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Nuova acciaieria green per Abs a Cargnacco: la prima a emissioni zero

L’impianto sorgerà nell’area limitrofa all’impianto che produce vergella Il Gruppo Danieli ha destinato ad Abs 650 milioni di euro di investimenti

Elena Del Giudice
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Inizio lavori a gennaio ’23 e prima colata nel 2024 per la futura acciaieria Abs a Cargnacco, accanto all’impianto vergella inaugurato lo scorso anno, con l’ambizione di essere la prima acciaieria green d’Europa, a emissioni zero. È Gianpietro Benedetti, presidente del Gruppo Danieli, a confermare gli investimenti, parte dei quali annunciati dodici mesi fa, nella divisione steel making del Gruppo, Abs appunto. «Avrebbero dovuto essere 400 milioni - dettaglia - oggi siamo a 650».

Presidente Benedetti, l'inaugurazione del reparto sfere è solo una parte degli investimenti declinati in realtà in Abs, ora c’è anche l’ampliamento dell’acciaieria...

«È una necessità. Quando, e mi auguro in un paio di anni, sarà risolto il problema costo del gas, ritorneremo a parlare delle CO2 missions, la nuova acciaieria sarà a zero emissioni, alimenterà a caldo il white rot, risparmiando gas, ed è un must perché ci darà la possibilità di fermare, uno alla volta, i due forni elettrici esistenti, che saranno trasformati anch’essi grazie al Q-One (il forno elettrico, brevetto Danieli, ndr). Alla fine di questo percorso avremo un’acciaieria che sarà la prima in Europa a garantire il green steel».

L’acciaio verde, importante perché?

«Per le implicazioni ambientali, naturalmente, e anche per i nostri clienti che operano nel settore delle costruzioni piuttosto che dell’automotive, e che puntano a certificare il proprio prodotto finale».

Valore complessivo degli investimenti?

«Attorno ai 650 milioni di euro».

Sarete operativi quando?

«Se l'iter autorizzativo proseguirà senza intoppi contiamo di avviare il cantiere all'inizio del 2023 e di avere la prima colata nella primavera del 2024».

L’avvio del nuovo impianto vi consentirà di fermare gli altri per gli interventi di ammodernamento, conclusa questa fare immagino aumenterà la capacità produttiva.

«Certo , contiamo di raggiungere i 2 milioni di tonnellate di acciaio l’anno».

Fin qui abbiamo parlato di Abs a Cargnacco, e in Abs Sisak? Quali progetti?

«Direi che per lo stabilimento croato l’idea è molto ambiziosa: puntiamo ad avviare una acciaieria endless. Parliamo di un impianto in grado di fondere l’acciaio che va in colata continua e quindi al laminatoio senza interruzioni per 23 ore e 50 minuti al giorno. È un tipo d’impianto che abbiamo già realizzato per un cliente negli Usa, ora vogliamo avviarlo in Europa».

Chiuso il capitolo investimenti apriamo quello dei costi dove c’è, al primo poso, quello per l’energia.

«Il tema energia ci ha dato la dimostrazione di quanto l’Europa sia lontana da una visione comune. Il prezzo dell’energia ha iniziato ad aumentare con l’avvento della borsa di Amsterdam, ben prima della guerra in Ucraina. Sappiamo che ci sono aziende che hanno realizzato utili notevoli, Paesi che continuano ad acquistare gas dalla Russia a prezzi vantaggiosi, Paesi che avvertono meno di noi il problema perché possiedono l’energia nucleare... Se questo è il contesto è chiaro che il tetto al prezzo del gas resta un’utopia. Credo ci attesteremo su valori più bassi di quelli di oggi, ma molto lontani dai livelli del passato, nel volgere di uno o due anni. Rispetto al peso su Abs, in passato a luglio spendevano 6 milioni di euro, quest’anno ne abbiamo spesi 60. Ma non abbiamo fermato gli impianti, e non per eroismo ma per mantenere intatta la nostra credibilità e rispettare gli impegni con i clienti».

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