Allestimenti riciclabili per musei e gallerie d’arte, la soluzione green è made in Fvg

Si chiama BeApart ed è un progetto ideato in tandem da da Dform e Creaa. Il prototipo del modulo espositivo nasce come risposta alle necessità di curatori, architetti e conservatori che si trovano a gestire e valorizzare importanti collezioni d’arte 

PORDENONE. Le nuove frontiere della sostenibilità conquistano il settore artistico. Nasce in Friuli-Venezia Giulia l’allestimento “riciclabile” per musei e gallerie d’arte.

Il progetto si chiama BeAPart ed è stato realizzato dalla società high-tech pordenonese Dform che lavora solid surface, metacrilati e laminati Hpl insieme con l’impresa culturale udinese Creaa (parte di AnimaImpresa), specializzata in comunicazione strategica e art thinking.

Il prototipo del modulo espositivo nasce come risposta alle necessità di curatori, architetti e conservatori che si trovano a gestire e valorizzare importanti collezioni d’arte.

A realizzarlo, un gruppo multidisciplinare sviluppato da Dform e Creaa – due artisti, una art manager, due architetti, un designer, un curatore e una gallerista –  oltre a professionisti delle aziende coinvolte.

In particolare, del gruppo fanno parte Ludovico Bomben, Elena Cantori, Stefano Coletto, Rachele D’Osualdo, Giovanni Di Vito, Federica Ferrarin, Filippo Lorenzin, Federica Manaigo, Laura Petruso, Marco Pietrosante, Giannantonio Ros e Andrea Sut.

«BeAPart è il risultato della ricerca di una soluzione pensata per progetti molto diversi per dimensione, contenuto e estetica, con lo sguardo rivolto alla sostenibilità e all’economia circolare, ma anche all’annosa questione degli sprechi, cioè degli allestimenti usa e getta delle mostre» spiegano Michele Filippi (Dform) ed Elena Tammaro (Creaa), titolari d’impresa.

Se da un lato la sostenibilità ambientale è diffusa nelle mostre italiane, tanto che negli ultimi anni Biennale e Musei pubblici hanno ospitato artisti e iniziative in ambito green, in realtà è vero che raramente è perseguita nelle esposizioni stesse.

BeAPart, il progetto Fvg che rende sostenibili gli allestimenti di mostre ed esposizioni

«Il sistema – spiegano i progettisti – è composto da una struttura modulare in alluminio e da una “pelle" che lo riveste (in genere Corian, pannello luminoso o Mdf)».

Si tratta di caratteristiche che sostengono la sostenibilità poiché si evita, ad esempio, l’utilizzo di plastiche, materie poco costose, malleabili, utili ed esteticamente pregevoli che tuttavia diventano molto dannose nel momento in cui vengono disperse nell’ambiente.

«Il modulo è concepito – proseguono - affinché alla fine di una mostra, la pelle possa essere sostituita o rigenerata on site dando vita a un altro allestimento diverso per idee, forme e contenuti. Parliamo di circolarità – aggiungono - perché i materiali utilizzati sono riciclabili alla fine del loro ciclo di vita, inoltre il sistema modulare è smontabile in singoli elementi permettendo anche il trasporto agile con risparmio di mezzi e risorse».

Il progetto open innovation BeAPart è stato realizzato grazie a un finanziamento internazionale (progetto Diva) che sostiene le collaborazioni fra imprese e il settore culturale e creativo a livello europeo.

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