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Polo del Gusto Illy, un brand comune per i nuovi negozi

Insieme Domori, Prestat e Dammann Frère e gli altri marchi L’ad Macchione: «Punti vendita in città, aeroporti e stazioni»

Luigi dell’Olio
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Partirà da Trieste la nuova fase di sviluppo del Polo del Gusto, la subholding del gruppo Illy che si occupa di tutti business extra-caffè.

«Stiamo definendo un nuovo brand, tecnicamente identificato come “umbrella”, che comparirà sui nuovi negozi che abbiamo in mente di creare nelle medie città, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e in altri luoghi in cui è possibile fare efficienza puntando sui grandi numeri», racconta al Piccolo l’amministratore delegato Andrea Macchione.

Si tratterà di un nuovo formato distributivo, che caratterizzerà anche le vendite online e conterrà prodotti Domori, Prestat e Dammann Frère, Agrimontana, Mastrojanni e Pintaudi (da poco entrata a far parte del gruppo, è un’azienda triestina specializzata in prodotti da forno, biscotti e fette biscottate, con la famiglia che ha scelto di restare nell’azionariato per condividerne il percorso di crescita). E proprio a Trieste, insieme a un’altra città del Triveneto ancora da definire, saranno ubicati i primi punti vendita del nuovo brand.

«Siamo un gruppo internazionale, ma siamo anche convinti che sia prioritario dimostrare di essere bravi a casa nostra prima di spingerci oltreconfine nei progetti di crescita», aggiunge Macchione. Questo modello distributivo si affiancherà ai monomarca che continueranno a operare come oggi, senza che siano escluse nuove aperture.

L’ad della subholding che ha in Riccardo Illy il presidente segnala come stia procedendo per il meglio l’integrazione di Pintaudi, mentre a livello di Polo si attende per l’esercizio in corso un aumento delle vendite, ma con marginalità sotto pressione.

«L’aumento non solo dell’energia, ma anche di latte, vetro, cellulosa (componente fondamentale del packaging, ndr) e dei costi logistici mette tutte le imprese a dura prova. L’auspicio», aggiunge, «è che il contrasto all’inflazione abbia successo in quanto l’aumento dei prezzi incide pesantamente sui consumi».

Insomma, le banche centrali sono chiamate a un difficile equilibrio per cercare da una parte di raffreddare i prezzi e dall’altra di non soffocare troppo la crescita economica con tassi troppo elevati. Una sfida di certo non facile a fronte di una congiuntura già di per sé indebolita dalle tante incognite a livello macro.

Intanto giovedì verrà inaugurato il primo negozio di Domori a Torino, in Piazza San Carlo. L’azienda, che proprio quest’anno festeggia i 25 anni di attività, ha costruito un progetto che coniuga tradizione e innovazione, scegliendo uno spazio nel cuore del centro storico, e declinandolo in diversi ambienti, con l’obiettivo di presentarsi alla città in uno spazio polifunzionale, che affiancherà la grande varietà dei prodotti Domori a un ricco programma di attività - dalle degustazioni alla formazione sul cioccolato - per offrire un’esperienza del cioccolato completa.

Il negozio si estende su una superficie di circa 300 metri quadri, suddivisi in tre parti: al piano terra sarà sia il cioccolato confezionato, sia quello sfuso, oltre a praline, frutta ricoperta e tavolette nude, mentre i due piani inferiori saranno invece riservati alle attività dedicate alla cultura del cioccolato.

Il piano interrato sarà uno spazio narrativo, dedicato a tutti gli appassionati e curiosi, per raccontare il processo del cioccolato nelle sue fasi, dalle piantagioni alle tavolette. L’ultimo piano, infine, è destinato a diventare una sala polifunzionale, in grado di rispondere con flessibilità a diverse destinazioni: dalle masterclass con pastry chef ospiti, a presentazioni o gruppi di lavoro o eventi.

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