Faresin Formwork cresce grazie allo sviluppo delle infrastrutture

L’azienda, attiva dal 1973 con produzione solo in Italia e 85% del giro d’affari odierno realizzato all’estero di cui 65% extra Europa, conta filiali commerciali in diversi continenti. Fiore all’occhiello sono le casseforme standard e speciali per il contenimento della gettata in cemento armato in opera.

VICENZA. Australia, Canada e Stati Uniti sono i tre principali mercati per la vicentina Faresin Formwork, azienda di Breganze specializzata nella produzione, vendita e noleggio di attrezzature per l’edilizia commerciale e residenziale e per la costruzione di infrastrutture.

L’azienda, attiva dal 1973 con produzione solo in Italia e 85% del giro d’affari odierno realizzato all’estero di cui 65% extra Europa, conta filiali commerciali in diversi continenti. Fiore all’occhiello sono le casseforme standard e speciali per il contenimento della gettata in cemento armato in opera.

Le prospettive mondiali del settore delle attrezzature edili sono promettenti, con gli investimenti in edifici e infrastrutture in grande espansione grazie agli importanti stimoli pubblici di molti Stati. Basti pensare che il solo mercato globale della costruzione di ponti, secondo un’analisi della società di ricerche di mercato Ocean Report, supererà nel 2030 il valore di 1400 miliardi di dollari, rispetto ai 900 miliardi del 2021, con un tasso annuo previsto di crescita composto (CAGR) del 5,1% nei prossimi otto anni.

I tre paesi anglosassoni sono importanti per Faresin Formwork perché sono tra le economie più stabili e più in crescita nel panorama mondiale. «Toronto, dove ha sede la nostra filiale per il Canada, è per esempio la quinta città al mondo per nuove costruzioni e quella dove si costruisce più velocemente», dichiara la direttrice esecutiva dell’azienda, Lucia Faresin. «E molto forte è la domanda di attrezzature per cantieri sia di edifici residenziali e commerciali sia di opere infrastrutturali di vario tipo anche in USA e Australia».

Soddisfazioni arrivano inoltre dall’Africa, con una crescita progressiva delle commesse soprattutto dall’area subsahariana. «I paesi africani con mercati sostenuti dal prezzo molto alto del petrolio stanno manifestando forti segnali di crescita. Stiamo lavorando molto bene in Ghana, – continua Faresin – in Senegal dove abbiamo fatto depuratori idrici, in Benin dove nel 2021 abbiamo servito il cantiere del più grande mercato ortofrutticolo del paese mentre nel 2022 abbiamo commesse in ambito residenziale, in Camerun partecipando al cantiere di una delle più grandi dighe del continente, in Nigeria dove abbiamo una filiale, in Mozambico dove a inizio 2022 ne abbiamo aperta una seconda». Senza contare l’Algeria, dove storicamente Faresin Formwork ha lavorato molto, e dove dopo anni di ristagno l’azienda sta notando una ripresa.

Ma c’è anche l’Europa, in cui vanno particolarmente bene il mercato italiano, in primis le infrastrutture, e quello scandinavo. In Veneto Faresin ha fornito le casseforme ordinarie e i casseri speciali per i ponti dell’intero tratto della Pedemontana, e il cantiere di Montebello Vicentino dell’Alta Velocità ferroviaria. «Sulla spinta del PNRR ci aspettiamo grande crescita in Italia sulle infrastrutture: stiamo servendo per esempio l'ospedale Mangiagalli di Milano e la metropolitana di Napoli, e altri progetti partiranno a settembre».

Previsioni di fatturato complessivo 2022 verso i 36 milioni di euro, rispetto ai 32 milioni del 2021 e ai 26 del 2019. Ma soprattutto marginalità mantenuta, nonostante l’impatto del caro energia e materie prime, che per Faresin sono principalmente acciaio, alluminio e legno di betulla. «Il mercato è impazzito negli ultimi due anni, ma grazie agli investimenti produttivi in macchinari Industria 4.0 che abbiamo fatto dal 2017, e che permettono un guadagno di produttività dal 35% al 50%, siamo riusciti a mantenere la redditività aziendale», spiega Chiara Faresin, responsabile amministrazione, finanza e controllo. «E potenziando l’ufficio acquisti direzionale, con il 90% dei fornitori di materie prime in Europa, non abbiamo sofferto di carenza di approvvigionamento».

La strada tracciata ora è quella della sostenibilità. Ambientale, attraverso la certificazione in corso dell’immobile della sede di Breganze, il completamento della transizione tecnologica 4.0 dei macchinari, l’investimento per impianto fotovoltaico di autogenerazione nel 2023, l’illuminazione a led, lo sviluppo di un parco automezzi elettrici e ibridi e di un parco muletti completamente elettrico. E sostenibilità sociale, per parità di genere e inclusione in azienda, in cui Faresin Formwork nel 2021 ha vinto il premio per le PMI “Women Value Company - Intesa Sanpaolo” realizzato con la Fondazione Marisa Bellisario. Inoltre, welfare aziendale: «Dal 2018 abbiamo progressivamente esteso i servizi disponibili nella piattaforma Welfaremeet di Confindustria Vicenza per tutti i componenti delle famiglie dei nostri 90 dipendenti di Breganze: fino a 2500 euro per copertura di spese per prevenzione e visite mediche, studio e asili nido, attività sportive e culturali», conclude Chiara Faresin.