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Electrolux, la frenata dell’elettrodomestico arriva a Susegana: fabbrica ferma il 9 settembre. E la multinazionale dice addio alla Russia

L’azienda ha comunicato alle Rsu dello stabilimento veneto lo stop produttivo per allineare la produzione alla domanda. Non sarà l’unico da qui a fine anno. Il gruppo, dopo aver sospeso le operazioni in Russia all’inizio del conflitto in Ucraina, ha ceduto le attività al management locale

Elena Del Giudice
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PORDENONE. La domanda di elettrodomestici in Europa è in forte frenata. E se gli effetti fino ad ora avevano impattato soprattutto su alcuni degli stabilimenti Electrolux in Italia, da Porcia a Solaro a Forlì, oggi il rallentamento viene percepito anche a Susegana, lo stabilimento dedicato al “freddo”, produzione di frigoriferi da incasso. L’azienda ha infatti comunicato lo stop della produzione per l’intera giornata di venerdì 9 settembre, che si trasformerà in un giorno di cassa integrazione per tutti gli addetti alle linee. 

La motivazione attiene alla necessità di allineare la produzione alla domanda. E – ma si tratta ancora di indiscrezioni – potrebbe non essere l’unico stop da qui a fine anno. Rallentamento sì, quindi, ma non drammatico, con una contrazione di volumi modesta, diversamente da quel che sta accadendo in altri stabilimenti.

A Susegana è già previsto un incontro, in agenda per il 6 settembre, tra azienda ed Rsu dal quale si attende in quadro più dettagliato sull’andamento dello stabilimento nell’ultima parte dell’anno.

Manca invece una data per la riunione del coordinamento nazionale che avrebbe dovuto svolgersi il 31 agosto con, all’ordine del giorno, gli investimenti dedicati alla fabbrica di Solaro (lavastoviglie) e destinati all’avvio di una nuova piattaforma di prodotto. Il rinvio è stato motivato con la decisione della multinazionale svedese di rivedere le proprie strategie di investimento in Italia a causa del crollo della domanda del mercato europeo, ma anche dei costi – in costante aumento – che spingono ad una attenta riflessione.

Infine Electrolux ha formalizzato la propria uscita dalla Russia. L’annuncio è di qualche mese fa, ora l’operazione si è conclusa.

La multinazionale svedese dell’elettrodomestico, che ha il quartier generale per l’Italia a Porcia (Pordenone), aveva sospeso le sue operazioni in Russia quando è iniziata la guerra in Ucraina, successivamente aveva pianificato la cessione delle attività in quel Paese al management locale.

La vendita della filiale russa genera una minusvalenza di circa 350 milioni di corone svedesi (circa 32,5 milioni di euro), che inciderà sul reddito operativo dell’area business Europe nel terzo trimestre 2022.

«L'invasione russa dell'Ucraina e le seguenti sanzioni hanno reso impossibile per Electrolux continuare la sua attività nel Paese – spiega la multinazionale –. La decisione di cedere l'attività russa alla direzione locale ha lo scopo di consentire un'uscita responsabile e controllata».

La società russa subentrante continuerà a fornire assistenza agli elettrodomestici precedentemente venduti da Electrolux in Russia.

Electrolux non ha invece stabilimenti produttivi in Russia «e non fornirà apparecchiature alla società ceduta».

Nel 2021 le vendite di Electrolux in Russia hanno rappresentato il 4% delle vendite della Business Area Europe e l'1,6% delle vendite del Gruppo.

(articolo aggiornato alle 17,17 del 2 settembre)

e.delgiudice@gnn.it

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