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La gigafactory di Intel, il presidente di Confindustria Verona Boscaini: “Dobbiamo agevolare l’insediamento”

“Se le premesse ci sono tutte mi aspetto che attorno a questa possibilità ognuno, enti, istituzioni, politica, possa fare la sua parte – ammonisce Boscaini - per essere fattore di agevolazione e non di ostacolo. Già in passato altre aziende che avevano pensato a Verona hanno poi rivisto i propri piani”

Edoardo Bus
Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Raffaele Boscaini

 

Vigasio, cittadina a sud ovest di Verona, è stata scelta da Intel, colosso statunitense dei chip, come luogo in cui far sorgere una nuova fabbrica per il confezionamento e l'assemblaggio di semiconduttori.

Con un investimento iniziale di circa 4,5 miliardi di euro l'avvio delle attività dello stabilimento è previsto tra il 2025 e il 2027, con la creazione di 1.500 posti di lavoro interni più altri 3.500 tra fornitori e partner. Vigasio è in una posizione strategica, prossima a due autostrade, la Modena Brennero e la Brescia Padova, vicinissima a Verona e ben collegata con la Germania, in particolare con Magdeburgo, dove Intel andrà a realizzare due stabilimenti per un investimento di 17 miliardi.

E’ stata quindi preferita dal governo italiano e da Intel rispetto agli altri siti presi inizialmente in considerazione in Lombardia, Puglia e Sicilia e nel Piemonte nord-occidentale.

L’insediamento industriale di Intel a Vigasio potrebbe trovare posto nel District Park che ha cambiato proprietà nell’ottobre 2021 passando al fondo Vicus gestito da Prelios sgr. “La notizia che una grandissima azienda multinazionale dell'hi tech potrebbe insediarsi nella nostra provincia da un lato lusinga ma non posso dire che stupisca – commenta Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Verona. Verona gode infatti di una posizione strategica all'incrocio delle direttrici Nord-Sud e Est-Ovest, direttrici che sono presidiate da infrastrutture avanzate e in continuo sviluppo. Inoltre, ha un tessuto manifatturiero solido, competenze eccellenti e una vocazione all’apertura internazionale che l'ha già fatta scegliere da oltre 80 multinazionali.”

Ma Boscaini mette in guardia dai paletti e dai condizionamenti che potrebbero arrivare prima della posa delle fondamenta del sito. “Se le premesse ci sono tutte mi aspetto che attorno a questa possibilità ognuno, enti, istituzioni, politica, possa fare la sua parte – ammonisce Boscaini - per essere fattore di agevolazione e non di ostacolo. Già in passato altre aziende che avevano pensato a Verona hanno poi rivisto i propri piani, episodi che mi auguro non si ripetano. Anche perché un investimento con i numeri annunciati e in un settore a così alto valore tecnologico sarebbe di grande spinta per tutto il territorio nazionale"

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