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Prinoth, ecco il battipista con motore a combustione interna a idrogeno

Prinoth si appresta a superare i 400 milioni di euro di fatturato, fa parte del gruppo HTI, conta 900 dipendenti ed ha presentato la seconda versione dell'innovativo battipista a idrogeno

In attesa della nuova stagione dello sci, a Vipiteno la Prinoth ha festeggiato i suoi 60 anni e quelli del primo battipista, nato proprio nel 1962 dall'ingegno dell'ex pilota di Formula 1 Ernst Prinoth.

Ed oggi Prinoth si appresta a superare i 400 milioni di euro di fatturato a fine 2022 (dai 300 milioni del 31 dicembre scorso), fa parte del gruppo HTI (High Technology Industries), conta 900 dipendenti ed ha presentato la seconda versione dell'innovativo battipista a idrogeno, il Leitwolf h2Motion. Il prototipo del 2020 funzionava con una cella a combustibile a idrogeno, la nuova variante ha invece un motore a combustione di idrogeno sviluppato da FPT Industrial.

"In un momento economico estremamente difficile, come quello causato dalla pandemia - ha affermato Klaus Tonhäuser, presidente di Prinoth - abbiamo voluto mantenere alta la concentrazione su due pilastri della nostra azienda: i nostri collaboratori e i nostri investimenti in ricerca e sviluppo orientati verso una preparazione delle piste da sci sempre attenta all'ecosistema naturale. I risultati di questa politica ci hanno portato a realizzare il primo battipista al mondo alimentato a idrogeno."

"Prinoth è un pilastro portante del nostro gruppo - ha sottolineato il presidente di Hti Anton Seeber - in materia di innovazione, internazionalizzazione e diversificazione." La storia All'inizio degli anni '60, lo sci in Europa stava vivendo il suo primo boom. A quel tempo la neve fresca veniva ancora calpestata, o meglio "battuta" dalle persone, per poter sciare il più a lungo possibile. A seconda delle dimensioni della pista erano necessarie dieci, venti o centinaia di persone. Senza questa fondamentale attività, infatti, la neve spariva dopo pochi giorni, accumulandosi ai bordi delle piste a seguito delle discese degli sciatori. Il pendio vero e proprio diventava roccioso e anche le discese più semplici diventavano pericolose.

L'ex pilota di Formula 1 Ernst Prinoth all'inizio degli anni '50 aprì un'officina di riparazione auto a Ortisei in Val Gardena, accanto a casa sua. Prinoth non era solo un eccellente pilota e un abile sperimentatore, era anche uno sciatore entusiasta. E intravide una nuova sfida nell'affrontare e superare il problema della preparazione delle piste.

Non aveva dubbi: la soluzione andava individuata in una tecnica che consentisse di lavorare meccanicamente le piste. Per conciliare due esigenze molto diverse (alte prestazioni e peso ridotto) Ernst Prinoth si fece ispirare dalle caratteristiche specifiche dei veicoli che conosceva meglio, ovvero le auto da corsa.

E così nacque nel 1962 il suo primo prototipo, il P60. Nel 1965 Ernst Prinoth preparò le piste per i Campionati Mondiali di Sci a Seefeld, in Tirolo, con il suo primo battipista prodotto in serie, il P15. Fu un successo, l'ex pilota ricevette subito numerosi ordini e l'officina gardenese si trasformò ben presto in un'azienda con clienti in tutto il mondo.

Da quell'anno in poi sono stati molti i modelli di battipista e le evoluzioni targate Prinoth, tutte all'insegna dell'innovazione tecnologica e del design. Quattro sedi nel mondo Dal piccolo P60 nato in un'officina meccanica di Ortisei nel 1962 all'imponente Leitwolf h2Motion a idrogeno che ha visto la luce un paio di stagioni fa a Vipiteno. La storia dei battipista è tutta qui, racchiusa tra due modelli storici e un'unica azienda, l'altoatesina Prinoth, che si caratterizza per l'innovazione e la grande attenzione per l'ambiente.

Dal 2000 Prinoth è parte del gruppo High Technology Industries (HTI), che fa capo alla famiglia Seeber, e nel 2003 è stata inaugurata la nuova sede aziendale con stabilimento nella zona industriale di Vipiteno, proprio a ridosso degli stabilimenti Leitner e oggi anche Demaclenko, anch'esse aziende del gruppo HTI.

Dopo una serie di acquisizioni societarie all'insegna della diversificazione, Prinoth produce in quattro diverse sedi sparse nel mondo, non solo battipista, ma anche veicoli cingolati e macchine per la gestione della vegetazione. Quattro i siti produttivi: Vipiteno/Italia (battipista), Granby/Canada (veicoli cingolati, battipista), Herdwangen/Germania e St. Peter/Usa (veicoli per la gestione della vegetazione), con una rete di partner di vendita e assistenza è diffusa in oltre 80 paesi.

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