NaturaSì, un bond con interessi rimborsati in buoni spesa: sosteniamo 300 agricoltori

Metà del capitale ottenuto col prestito verrà erogato alle imprese agricole connesse con il gruppo, e il restante suddiviso finalizzato al miglioramento delle strutture delle aziende di trasformazione (40%) e utilizzato per formazione e ricerca tramite collaborazioni con enti pubblici e università (10%)

VENEZIA. Un prestito obbligazionario con un valore complessivo di 10 milioni di euro per sostenere il settore dell’agricoltura biologica, senza alcun utilizzo a fini finanziari aziendali. È l’iniziativa di EcorNaturaSì SpA Società Benefit – con sede legale a Vendemiano (TV) – che da quasi quarant’anni nel occupa di promuovere lo sviluppo del settore biologico e biodinamico.

Al prestito collabora Banca Etica, nel ruolo di collocatore dei bond del valore di 2500 euro ciascuno, con un interesse del 4,054% lordo annuo (ovvero il 3% netto) che verrà restituito annualmente in buoni spesa da utilizzare nella catena di negozi alimentari.

Metà del capitale ottenuto col prestito verrà erogato alle imprese agricole connesse con il gruppo, e il restante suddiviso finalizzato al miglioramento delle strutture delle aziende di trasformazione (40%) e utilizzato per formazione e ricerca tramite collaborazioni con enti pubblici e università (10%).

Fabio Brescacin spiega il senso del progetto di un’impresa che sta affrontando tutte le difficoltà del periodo ma ha chiuso il 2021 con un fatturato di 473,5 milioni di euro, 1720 dipendenti e circa 700 tra negozi NaturaSì e aziende biologiche collegate.

In cosa consiste l’iniziativa di prestito?

In collaborazione con Banca Etica, come azienda emettiamo un prestito obbligazionario, con l’obiettivo di raggiungere 10 milioni di euro complessivi, suddivisi in sottoscrizioni del valore di 2500 euro ciascuna, prestiti che verranno restituiti dopo quattro anni: ogni trimestre renderemo noto ai sottoscrittori le modalità in cui vengono utilizzati i fondi. Gli interessi del valore 3% netto saranno poi remunerati non in denaro ma in cibo, ovvero in buoni spesa che potranno essere utilizzati nella nostra catena di negozi e che verranno distribuiti all’inizio di ogni anno del decorso del prestito.

Qual è l’obiettivo del prestito?

L’idea alla base è trasformare il denaro in cibo. Come azienda abbiamo sempre portato avanti la battaglia per il giusto prezzo dei prodotti per una giusta remunerazione degli agricoltori, ma oggi questo non è più sufficiente. Se la crisi climatica ha reso non più scontato l’approvvigionamento del cibo, è necessario finanziare la produzione dall’inizio del processo: a questo serve il prestito, con cui i nostri consumatori investono nel cibo di domani e contribuiscono con il loro denaro ad aiutare gli le aziende agricole e quelle di trasformazione come panifici pastifici e caseifici e a finanziare l’organizzazione di corsi di formazione rivolti ai giovani agricoltori.

Qual è la situazione economica dell’azienda?

Stiamo attraversando un momento di difficoltà economica e preoccupazione per il futuro: una situazione che si riflette anche nella diminuzione dei consumi nei nostri negozi specializzati. Se negli ultimi 37 anni di attività siamo sempre cresciuti, anche a due cifre, oggi assistiamo a una flessione. L’azienda però è sana e sarà capace di superare anche questa fase.

Quali progetti pianificate per il futuro?

Se il biologico è molto costoso per natura – e si sconta anche un problema cultura di mancata comprensione del valore del prodotto – come azienda vogliamo rendere i prodotti più accessibili, lavorando sui prezzi, ma mantenendo alta la qualità secondo i nostri principi. Lo faremo nei prossimi mesi nel reparto orto-frutticolo e poi in autunno con i prodotti essenziali per l’alimentazione, così da permettere a tutti, e non solo a chi abbia disponibilità economica, l’acquisto nel settore.