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La multinazionale britannica Mondi rileva lo stabilimento Burgo di Duino: dal 2024 via alla riconversione

Firmato l’accordo per la cessione dello stabilimento di Duino, il closing è previsto per la seconda metà del 2022. Il 2023 sarà un anno di passaggio, con il 2024 inizierà la riconversione del sito. Investimenti già programmati per 200 milioni di euro. Albanesi (Fistel Cisl): «Finchè non sentiamo e vediamo fatti e azioni concrete – conclude – non ci dichiariamo soddisfatti»

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DUINO. La notizia era nell’aria da settimane: Burgo Group cede lo stabilimento di Duino. A rilevarlo sarà il Gruppo Mondi, multinazionale britannica quotata al London Stock Exchange. Firmato l’accordo per la cessione, il closing è atteso per la seconda metà dell’anno, previo l'avverarsi delle usuali condizioni sospensive e l’approvazione delle autorità regolatorie. Il valore dell’operazione non è stato reso noto. 

«Non ci ha colto di sorpresa la vendita – dichiara Massimo Albanesi, segretario generale di Fistel Cisl Fvg -, quanto il periodo scelto, l’avviso è stato infatti ufficializzato la sera di Ferragosto. L’investitore è serio, in Fvg ha già uno stabilimento – la Mondi Gradisac a Gradisca – e dalle comunicazioni agli investitori afferma di voler investire 200 milioni a Duino».

Al netto delle intenzioni, Albanesi non nasconde un certo timore per i lavoratori. «La nostra preoccupazione è sempre l’occupazione – continua -, in particolare in un territorio già colpito dalle crisi di Wartsila, Principe e Innflex. Siamo in attesa di un incontro con Burgo e Mondi per discutere il piano industriale, gli investimenti e la buona occupazione. Finchè non sentiamo e vediamo fatti e azioni concrete – conclude – non ci dichiariamo soddisfatti».

Il nome di Mondi era circolato con insistenza nel corso delle ultime settimane dopo che per mesi si era parlato, come più probabile acquirente, della tedesca Progroup. L’ufficialità è arrivata all’indomani di Ferragosto, consegnando ai 219 dipendenti del sito di Duino la prospettiva di una nuova proprietà che porta con sé la promessa di un rilancio dello stabilimento, entrato ormai da diversi anni in una fase di contrazione. 

L’accordo prevede che lo stabilimento di Duino continuerà la produzione di carta patinata con legno per tutto il 2023 garantendo il servizio ai clienti – a oggi sono infatti attivi diversi contratti per la produzione di carte grafiche, anche in ragione della cessione al gruppo irlandese Smurfit Kappa del più antico stabilimento Burgo, quello di Verzuolo nel cuneese e  dello spostamento dell’intera produzione di quel sito a Duino –  e che Burgo Group si occuperà della commercializzazione. Dal 2024 – stando alle prime comunicazioni date da Mondi agli investitori - inizierà invece la riconversione. Anzitutto della linea 3, l’ultima rimasta in attività, che sarà oggetto di un investimento di 200 milioni. A questa si affiancherà la linea 2, già acquisita e attualmente ferma.  

La produzione e l’installazione dei nuovi macchinari – riferisce la Cisl – potrebbe causare qualche problema in termini di tempi, stimato da un anno a un anno e mezzo, che a cascata potrebbe rendere necessaria l’attivazione di un periodo di ammortizzatori sociali.  

A oggi la Cartiera del Timavo occupa come detto circa 220 persone,  produce 600 tonnellate di carta al giorno, 200.000 tonnellate all’anno utilizzando come materia prima la pastalegno, a base di abete triturato. 

Con la cessione, «Burgo – si legge nella nota diffusa dalla società – rafforza il suo piano strategico focalizzando le risorse sullo sviluppo di prodotti ecosostenibili in sostituzione di quelli a base fossile e sul mantenimento dell’attuale leadership sulle carte grafiche».

Il gruppo, leader italiano e uno dei principali produttori e distributori europei di carte grafiche, speciali e containerboard, dall’autunno 2020 è controllato, in partnership con la famiglia Marchi, dal fondo QuattroR.

In Fvg, ceduto lo stabilimento di Duino, Burgo continua ad operare attraverso Mosaico, la società con sede a Tolmezzo dove occupa circa 300 persone e produce carte naturali senza legno per stampa offset, buste e carte per ufficio ma anche carte veline e monolucide per alimenti con una capacità produttiva di 178.000 tonnellate  l’anno.

maura.dellecase@gnn.it

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