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Alessandro Benetton: «Vanno confermate le linee del Governo Draghi»

Il finanziere trevigiano sul voto e su Atlantia post Opa «Italiana, sostenibile e pronta a espandersi all’estero»

Leonardo Di Paco
2 minuti di lettura

Negli affari ha spesso optato per scelte di discontinuità. Ma, parlando dei bisogni del Paese a margine della presentazione del suo libro “Traiettorie” davanti agli studenti del dipartimento di Economia dell’università di Torino, Alessandro Benetton individua invece nella continuità delle scelte di politica economica una necessità per il Paese.

«Mi auguro che, al di là dell’esito del voto, le linee guida tracciate dall’ultimo governo vengano confermate. Una forma di progettualità strutturale, per l’Italia e per l’Europa, è indispensabile per non rimanere schiacciati dalle dinamiche geopolitiche che stiamo vedendo. Se sfilacciassimo le nostre relazioni, le conseguenze sarebbero molto gravi, mi auguro che nessuno abbia intenzione di cambiare quanto costruito finora».

Capelli ricci un poco arruffati, sneakers, pantalone beige, camicia e giacca di jeans, il capo del gruppo Benetton, figlio del fondatore Luciano e presidente della holding di famiglia Edizione, analizza il momento dall’osservatorio privilegiato di una realtà da 9,8 miliardi di fatturato. Il tema dei costi dell’energia e dei rincari per famiglie e imprese, ad esempio, «preoccupa perché siamo schiacciati fra le esigenze immediate e quelle di un mondo che ci chiede responsabilità».

Come uscirne indenni? «L’auspicio – dice Alessandro Benetton – è che si rinunci alla logica del breve termine, un grande rischio che stanno correndo diversi mondi, incluso quello della finanza e delle imprese. Di fronte a un momento di grande discontinuità come l’attuale, scatenato dalla combinazione di esigenze energetiche e ambientali, bisogna dare spazio a nuovi punti di vista che non mettano le due cose in contrasto. Dobbiamo sfruttare questo momento difficile come un’occasione per ripensare tutta una serie di aspetti».

La soluzione, secondo l’imprenditore trevigiano, sta nella diversificazione: «Per quanto riguarda l’energia dobbiamo superare una serie di dogmi, come quello che osteggia il nucleare. Bisogna andare oltre gli slogan, perché ormai è chiaro a tutti che offrire soluzioni a breve termine non porta a nulla». La responsabilità di un così grande cambiamento «è anche di noi imprenditori, dobbiamo ripensare il capitalismo in un’ottica di responsabilità sociale».

Un peso doppio se porti un cognome che dal 14 agosto 2018 viene immediatamente associato con la tragedia del Ponte Morandi. Alessandro Benetton non commenta la decisione del Tribunale di Genova di escludere dal processo Autostrade per l’Italia e la sua società gemella deputata ai controlli delle infrastrutture, Spea Engineering, a causa di un cavillo burocratico individuato dai legali delle due aziende.

Ma il pensiero del presidente di Edizione, primo azionista di Atlantia, la società che possedeva il 100% di Autostrade per l’Italia prima di cedere le quote nel 2021 alla cordata guidata da Cdp, sulla vicenda del ponte è scritto nero su bianco nell’ultimo capitolo della sua autobiografia: «La grande famiglia non avrebbe dovuto affrontare la tragedia lasciando anacronisticamente la parola agli avvocati, ai comunicati o ai funzionari.

C’era bisogno di discontinuità ed empatia» si legge nel libro. Concetti ribaditi anche in altre occasioni: «È una tragedia che peserà per sempre sulla mia famiglia, a prescindere dal fatto che Edizione deteneva solo poco più del 30% di Atlantia, nome che tutti hanno imparato a conoscere nel modo peggiore, nel cui consiglio sedeva un solo Benetton».

Per la famiglia il ricordo è doloroso ma non è un capitolo chiuso. Oggi in ballo ci sono le operazioni di avvio dell’Opa di Edizione e Blackstone su Atlantia con un’offerta pubblica di acquisto da quasi 13 miliardi. «L’Opa – conclude Benetton – sarà finalizzata entro la fine dell’anno, l’iter sta andando avanti. La nostra volontà l’abbiamo già declinata: come azionisti assieme a Blackstone vogliamo una società di infrastrutture sostenibile, una piattaforma italiana che punti allo sviluppo anche fuori dai confini nazionali».

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