In evidenza
Sezioni
Quotidiani GNN

Oro e gioielli, volano i fatturati: +32 per cento. Ma oltre un’azienda su due non trova manodopera

Analisi del Club degli orafi in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Vero boom dell’export, cresciuto del 41 per cento fino a sfiorare i quattro miliardi di euro

3 minuti di lettura

VICENZA. È stata presentata venerdì 9 settembre, in un incontro ospitato da VicenzaOro, la seconda edizione dell’inchiesta congiunturale realizzata presso i propri soci dal Club degli Orafi, in collaborazione con la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. I risultati dell’inchiesta permettono di integrare e completare le statistiche ufficiali del settore con una visione aggiornata e originale offerta dagli operatori.

Le statistiche e le rilevazioni attestano che dopo aver già ampiamente recuperato nel 2021 gli effetti della crisi da Covid-19 in termini di fatturato, il settore dell’oreficeria conferma risultati molto positivi anche nel 2022: nel primo semestre dell’anno ha mostrato una crescita sia in termini di fatturato (+32%), sia di produzione (+23%) migliore del sistema moda e della media del manifatturiero italiano.

La performance in termini di produzione industriale, colloca il settore tra i più brillanti nel panorama manifatturiero italiano, al quarto posto per crescita (dopo elettronica di consumo, tessitura e maglieria) nel confronto con il primo semestre del 2021 e al terzo posto per recupero rispetto ai livelli pre-Covid (+30% rispetto al gennaio-giugno 2919, superata solo da elettromedicale e armi e munizioni).

Nonostante l’evoluzione del contesto competitivo condizionato dal protrarsi del conflitto e l’aumentata incertezza, la visione degli operatori per il 2022 rimane positiva con più della metà del campione che ipotizza una crescita del fatturato; rispetto alle precedenti edizioni si è rilevata una fisiologica revisione al ribasso delle attese che risulta però concentrata solo tra le imprese più piccole. Le grandi imprese mostrano un livello di fiducia pressoché invariato rispetto a inizio anno, segno della capacità di reazione a un quadro sempre più complesso.

A sostegno della crescita, si conferma la rilevanza dei mercati internazionali per tutte le classi dimensionali. Queste previsioni sono avvalorate anche dagli ottimi risultati in termini di esportazioni nei primi cinque mesi del 2022 con una crescita del 41% in valore, che arriva a sfiorare i quattro miliardi di euro, e del 15% in quantità. Il settore è riuscito a consolidare il proprio posizionamento nei principali sbocchi commerciali e in particolare ha guadagnato posizioni negli Stati Uniti dove rappresenta il secondo partner con una quota di mercato del 12,7% nella prima parte del 2022.

A preoccupare maggiormente gli operatori, oltre alle difficoltà nella gestione dei prezzi delle materie prime, si impone il reperimento della manodopera, segnalato dal 56% del campione (con un peso che è raddoppiato da inizio anno) e che, per le imprese più grandi, è indicato in 8 casi su 10.

Si è acuita, inoltre, l’attenzione verso i costi di trasporto che sono indicati come difficoltà da un’impresa su due. In prospettiva la gestione dei prezzi delle materie prime e la logistica restano le maggiori criticità segnalate dalle imprese che stanno affiancando alle politiche di prezzo anche interventi sulla revisione delle commesse e sui canali di approvvigionamento.

L’inchiesta è stata realizzata a giugno e successivamente integrata con una più recente rilevazione condotta a inizio settembre per cogliere in modo più tempestivo i cambiamenti della view per effetto dell’evoluzione dello scenario.

Giorgio Villa, Presidente del Club degli Orafi Italia: «Siamo arrivati al giro di boa di un anno - il 2022 - che, pur con le incertezze e i diversi fattori di criticità, si sta rivelando straordinario sia in termini di fatturato, sia di produzione e ordini. La percezione degli imprenditori, confermata dall’analisi dei dati numerici, è quella di un comparto che sta vedendo una forte crescita, dopo un 2021 già eccezionale anche riferito ai valori pre-2019.

Sicuramente il contesto in cui si trovano a operare le aziende oggi presenta grandi difficoltà, quali i problemi nel reperire nuove risorse umane, i costi dell’energia e delle materie prime e le complessità logistiche, ma la percezione realistica della situazione attuale aiuta gli imprenditori ad affrontare le difficoltà in modo consapevole e orientare le decisioni organiche in modo da assecondare al meglio i trend di crescita. È però ormai non più prorogabile la presa di coscienza collettiva di come il tema risorse umane debba diventare prioritario nell’agenda nazionale. Se fino a ora ci si è mossi come aziende attraverso azioni autonome o di raggruppamenti di imprese, è ora che il tema diventi realmente collettivo e sociale».

Stefania Trenti, Responsabile Industry Research, Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo: «Il settore orafo italiano continua a registrare ottimi risultati, in particolare sui mercati esteri dove anche nei primi mesi del 2022 è proseguita la straordinaria performance delle esportazioni italiane. Dopo aver subito per decenni la concorrenza dei produttori dei paesi emergenti, le imprese italiane del gioiello sono riuscite a riposizionare la propria offerta sul segmento dell’alta gamma, riconquistando quote su mercati fondamentali come gli USA. Bene anche sui mercati asiatici, serviti spesso attraverso paesi terzi come Irlanda, Francia e Svizzera, dove i gioielli Made in Italy sono sempre più apprezzati a fronte della crescita del benessere e della ricchezza.

Lo scenario per i prossimi mesi resta incerto e complesso, ma le imprese italiane appaiono ancora fiduciose, a fronte dei buoni risultati conseguiti e della competitività dimostrata negli ultimi anni».

f.poloni@gnn.it

I commenti dei lettori