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Despar si consolida sul territorio, investimenti per 104 milioni

Parla l’ad Francesco Montalvo: «Da sempre la GDO alimentare ha cercato di compensare e calmierare il più possibile gli aspetti legati all’inflazione come quelli che registriamo oggi. Quindi attenzione ai prezzi al pubblico che vengono costruiti sapendo che dobbiamo ridurre i nostri guadagni»

Roberta Paolini
Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Gli aumenti dell’inflazione non verranno scaricati a valle sui costi dei prodotti. «Cercheremo di resistere». Francesco Montalvo, ad di Aspiag Service, concessionaria del marchio Despar per il Triveneto, l’Emilia-Romagna e la Lombardia, usa proprio queste parole. Aggiungendo «Il ruolo della grande distribuzione organizzata è anche sociale e noi abbiamo il compito di ammortizzare in queste fasi iniziali di rialzo dell’inflazione».

Dottor Montalvo ci troviamo di fronte ad un tasso inflazionistico che non si vedeva da decenni. Cosa ci dobbiamo attenere per quanto riguarda l’aumento dei prezzi nei supermercati?

«Da sempre la GDO alimentare ha cercato di compensare e calmierare il più possibile gli aspetti legati all’inflazione come quelli che registriamo oggi. La competizione del mercato, da una parte, e la voglia di aiutare le famiglie, con la continua fidelizzazione del cliente, porta le aziende del settore a farsi carico – soprattutto nelle fasi iniziali – del fenomeno. Quindi attenzione ai prezzi al pubblico che vengono costruiti sapendo che dobbiamo ridurre i nostri guadagni. Il nostro impegno è massimo per difendere il più possibile il potere di acquisto dei nostri clienti e deve essere ancora più incisivo per ridurre il peso del caro prezzi sulle famiglie, in collegamento e coordinamento con i fornitori e con tutti gli attori della filiera produttiva. Contro i rincari, sugli scaffali dei nostri punti vendita è da sempre presente la nostra linea di prodotti a marchio S-Budget, un paniere completo di generi di primissima necessità, come pasta, farina, burro, surgelati, prodotti per l'igiene della casa, che sono un’ottima alternativa per risparmiare, senza rinunciare alla qualità».

Ci sono problematiche nel reperire prodotti e nell’assortimento in generale?

«Su questi argomenti non creerei nessun allarmismo, c’è stato un momento forse, ma per motivi e con logiche speculative. Ovvio che questi aumenti di materia prima, come quelli che interessano farina e quindi pane, porteranno dei rincari, il vero tema è il tempo. Quanto dureranno? Se il fenomeno inflazione dovesse perdurare la forza di resistere verrebbe meno. In questo momento possiamo resistere, ma il fattore tempo è cruciale».

E poi c’è il costo dell’energia.

«Da una parte c’è la sensibilizzazione di tutti i colleghi (oltre 9000) chiamati a dare il proprio contributo con gesti semplici, noi subiamo tantissimo il peso del rincaro energetico con numeri pazzeschi, ci siamo salvati in passato grazie ad una lungimirante visione che ci ha portato ad avere fonti energetiche alternative (pannelli solari), la cogenerazione, stiamo aumentando questi efficientamenti green dei nostri punti vendita. Chiudere le insegne sono un segnale di un problema ma le soluzioni che dobbiamo trovare sono altre e più profonde. Ci dovrebbe essere un sistema fiscale nazionale ed europeo perché gli investimenti che le aziende stanno sostenendo siano sostenibili anche dal punto di vista economico».

Questa situazione porterà ad una incidenza dei costi visibile anche sui conti economici…

«Non ci sono dubbi che vedremo un impatto sui conti del 2022, difficile quantificare ma l’impatto sarà molto significativo perché questi costi maggiori impattano direttamente sul conto economico. Sarà evidente per tutti».

Rispetto al monte investimenti 2021, 104 milioni di cui 48 milioni in Veneto, cosa intendete fare? Mantenere, incrementare o portare delle operazioni in stand by?

«In questo momento si devono fare investimenti nei posti giusti: di sicuro il nostro piano di investimenti di un anno fa oggi va razionalizzato e indirizzato verso quello che può generare un miglioramento delle strutture esistenti. Mai come oggi stiamo pesando a rinnovare le strutture, dal punto di vista estetico ma soprattutto dal punto di vista tecnico e strutturale per favorire il risparmio energetico. Continueremo ad aprire negozi ma di sicuro oggi dobbiamo investire sull’esistente per rendere più efficiente l’ambiente e accogliente per i clienti. Noi abbiamo la fortuna che i tre supermercati Winner (dell’imprenditore Menegazzo ndr.) cambieranno insegna diventando Eurospar e Interspar e poi apriremo un altro negozio. La famiglia dei negozi Despar in veneto aumenterà di 4 unità aumentando la nostra superficie di vendita di 4880 mq».

Quali sono le quote di mercato che esprimete in Veneto e Fvg?

«Siamo leader di mercato sia in Veneto che in Fvg. In Veneto Aspiag Service ha realizzato un fatturato al pubblico complessivo di 905 milioni di Euro, sia per gli esercizi diretti che affiliati. Oggi contiamo un totale di 161 negozi contestualmente il numero dei collaboratori ora è a quota 3.803. In Friuli Venezia Giulia il fatturato è stato di circa 626 milioni di euro, ed è proseguita l’attività di sviluppo sul territorio grazie a quasi 9 milioni di Euro di investimenti, indirizzati a un’ulteriore espansione della rete, compreso l’Eurospar a gestione diretta ubicato nel centro di Trieste. Il totale dei punti vendita sale quindi a 134 (di cui 80 diretti e 54 affiliati) e l’assunzione di 100 nuovi collaboratori ha portato a 2067 addetti in tutta la regione».

E per il 2022 cosa vi attendete?

«Vediamo una tendenziale riduzione dei pezzi venduti. Per i ricavi abbiamo l’ambizione che sia migliore del 2021, anche se con volumi minori».

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