumerà nei prossimi 6 mesi. Ma a frenare sono l'energia carissima (10 volte maggiore rispetto al 2020), i rincari di materie prime 

PADOVA. Nel secondo trimestre 2022 la produzione industriale di Padova e Treviso segna un +7,2% rispetto allo stesso periodo 2021 (era +9,9% il primo trimestre) e alla velocità sperimentata nelle rilevazioni precedenti. Un risultato sostenuto dalla domanda interna (+12,4%), mentre è più brusca la frenata del fatturato estero (+6,7% dal +18,1) specie extra-UE (+3,9%).

Gli ordini aumentano fra aprile-giugno ma a intensità ridotta (+10,1). L'occupazione segna un aumento tendenziale del 2,4%, e metà delle imprese assumerà nei prossimi 6 mesi. Il protrarsi dei fattori che frenano l'attività, l'energia carissima (10 volte maggiore rispetto al 2020), i rincari di materie prime (per il 95,3% delle imprese) e difficoltà di approvvigionamento, acuiti dalla guerra, il rialzo dei tassi misurano i rischi al ribasso, per l'impatto su costi e margini delle imprese.

Fiducia e attese sui livelli di produzione e ordini e condizioni di investimento sono in costante deterioramento. L'incertezza, aggravata dalla nuova instabilità politica, pesa sulle prospettive per l'autunno con il rischio che questa resilienza delle imprese non duri a lungo.

"Il sistema industriale di Padova e Treviso continua a mostrare segnali di tenuta, in un contesto sempre più difficile per l'energia carissima, le difficoltà di approvvigionamento e il generale deterioramento delle condizioni di mercato, grazie alla sua flessibilità e capacità di adattarsi rapidamente al contesto e agli shock - dichiara Leopoldo Destro, presidente Assindustria Venetocentro -. Ma il dato di crescita tendenziale della produzione ancora solido, è comunque il più debole degli ultimi trimestri e gli indici di fiducia in discesa per il protrarsi dei fattori critici, a cui si aggiungono il rialzo dei tassi e l'instabilità politica, accrescono l'incertezza per un autunno che sarà complesso, con il rischio di un forte rallentamento dell'economia. Auspico che il prossimo Governo, qualunque esso sia, operi con serietà e competenza nel solco degli impegni assunti dall'Italia in Europa, prosegua senza indugio nell'opera di attuazione del PNRR per non mancare target e scadenze, rientro del debito, riduzione del cuneo fiscale e di impulso agli investimenti e all'innovazione. Chiediamo, con urgenza, un tetto al prezzo del gas, e di garantire la continuità delle forniture energetiche".